Viaggi in barca a vela, otto su dieci salpano da soli
Roma, 14 apr. (askanews) – La vela diventa sempre più un’esperienza individuale. Secondo una ricerca sul turismo nautico, nel 2026 circa l’80% dei viaggiatori che sceglie le vacanze in barca a vela, decide di imbarcarsi da solo, senza un gruppo preformato. Il dato riflette una tendenza in crescita che interessa anche l’Italia: navigare in autonomia, condividendo poi l’esperienza a bordo con altri passeggeri.
I dati provengono dalla piattaforma Sailwiz, attiva in 42 paesi e considerata tra i principali osservatori del turismo in barca a vela in Europa, che ha basato l’analisi su oltre 42mila utenti registrati.
Il boom è legato ai nuovi modelli di vacanza collaborativa, che consentono di prenotare singoli posti su imbarcazioni gestite da skipper professionisti. Ciò rende la vela accessibile anche a chi: non possiede una barca, non può contare su un gruppo di amici corposo per affrontare un noleggio totale o non ha competenze nautiche. In base ai dati più recenti, le prenotazioni di questo tipo sono raddoppiate ogni anno dal 2023 al 2025, segno di un mercato in rapido consolidamento.
Le destinazioni più richieste restano Mediterraneo e Caraibi, ma cresce l’interesse per le traversate atlantiche modulabili, organizzate su tratte successive dall’Europa verso le Antille, pensate per chi desidera vivere l’esperienza oceanica senza affrontare l’intero viaggio, che può essere impegnativo nella sua totalità in termini di tempi e di impegno mentale.
Accanto alla navigazione tradizionale, prende piede anche la formula delle crociere tematiche, che integrano vela con altre attività come trekking, yoga o percorsi enogastronomici. In aumento anche la richiesta di corsi certificati della Royal Yachting Association (RYA), che permettono di acquisire competenze e titoli riconosciuti a livello internazionale.
