Helyx Industries racconta la sfida di fare innovazione biomedicale in Italia
AskaNews
di Marketing Administrator  
il 21/04/2026

Helyx Industries racconta la sfida di fare innovazione biomedicale in Italia

Roma, 21 apr. – Il mercato globale della diagnostica molecolare è stato valutato a 27 miliardi di dollari nel 2024 e si prevede che crescerà fino a 40 miliardi entro il 2034 : un settore in espansione che, oggi, è chiamato a rispondere alle principali emergenze sanitarie globali, dalla gestione delle pandemie alla lotta alle malattie infettive, fino allo sviluppo di programmi di diagnosi precoce per le malattie genetiche rare.
In questo scenario si inserisce il percorso di Helyx Industries, healthcare biotech company italiana attiva nella diagnostica molecolare, che negli ultimi anni ha sviluppato soluzioni applicate a diversi ambiti critici: dal Covid-19 al contrasto alla diffusione della malaria, sino ad applicazioni in ambito HPV e allo screening genetico neonatale.

Oggi la società si è strutturata come gruppo industriale articolato in tre divisioni complementari: Hyris, che sviluppa strumenti portatili e software per eseguire i test genetici anche fuori dai laboratori; Vytro, dedicata alla creazione di soluzioni diagnostiche per ospedali e centri diagnostici; Mytho, specializzata in soluzioni di genomica avanzata. Alle origini, però, c’è il classico scenario da startup: uno scantinato, quattro menti e una visione.
“La storia di Helyx inizia nel 2015 tra l’Italia e un network di partner USA, ma il primo salto arriva nel 2019, grazie a un’intuizione che ha segnato una svolta per l’azienda: applicare la nostra tecnologia alla rilevazione del virus SARS-CoV-2. In questo modo, sin dalle fasi iniziali della pandemia, abbiamo potuto contribuire alla risposta diagnostica in un momento cruciale”, dichiara Stefano Lo Priore, Co-founder e Presidente Esecutivo di Helyx Industries.
Dalla Silicon Valley all’Italia – Alle origini di Helyx Industries c’è il percorso di Stefano Lo Priore, imprenditore classe 1968, nato a Napoli, con una formazione in Chimica Industriale all’Università degli Studi di Milano e un MBA conseguito negli Stati Uniti, alla University of Texas di Dallas. Dopo oltre vent’anni all’estero, tra Silicon Valley e contesti internazionali, Lo Priore decide di rientrare in Italia con l’obiettivo di fondare una società hi-tech nel settore biomedicale. “Nel contesto italiano ho trovato competenze tecniche di altissimo livello, molto competitive a livello internazionale: sono soprattutto queste che mi hanno consentito di fondare un’azienda oggi estremamente resiliente”, racconta Lo Priore.

Nel 2015 nasce Hyris, una startup con una visione ambiziosa: portare la diagnostica molecolare fuori dai laboratori tradizionali. Dopo una prima fase di sviluppo e crescita, segnata anche dalla svolta durante la pandemia, l’azienda avvia un percorso di evoluzione industriale: passa da 8 a 50 dipendenti, ottiene la certificazione ISO 13485 (entrando a tutti gli effetti nel biomedicale) e, nel 2023, si integra con la già quotata Ulisse Biomed, attraverso un’operazione di reverse takeover che consente di creare un gruppo integrato nella biologia molecolare quotato sul mercato Euronext Growth Milan. Il processo si completa nel 2025 con il rebranding in Helyx Industries, che segna il passaggio da startup a gruppo strutturato integrato nel tessuto produttivo biomedicale di diverse nazioni (inclusa l’Italia) con un posizionamento sempre più orientato ai mercati internazionali. “Oggi non siamo più una startup, ma un gruppo industriale che opera in tecnologie chiave della biologia molecolare. Il nostro obiettivo è consolidare questa posizione ed espanderci ulteriormente, anche all’estero”, dichiara Lo Priore.
L’impegno durante il Covid: oltre un milione di test distribuiti – Il vero punto di svolta arriva nel 2019, quando la pandemia è ancora agli inizi. Racconta Lo Priore: “A febbraio 2020 ricevetti una telefonata da un amico cinese sul diffondersi della pandemia. La tecnologia che avevamo sviluppato sembrava già adatta per identificare il virus e così abbiamo deciso di rischiare”. Da questa decisione prende avvio una fase di crescita accelerata, guidata dallo sviluppo di Hyris System, soluzione integrata che combina hardware, software e reagenti e consente di effettuare test molecolari anche al di fuori dei laboratori tradizionali, in contesti decentralizzati. Il sistema viene adottato su larga scala, in particolare in Canada, dove trova applicazione in ambienti industriali e remoti (come siti minerari e stabilimenti produttivi) in cui è necessario monitorare rapidamente la diffusione del virus tra i lavoratori: vengono inviati centinaia di dispositivi. Nel corso della pandemia vengono forniti, tra Canada ed Europa, oltre un milione di test e, anche superata la fase emergenziale, Helyx continua a distribuire migliaia di test.

Le tecnologie per identificare malaria, HPV e malattie rare – Oggi Helyx Industries sviluppa soluzioni di diagnostica molecolare applicate a diversi ambiti della salute pubblica, dalle malattie infettive alla prevenzione oncologica fino alla genetica. La piattaforma Hyris System è stata adattata per un progetto internazionale di sorveglianza della malaria (in collaborazione con la Johns Hopkins University e con il supporto finanziario della Gates Foundation) allo scopo di analizzare sul campo le zanzare vettori della malattia, individuare in tempo reale la resistenza agli insetticidi e supportare interventi più rapidi ed efficaci nelle aree endemiche. Helyx è attiva anche nell’ambito della prevenzione, con lo sviluppo di test molecolari per il Papilloma Virus (HPV) e soluzioni in autoprelievo; questi strumenti consentono di aumentare l’accesso allo screening rendendo il test più semplice, accessibile e accettato. Sul fronte della genetica, infine, il Gruppo ha avviato una divisione dedicata al Next Generation Sequencing (NGS), tecnologia che consente di analizzare simultaneamente milioni di frammenti di DNA e di ampliare le capacità diagnostiche rispetto ai metodi tradizionali: recentemente Helyx ha cominciato una collaborazione a un progetto di screening neonatale in Puglia, Genoma Puglia, contribuendo a programmi di diagnosi precoce in grado di individuare centinaia di malattie genetiche rare fin dalle prime fasi di vita. “Con le grandi multinazionali non competiamo sulla scala, ma su innovazione, velocità e capacità di adattarci ai bisogni specifici. Siamo una ‘boutique tecnologica’: sviluppiamo soluzioni su misura, senza perdere la solidità e la qualità necessarie per operare a livello industriale”, aggiunge Lo Priore.

Il futuro della diagnostica molecolare – Si prevede che il mercato della diagnostica molecolare sia destinato a superare i 40 miliardi entro il 2034 , mentre il segmento del NGS raggiungerà i 15 miliardi in Europa entro il 2030. Parallelamente continua a espandersi anche la diagnostica in vitro, con un valore atteso di 155 miliardi di dollari entro il 2034 . Al centro di questa evoluzione c’è la necessità di migliorare l’accuratezza e la tempestività delle diagnosi.
Helyx Industries punta a consolidare il proprio percorso di crescita nel settore, con ricavi attesi per il 2026 tra 3,2 e 3,5 milioni di euro, per rafforzare il posizionamento in un comparto dove innovazione tecnologica e impatto sulla salute pubblica sono sempre più connessi. “Lo scenario biotech europeo si conferma dinamico ma disomogeneo: accanto a realtà innovative, in grado di competere a livello tecnologico con gli Stati Uniti, persistono differenze legate alla capacità dei singoli Paesi di sostenere investimenti, crescita industriale e accesso ai capitali. La fase di trasformazione regolatoria che attraversa il settore, con l’introduzione del nuovo quadro IVDR, spingerà verso processi di consolidamento e collaborazione tra aziende piccole e grandi: unire le forze sarà fondamentale per affrontare queste nuove sfide” conclude Lo Priore.

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