Le voci di La Thuile diventano memoria: un libro e un podcast per non dimenticare
CULTURA, Sociale
di Erika David  
il 02/04/2026

Le voci di La Thuile diventano memoria: un libro e un podcast per non dimenticare

Si chiama "Una voce, una vita - Per non dimenticare" il progetto per custodire la memoria del paese curato dall'associazione culturale Passeggeri del Tempo

Le voci di La Thuile diventano memoria: un libro e un podcast per non dimenticare.

In un tempo che corre veloce, fermarsi ad ascoltare diventa quasi un gesto rivoluzionario.

È da questa idea che nasce Una voce, una vita – Per non dimenticare, il progetto dell’associazione culturale Passeggeri del Tempo dedicato alla memoria degli anziani di La Thuile.

Un’iniziativa che prende forma in un libro, pubblicato nelle scorse settimane, e in un podcast composto da sette episodi, che raccolgono storie vere e frammenti di vita che rischierebbero altrimenti di andare perduti.

Un atto culturale profondo

«È un atto culturale profondo», lo definisce l’assessore alle Politiche sociali Davide Carradore Daniel, che ha fatto dell’ascolto e dell’inclusione degli anziani uno dei punti centrali del suo impegno amministrativo.

A firmare il progetto è Giorgio La Marca, che ha raccolto le testimonianze in una giornata di incontri intensa e densa di emozioni.

«Non è un racconto perfetto — spiega — perché la memoria inciampa, torna indietro, mescola gli anni. Ma proprio per questo è viva».

Il meccanismo è semplice: poche domande, sempre le stesse, e poi spazio ai ricordi.

Voci del paese d’antan

«Attraverso le loro parole si ricostruisce l’evoluzione del paese: dall’allevamento alla miniera, fino alla scelta di puntare sul turismo legato alla neve e alla montagna».

Le voci sono quelle di chi ha vissuto in prima persona i cambiamenti di La Thuile: Bruno Boscardin, Dante Berthod, Gino Daniel, gli ex sindaci Giuseppe Vauterin e Gilberto Roulet, insieme a Simona Jorioz, Loredana Blanc, Fulvio Collomb, Roberto Lorenzetti, Edoardo Berger, Anna Maria Cavrioli, Vittorina Praz, Alina Jacquemod, Corrado Giordano, Giulio Jacquemod e Maura Ferrod.

«Quando una persona anziana dice “non ho niente da raccontare”, spesso sta per iniziare a raccontare la cosa più importante: com’era il mondo», osserva La Marca.

Un’esperienza breve nel tempo, ma intensa: un’immersione nelle radici di un territorio profondamente cambiato, tra aneddoti, emozioni e ricordi.

«Mi hanno colpito l’arte di Giulio ed Edoardo, l’emozione di Dante nel ricordare l’intitolazione della pista al fratello, i racconti legati ai “secrets”, la simpatia di Fulvio e l’amore di Anna Maria per questo paese che l’ha accolta».

Da quell’ascolto nascono oggi un libro e un podcast che saranno presentati prossimamente alla comunità: un modo per restituire al paese la sua memoria.

E, forse, per non perderla.

(erika david)

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