Meloni tenta carta stop a Patto Stabilità, da Ue porta chiusa
AskaNews
di admin Administrator  
il 11/04/2026

Meloni tenta carta stop a Patto Stabilità, da Ue porta chiusa

Roma, 11 apr. (askanews) – L’Italia cerca il “soccorso” europeo ma, al momento, a Bruxelles trova la strada chiusa.

Dopo che era stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, nelle scorse settimane, a porre il tema, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rilanciato la proposta di una sospensione del Patto di Stabilità, per far fronte alla crisi innescata dall’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

Meloni, il 9 aprile, si è presentata prima alla Camera e poi al Senato per un’informativa, pensata per certificare il “rilancio” del suo governo dopo la sconfitta al referendum. Nel suo lungo discorso (53 minuti), la premier ha confermato la volontà di andare avanti senza “rimpasti” fino al termine della legislatura. Un intervento che secondo molti commentatori e tutta l’opposizione, in realtà, è stato il primo “comizio” di una lunga campagna elettorale verso le elezioni politiche.

La questione che qui ci interessa, però, è quella del Patto di Stabilità. “Se la crisi in Medio Oriente dovesse conoscere una nuova recrudescenza – ha detto – dovremmo porci seriamente il tema di una risposta europea, non dissimile per approccio e strumenti a quella messa in campo per rispondere alla pandemia. In quel caso, riteniamo che non dovrebbe essere un tabù ragionare di una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita. Non una deroga per singolo Stato Membro, ma un provvedimento generalizzato”.

La richiesta di Meloni non lascia stupiti, a maggior ragione inserita nel contesto in cui sta operando l’esecutivo. Per l’Italia il blocco dello Stretto di Hormuz, con i problemi nell’approvvigionamento di gas e petrolio, rischia di avere un impatto particolarmente pesante. In più l’esecutivo aveva puntato tutto sull’uscita anticipata dalla procedura per deficit eccessivo. Per questo Giorgetti aveva scritto una manovra “minimal”, sperando di aver maggiori margini di manovra con la legge di bilancio “elettorale” di fine 2026. Adesso, però, la prospettiva dell’uscita dalla lista dei “cattivi” si sta allontanando. Secondo i dati Istat di inizio marzo il rapporto deficit/Pil delle amministrazioni pubbliche è ora pari al 3,07%, dunque sopra la soglia del 3% richiesta dall’Ue. La parola definitiva spetterà a Eurostat, che renderà noti i suoi conti nell’ultima decade di questo mese. “E’ una questione estremamente rilevante per le decisioni da assumere – ha ammesso il ministro dell’Economia -. Gli scenari variano infatti sensibilmente a seconda che sussistano o meno i presupposti per un’uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo”. Parole da cui trapela una qualche preoccupazione per i prossimi mesi, gli ultimi della legislatura.

L’8 di questo mese, Giorgetti aveva incontrato a Roma il commissario europeo per il mercato interno e i servizi Stéphane Séjourné, a cui già aveva “evidenziato l’opportunità di regole flessibili europee per specifici, temporanei impatti negativi soprattutto in campo energetico”. Da Bruxelles, però, arriva già un altolà alla richiesta italiana. “La sospensione del Patto di stabilità e di crescita – ha precisato il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis durante una audizione al Parlamento Ue il 9 – è legata alla clausola generale di sospensione e la condizione per attivare la clausola è di avere un grave deterioramento dell’economia nell’area euro o nell’intera Ue. E attualmente non siamo in questo scenario”. Infatti, al momento, il potenziale impatto economico della guerra in Iran “è di rallentamento ma non di grave deterioramento”. Naturalmente, ha concluso, “continuiamo a monitorare la situazione e risponderemo come appropriato”.

Di Alberto Ferrarese e Lorenzo Consoli

[Dombrovskis: “Non ci sono le condizioni di grave deterioramento”|PN_20260411_00051|nl50| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/04/20260411_151223_C9E19EF8.jpg |11/04/2026 15:12:34|Meloni tenta carta stop a Patto Stabilità, da Ue porta chiusa|Ue|Politica, Europa Building]

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