Al Beer Craft Forum di Bolzano confronto su birre no e low alcol
AskaNews
di admin Administrator  
il 21/04/2026

Al Beer Craft Forum di Bolzano confronto su birre no e low alcol

Roma, 21 apr. (askanews) – Le birre low e no alcol entrano nel dibattito del comparto artigianale, ma restano ancora aperte questioni tecniche, economiche e soprattutto normative. È questo il messaggio portato da Unionbirrai al Beer Craft Forum 2026 – From Yeast to Glass, l’appuntamento scientifico internazionale che si è svolto a Bolzano, nell’ambito del Beer Craft Festival. L’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti è intervenuta con il segretario generale Simone Monetti, all’interno della sessione dedicata alle birre analcoliche e ai processi produttivi, portando il punto di vista del comparto artigianale italiano in un contesto di confronto tra ricerca scientifica e produzione brassicola.

Nel corso dell’intervento, Unionbirrai ha evidenziato come il segmento low e no alcol sia oggi al centro di un cambiamento culturale sempre più evidente, trainato da nuove abitudini di consumo, maggiore attenzione alla salute e crescente sensibilità verso un consumo consapevole. Un trend che, seppur ancora limitato nel mondo artigianale, sta guadagnando interesse anche tra i piccoli produttori. “È in atto un cambiamento che non possiamo ignorare – ha dichiarato Monetti – Le birre a basso o nullo contenuto alcolico rappresentano una nuova frontiera, ma anche una sfida complessa per il comparto artigianale, sia dal punto di vista produttivo che normativo”.

“Abbiamo già compiuto un passo importante – ha proseguito Monetti – riconoscendo che la produzione di birre analcoliche può richiedere processi come la pastorizzazione, senza che questo comprometta l’appartenenza del produttore al mondo artigianale. È un segnale di apertura, ma anche di realismo rispetto alle esigenze tecniche”.

Al centro dell’intervento anche il tema normativo, considerato uno dei principali ostacoli allo sviluppo del segmento. Le definizioni di birra analcolica e low-alcohol risultano infatti ancora disomogenee a livello europeo e, nel caso italiano, ancorate a un impianto normativo risalente agli anni Sessanta, non più in linea con l’evoluzione del mercato. Un ritardo che il comparto sta cercando di colmare anche attraverso il percorso di revisione legislativa avviato in Parlamento, a partire dalla norma a prima firma del senatore Luca De Carlo, sostenuta da Unionbirrai, con l’obiettivo di modernizzare l’intero impianto normativo della birra e aggiornarlo alle esigenze attuali del settore. Un percorso che ora attende di entrare nella fase operativa presso il Masaf, dove è prevista l’attivazione di un tavolo dedicato per proseguire il confronto con gli operatori della filiera e tradurre gli indirizzi normativi in interventi.

“Serve un aggiornamento della normativa – ha sottolineato Monetti – che tenga conto delle trasformazioni del settore e che permetta anche ai piccoli produttori di competere ad armi pari. Il lavoro avviato in Parlamento va nella direzione giusta, ma è fondamentale arrivare rapidamente a definizioni chiare e coerenti, superando ambiguità che oggi rischiano di frenare l’innovazione e di generare confusione nel consumatore”. Unionbirrai ha inoltre ribadito la necessità di distinguere con maggiore chiarezza tra birre analcoliche e birre a bassa gradazione, queste ultime in forte crescita nel comparto artigianale e considerate più accessibili dal punto di vista produttivo.

[Al centro della discussione anche il tema normativo|PN_20260421_00078|gn00 nv03 sp33| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/04/20260421_143416_91FA3CDD.jpg |21/04/2026 14:34:26|Al Beer Craft Forum di Bolzano confronto su birre no e low alcol|Enogastronomia|Economia, Agrifood]

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