Ciclismo: la Freccia del Brabante ad Anders Foldager, debutto tra i professionisti per Mattia Agostinacchio
Il danese vince in volata la classica che si corre in Belgio; il valdostano fermato dalla giuria all'inizio dell'ultimo giro, quando si trovava a poco più di 2 minuti dalla vetta
È terminata a 20 km dall’arrivo la prima gara da professionista di Mattia Agostinacchio. Il talento aostano è stato fermato dalla giuria all’inizio dell’ultimo giro, quando si trovava a poco più di 2′ dalla vetta, nella Freccia del Brabante, classica giunta alla 66ª edizione e che rappresenta l’antipasto del Trittico delle Ardenne. La vittoria è andata al danese Anders Foldager.
Mattia Agostinacchio fermato nella Freccia del Brabante
Il 18enne aostano, il più giovane corridore in un Team World Tour nel 2026, gareggia per la squadra statunitense EF Education-EasyPost; Agostinacchio ha due anni di contratto.
Oggi, il giovane rossonero, ha partecipato alla Classica antipasto del Trittico delle Ardenne, la Freccia del Brabante. Una corsa storica e che in passato ha visto trionfare corridori che hanno scritto pagine indelebili nel ciclismo.
Basti pensare che il detentore del titolo era il bicampione olimpico Remco Evenepoel, che nel 2025 aveva battuto in volata il fresco vincitore della Parigi Roubaix Wout Van Aert. Nell’albo d’oro recente figurano anche campioni come Mathieu Van der Poel, vincitore nel 2019, e Thomas Pidcock, primo nel 2021 e secondo a marzo alla Milano Sanremo; persa per centimetri in volata contro un certo Tadej Pogacar.
La gara del valdostano
Un debutto con il botto per Agostinacchio, che nella gara belga caratterizzata da brevi strappi e muri in pavé, ha lavorato al servizio dei propri compagni di squadra, su tutti il britannico Lukas Nekurkar, arrivato 16° nella volata di gruppo che ha premiato a sorpresa il danese Anders Foldager (3h36’30”). Agonistacchio non è riuscito a concludere la propria corsa, ma ha acquisito tanta esperienza per i prossimi impegni.
Agostinacchio riscrive la storia
Inoltre, ha scritto la storia del ciclismo valdostano riportando la nostra Regione all’apice delle ruote dopo 61 anni.
La Valle d’Aosta, infatti, non aveva un ciclista professionista dal 1965, anno in cui si ritirò Osvaldo Bassi, unico rossonero ad aver partecipato al Giro d’Italia nel 1964. Originario della Toscana, Bassi non riuscì a terminare quel Giro, ma a oggi è l’unico valdostano ad aver calcato il palcoscenico della corsa rosa. Prima di lui ricordiamo Maurice Garin, nato ad Arvier ed emigrato in Francia a 14 anni, che per la nazionale transalpina vinse il primo Tour de France nel 1903 e due Parigi Roubaix (1897 e 1898).
Il commento
«Sono venuto qui più che altro per allenarmi e aiutare la squadra – spiega Mattia Agostinacchio -. Ho cercato di fare il possibile per il team, poi non avevo le gambe per stare con i migliori perché questi ultimi mesi sono stati molto difficili. Non ho potuto allenarmi al meglio perché nei primi mesi del 2026 sono stato debilitato un virus che mi ha impedito di concludere la stagione del ciclocross. Poi, dopo due settimane di riposo, sono stato di nuovo male per una settimana e fino a sette giorni fa ho avuto problemi di stomaco, che mi impedivano di alimentarmi durante gli allenamenti».
Su Gazzetta Matin di lunedì 20 aprile sarà pubblicato il servizio completo con l’intervista a Mattia Agostinacchio. Il giornale sarà disponibile anche in versione digitale per pc, smartphone e tablet.
(c.l.d.)
