Dermatite bovina: in arrivo 35 mila dosi di vaccino in Valle d’Aosta
Allevamento
di Thomas Piccot  
il 08/04/2026

Dermatite bovina: in arrivo 35 mila dosi di vaccino in Valle d’Aosta

Ieri un incontro operativo con i veterinari che saranno impegnati nella campagna di somministrazione

Sono in arrivo in Valle d’Aosta 35 mila dosi di vaccino contro la dermatite nodulare bovina. La nostra regione ha confermato la campagna vaccinale anche per il 2026. Del tema, si era parlato anche nell’ultima seduta del consiglio regionale. Il piano prevede la vaccinazione di 36 mila capi entro giugno.

In arrivo 35 mila dosi di vaccino

A coordinare la campagna vaccinale è la struttura della veterinaria regionale dell’assessorato alla Sanità; la programmazione e l’organizzazione operativa sono di competenza della struttura complessa di sanità animale dell’Usl.

Ieri, martedì 7 aprile, si è tenuto un incontro operativo con i veterinari impegnati nella campagna vaccinale. La mancata vaccinazione comporta una sanzione amministrativa e le ulteriori conseguenze previste dalla normativa.

La struttura sanità animale contatterà gli allevatori per concordare le date e le modalità degli interventi.

Sarà assicurato il supporto logistico di Arev, Iar, Anaborava e, in caso di necessità, di corpo forestale e protezione civile.

Carlo Marzi: «Non ci sono controindicazioni al consumo di carne e latte»

«L’avvio tempestivo della campagna vaccinale rappresenta una priorità assoluta per la tutela del patrimonio zootecnico valdostano e per la salvaguardia di un comparto strategico per la nostra Regione – afferma l’assessore alla Sanità, Carlo Marzi -. Già nel 2025 la campagna vaccinale ha consentito di salvaguardare l’intero allevamento valdostano, evitando l’abbattimento di tutti i capi delle stalle di appartenenza. Desideriamo inoltre rassicurare i cittadini, confermando che non vi sono controindicazioni al consumo della nostra carne e del nostro latte, che restano prodotti di qualità, pienamente sicuri e sottoposti a controlli».

Enrica Muraro: «Il vaccino non è all’origine dei focolai»

La dottoressa Enrica Muraro, veterinaria, precisa che «la dermatite nodulare bovina è una malattia virale che colpisce esclusivamente i bovini e non è trasmissibile all’uomo. Il vaccino impiegato è a virus vivo attenuato, una tecnologia consolidata e sicura, utilizzata da oltre cinquant’anni. Non vengono utilizzati vaccini a mRNA. È importante ribadire che il vaccino non provoca la malattia e non è all’origine dei focolai. Per i consumatori non esiste alcun rischio: il vaccino non altera la sicurezza alimentare né la qualità dei prodotti di origine bovina: carne e latte provenienti da animali vaccinati sono assolutamente sicuri».

Marco Ragionieri: «Controlli puntuali e costanti»

Ad aggiungere altri particolari è il dottor Marco Ragionieri, direttore della struttura complessa Sanità animale.

«Il Servizio Veterinario sta predisponendo un’organizzazione capillare degli interventi su tutto il territorio regionale, contattando direttamente gli allevatori per definire tempi e modalità delle vaccinazioni – dichiara -. I controlli saranno puntuali e costanti in ogni allevamento, garantendo la completa tracciabilità della filiera e la piena tutela del patrimonio zootecnico regionale».

(t.p.)

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