Luca Sepe torna alla musica con un brano di Nino D’Angelo
Roma, 9 apr. (askanews) – In un’epoca dominata dalla velocità dei social e dalla comunicazione istantanea, Luca Sepe torna alle radici dell’emozione. Dal 17 aprile 2026, l’artista poliedrico napoletano – già protagonista al Festival di Sanremo, voce storica della radio e volto televisivo – riabbraccia la sua vocazione più autentica con la pubblicazione di “Ormaie si’ a mia”, celebre brano di Nino D’Angelo (tratto dall’album “Amo l’estate” del 1990 e scritto da Antonio Casaburi e Antonio Annona). Cantautore, autore e intrattenitore, Luca Sepe venne scoperto da Fausto Leali e raggiunse la notorietà nazionale classificandosi al terzo posto tra le “Nuove proposte” al Festival di Sanremo 1998 con “Un po’ di te”. Autore per grandi nomi come Gigi Finizio, ha costruito una carriera eclettica tra musica d’autore, televisione e radio, diventando una delle voci più amate del panorama campano e nazionale. Non una cover, ma un atto di dignità emotiva. “Ho sentito il bisogno di restituire questa canzone alla sua essenza, rispettandone lo spirito così come lo aveva pensato Nino D’Angelo – dichiara Luca Sepe – per me è come celebrare un amore ritrovato. Merita di tornare alla sua identità più autentica”. Prodotto esecutivamente dall’amico e sostenitore di sempre Fabrizio Guglielmi, questo progetto segna un punto di svolta nel percorso di Sepe. Dopo il successo nella satira e nella comicità – territori che lo hanno reso un beniamino del pubblico su Radio Punto Nuovo e Canale 21 – l’artista avverte la necessità di un registro più profondo. “Osservando la progressiva perdita di profondità nella comicità sui social, ho sentito la necessità di tornare alla musica come spazio più vero e sincero – spiega l’artista – la ballata è il mio linguaggio naturale; è lì che riesco a esprimermi con maggiore verità”. Con “Ormaie si’ a mia”, Luca Sepe si rivolge a chi non ha rinunciato alla possibilità di emozionarsi. Il suo è un invito a riscoprire il valore dell’ascolto lento e della dedizione, in contrasto con lo “scroll” veloce della vita moderna. Una scommessa dedicata a un pubblico attento, capace di fermarsi e sentire davvero, proprio come le generazioni educate alla sensibilità.
