Concessioni idroelettriche, Testolin: «Su norma di attuazione so solo di piccole modifiche»
Rinnovato il dibattito in consiglio regionale dopo l'annuncio della scorsa settimana da parte di Antonio Tajani, che aveva esternato lo sblocco dell'iter; opposizioni all'attacco
«So solo di minime variazioni di adattamento da un’interlocuzione informale con il presidente della Commissione paritetica, per il resto aspettiamo l’invio della documentazione al consiglio regionale». Ribadisce ancora, dopo ieri, di non avere ulteriori dettagli il presidente della Regione, Renzo Testolin, in merito al presunto sblocco della norma di attuazione relativa alle concessioni idroelettriche.
Dopo il bailamme di ieri, insomma, sono arrivate ben poche novità dalle interrogazioni presentate da Avs e Pd.
Concessioni idroelettriche, le interrogazioni
La capogruppo di Avs, Chiara Minelli, ha ricordato l’annuncio del vice premier Antonio Tajani al congresso di Forza Italia.
«Poi, come sempre appreso dai giornali, sappiamo che il momento decisivo per il presunto sblocco sarebbe stato il 9 aprile – ha spiegato Minelli -. Come sempre il Consiglio regionale è rimasto all’oscuro anche delle modifiche, nonostante in Paritetica siedano tre rappresentanti dell’assemblea. Vogliamo sapere quali siano state le modifiche sullo schema di decreto delle norme di attuazione, approvato il 28 gennaio 2025. Lei, presidente, deve essere a conoscenza».
Concessioni idroelettriche, Testolin: «Non dico le cose quando non le so»
Come detto, dalla voce del presidente della Regione non sono arrivate grandi novità.
«Come riferito ieri, lo schema nella nuova formulazione, come anticipatomi dal presidente della Commissione paritetica, è finalizzato a superare alcune osservazioni fatte dai ministeri competenti – ha detto Testolin -. Le modifiche, apportate senza stravolgere l’impianto, prevedono solo minime valutazioni di adattamento. Per il resto, rimaniamo in attesa della trasmissione del testo».
Renzo Testolin ha poi continuato piccato.
«Non ho abitudine a dire cose quando non le so – ha esclamato -. Il percorso formale di questi iter prevede il passaggio dalla Paritetica al Ministero e quindi l’invio al Consiglio regionale, quando poi ne prenderemo tutti piena visione».
Insomma, niente di nuovo sotto il sole.
«Questo è quello che io sono in grado di fornirvi oggi, un’interlocuzione informale con il presidente della Commissione paritetica – ha concluso -. Per le variazioni puntuali, bisognerà aspettare l’invio ufficiale da parte del ministero competente».
Concessioni idroelettriche, le repliche
Sono andati all’attacco i proponenti.
«Ancora una volta non sa nulla – ha rintuzzato Chiara Minelli -, nonostante la segretaria di Forza Italia ci abbia detto che ci sarebbe stata da parte sua una spiegazione di queste modifiche. E noi dobbiamo aspettare il testo? Il testo precedente, licenziato dalla Paritetica, è arrivato un mese dopo. Il professor Nunziata le ha anticipato che ci sarebbero state modifiche e non stravolgimenti: ancora una volta, permetta presidente, riesce difficile credere che non sia a conoscenza di queste modifiche».
Ha ribadito un concetto Fulvio Centoz.
«Ci si chiede perché ci è voluto un anno se le variazioni sono state minime – ha detto -. Se si sa che sono minime, allora qualcosa si sa. Ribadisco che bisogna ascoltare in commissione i membri di nomina regionale in Paritetica».
Concessioni idroelettriche: Il dibattito di mercoledì
Come detto, il tema della norma di attuazione era già stato ampiamente discusso nella giornata di mercoledì, dove il presidente Renzo Testolin aveva sostanzialmente detto di sapere poco più di quanto appreso dall’interlocuzione informale con il presidente della Paritetica.
Le opposizioni, però, erano partite lancia in resta, guidate dal consigliere della Lega, Corrado Bellora, che aveva espresso «la mia solidarietà al presidente della Regione, perché si è trovato un gentile omaggio da parte della coordinatrice di Forza Italia, la quale gli ha regalato una patata bollente sparando un annuncio sesquipedale e immaginifico, ma totalmente insussistente – aveva esordito Bellora -. Poi ha detto che i dettagli sarebbero stati raccontati dal presidente della Regione, una gentile concessione da parte dell’ex consigliera Rini, che ha detto ‘abbiamo risolto tutto, ma i dettagli li faccio spiegare al maggiordomo’. Ecco, non è proprio così e noi ci siamo resi conto che non è così».
Bellora aveva poi alzato il tiro.
«La grande fortuna dei colleghi di Forza Italia è il fatto che è stato abrogato l’articolo 661 del codice penale per abuso della credulità popolare – aveva aggiunto -. Credo che la politica dovrebbe essere qualcosa di un pochino più serio. Non facciamo televendite, non siamo dei venditori di pentole, dovremmo essere delle persone serie».
Il collega e capogruppo Andrea Manfrin aveva rivelato la conferma da parte del presidente del Consiglio, Stefano Aggravi, che «ad oggi non c’è niente – aveva aggiunto -. È evidente che qualcuno ha fatto delle dichiarazioni improvvide, qualcuno ha pensato che siccome c’era un’occasione, diciamo di dire gaudio popolare, si poteva fare un annuncio dicendo ‘vedete che risultati abbiamo portato’ e il problema che i risultati però non ci sono».
Chiara Minelli aveva evidenziato ancora una volta come «le sedi istituzionali vengono sempre dopo, o peggio vengono bypassate, non si sa bene per quale motivo, per quale desiderio di apparire».
Alberto Zucchi (Fratelli d’Italia) aveva invece osservato come non si tratti di un sblocco «bensì un rimando. Oltre che essere poco serio, l’annuncio di uno sblocco che non è tale è anche molto pericoloso, sappiamo perfettamente che mancano ancora dei pareri. Evitiamo le sparate propagandistiche, lavoriamo seriamente per non mettere a repentaglio un lavoro importantissimo».
Marco Carrel, consigliere degli Autonomisti di Centro, si era detto preoccupato.
«Vogliamo vedere quali sono le modifiche che sono state apportate al testo, dobbiamo essere messi a conoscenza di tutti i fatti».
Pierluigi Marquis aveva provato a difendere Forza Italia.
«Rimandiamo al mittente con assoluta indifferenza le parole che sono state rivolte nei confronti del partito che ho l’onore di rappresentare – aveva concluso -. Forza Italia ha sempre avuto un comportamento serio, rassicurante, che approfondisce i temi e che collabora per risolvere dei problemi. Non c’è nulla di strano se un congresso di partito il vice premier del governo nazionale esprime delle considerazioni sull’attività che ha posto in essere a favore della Valle d’Aosta».
Ricordato come il partito si sia speso sulla questione, Marquis ha poi aggiunto: «Il nostro ministro Tajani ha detto che sono state superate le problematiche relative alla norma di attuazione e che sostanzialmente è chiuso il procedimento, significa che tutte le interlocuzioni hanno dato esito positivo».
(al.bi.)
