Sociale: è aperto in via Kaolak ad Aosta lo Sportello vittime di reato
Marcello Maddalena, Carlo Marzi e Riccardo Jacquemod
Associazionismo, Sociale
di Danila Chenal  
il 21/04/2026

Sociale: è aperto in via Kaolak ad Aosta lo Sportello vittime di reato

Lo sportello è aperto nelle mattinate del martedì dalle 9 alle 11 e tutti i venerdì dalle 15 alle 17; si può contattare anche tramite il numero verde nazionale 800919108

Sociale: è aperto in via Kaolak ad Aosta lo Sportello vittime di reato.

Lo sportello è aperto nelle mattinate del martedì dalle 9 alle 11 e tutti i venerdì dalle 15 alle 17; si può contattare anche tramite il numero verde nazionale 800919108

Attivo dal 26 febbraio è stato ufficialmente presentato oggi, martedì 21 aprile, dall’assessore alla Sanità Carlo Marzi, dal presidente della cooperativa La Sorgente Riccardo Jacquemod e dal presidente dell’associazione Rete Dafne Marcello Maddalena, ex procuratore generale presso la Corte d’Appello di Torino.

Le modalità di accesso

A spiegarne le modalità Jacquemod: «Lo sportello è aperto a chiunque sia vittima di un reato, dal più grande al più piccolo, nelle mattinate del martedì dalle 9 alle 11 e tutti i venerdì dalle 15 alle 17. Si può contattare anche tramite il numero verde nazionale 800919108 che è collegato a tutte le sedi regionali. Alcuni casi vengono trattati direttamente – sono state già prese in carico 2 persone – altri verranno dirottati sui professionisti di vari settori».

le funzioni

Lo sportello offre informazioni sui diritti e mediazione interculturale, orienta verso i servizi e dà sostegno psicologico.

Per Jacquemod è «un cambio di paradigma nella presa in carico delle vittime».

A raccontare delle finalità della Rete Dafne il suo presidente Maddalena: «L’Associazione è nata a Torino nel 2026 per aiutare, accompagnare e dare a ogni persona vittima di un reato – e ai suoi familiari – la possibilità di non sentirsi soli. Diamo informazioni e sostegno psicologico  che sono aspetti fondamentali sia per le vittime di reati sia gravi sia minori».

Il servizio è gratuito.

Per l’assessore Marzi: «È un progetto corale che ha coinvolto diversi attori e va nel solco del sostegno ai cittadini. Bisogna mettere le questioni a fattor comune per guardare la vita umana a 360°».

(d.c.)

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