Sport invernali: il Centro Sportivo Esercito di Courmayeur si gode i suoi medagliati olimpici
I sette alfieri del CSE celebrati oggi ad Aosta
SPORT
di Davide Pellegrino  
il 23/04/2026

Sport invernali: il Centro Sportivo Esercito di Courmayeur si gode i suoi medagliati olimpici

Gli alpini saliti 7 volte sul podio a Milano Cortina sono stati festeggiati oggi pomeriggio nella sala Maria Ida Viglino di palazzo regionale ad Aosta

Il Centro Sportivo Esercito di Courmayeur si gode i suoi medagliati olimpici.

Gli alpini saliti 7 volte sul podio a Milano Cortina sono stati festeggiati oggi pomeriggio a palazzo regionale.

Ad applaudirli è salito ad Aosta anche il presidente nazionale della Fisi Flavio Roda.

Da sinistra Marco Mosso (presidente dell’Asiva), Flavio Roda (presidente della Fisi), Patrick Farcoz (comandante del Centro Sportivo Esercito di Courmayeur) e Jean Dondeynaz (presidente del Coni della Valle d’Aosta).

Questa sera la festa prosegue in forma privata al Castello Generale Cantore sulla collina di Aosta.

Il Centro Sportivo Esercito di Courmayeur si gode i suoi medagliati olimpici

Giovedì di festa per il Centro Sportivo Esercito di Courmayeur.

Gli alpini hanno festeggiato gli atleti capaci di salire sul podio olimpico a Milano Cortina.

Il ricco bottino è stato di 1 oro, 2 argenti e 4 bronzi.

Il titolo olimpico è stato vinto da Andrea Voetter e Marion Oberhofer nel doppio femminile dello slittino su pista artificiale.

Sul secondo gradino del podio sono saliti Lorenzo Sommariva e Michela Moioli nel mixed team dello snowboardcross e Federico Tomasoni nello skicross.

I quattro bronzi sono arrivati per merito di Riccardo Lorello nei 5.000 metri del pattinaggio di velocità, Verena Hofer, Andrea Voetter e Marion Oberthofer nel mixed team dello slittino su pista artificiale, Michela Moioli nella gara femminile dello snowboardcross e Flora Tabanelli nel big air dello sci freestyle.

Flavio Roda: «I nostri atleti hanno onorato al massimo l’evento»

«Complimenti ai nostri atleti, sono stati grandiosi – ha detto Flavio Roda -. Era un’edizione particolare dei Giochi, dovevamo onorare l’evento e abbiamo fatto al massimo delle possibilità, per chi verrà dopo non sarà facile ripetersi. Questo è un percorso che viene da lontano, è frutto di anni di lavoro e rappresenta una grande promozione per tutti gli sport invernali. Le Olimpiadi diffuse sono state una grande vetrina per il nostro territorio, abbiamo fatto vedere tante localita, tra l’altro tutte innevate dalle precipitazioni di quel periodo».

Patrick Farcoz: «Abbiamo ottenuti numeri difficili da battere»

«Tra atleti e tecnici, siamo cresciuti dalle 4 presenze di Lillehammer alle 51 di Milano Cortina – ha esordito il Colonnello Patrick Farcoz, comandante del Centro Sportivo Esercito di Courmayeur -. Nelle settimane olimpiche ho percorso 3.906 chilometri fatto con il mezzo militare per girare nei diversi siti e ovunque ho trovato grande organizzazione. L’Italia ha dimostrato una grande capacità nella realizzazione della prima edizione diffusa, diventando un esempio per le prossime edizioni. Abbiamo ottenuto numeri in crescita, sarà importante mantenerli e implementarli, il record stabilito è difficile da battere, ma andare oltre ai limiti e migliorare i primati rappresentano il bello dello sport».

Jean Dondeynaz: «Olimpiadi diffuse modello per il futuro»

«Le Olimpiadi italiane sono state un successo assoluto – ha sottolineato Jean Dondeynaz, presidente del Coni della Valle d’Aosta -. Abbiamo lanciato i Giochi diffusi e la realtà ci ha dato ragione, l’edizione 2026 è un modello per il futuro».

Giulio Grosjacques: «Lo sport è molto importante per la Valle d’Aosta»

«Le medaglie conquistate sono il giusto premio per quello che nel tempo ha fatto il Centro Sportivo Esercito di Courmayeur – ha spiegato Giulio Grosjacques, assessore regionale allo sport e turismo -. Sono qui a testimoniare quanto sia importante lo sport per la Valle d’Aosta. Siamo una regione piccola che permette di praticare sport ad altissimo livello e, al tempo stesso, sa essere inclusiva e accessibile, permettendo anche alle persone con disabilità di godere a pieno delle bellezze del nostro territorio».

Verena Hofer: «Stagione della quale vado fiera»

«Si chiude una stagione della quale vado fiera – ha detto Verena Hofer -. Le Olimpiadi sono state un’esperienza unica, tanto più perché le abbiamo vissute in casa. Peccato per il quarto posto nella gara individuale, però poi mi sono rifatta con il bronzo nella staffetta mista».

Riccardo Lorello: «Non ho sentito la pressione»

«Ho vissuto quattro anni in ascesa, negli ultimi due ho davvero ingranato la marcia – ha raccontato Riccardo Lorello -. Le Olimpiadi sono state un sogno, poter gareggiare vicino a casa è stata la ciliegina sulla torta, purtroppo la pista non è rimasta e dovremo continuare ad allenarci lontano. Non vedevo l’ora che iniziasse la gara. Non avevo tanta pressione, sapevo di poter fare bene e ho pensato soltanto a fare il mio massimo senza ansie».

Flora Tabanelli: «Quando ho concluso l’ultimo salto mi sono sentita felice»

«All’inizio di questa stagione mi sentivo carica e volevo allenarmi più del solito, forse ho un po’ sbagliato ed è arrivata la rottura del crociato – ha detto Flora Tabanelli -. I dottori Panzesi e Thiebat mi hanno detto che potevo provarci senza essere subito operata e non ci ho pensato un attimo, ho fatto di tutto per non esserci, vivendo un percorso assurdo con alti e bassi che mi ha insegnato tanto. Ho ripreso a saltare due settimane prima della gara ed ero già contenta di esserci, poi, però, alle Olimpiadi ho provato a dare il massimo. In finale ho dato tutta me stessa, mi sentivo bene, nell’ultima run ho provato un salto abbastanza difficile per il mio livello e quando sono atterrata ero felice di come l’avevo fatto a prescindere dalla medaglia. Quella sera mi ha fatto ripensare a tutto quello che avevo vissuto ed è stata speciale».

Lorenzo Sommariva: «Ho rosicato per la gara individuale, mi sono rifatto nel mixed team»

«Ho vissuto fino all’età di 18 anni, salendo in Valle d’Aosta nei fine settimana, poi, quando le discipline invernali sono diventate un lavoro, ho preso la palla al balzo e mi sono trasferito stabilmente a Chamois – ha spiegato il genovese trapiantato nella nostra regione -. La gara singola mi ha fatto rosicare parecchio per un errore in semifinale, ma ho resettato in fretta, perché in quella a coppie sapevo che dovevo portare Michela vicina alle migliori senza sbagliare nulla e ci sono riuscito. Senza nulla togliere alle Olimpiadi, il momento più bello della mia carriera rimane la vittoria in Coppa del Mondo a Cervinia, vincere in casa è un qualcosa di davvero unico».

Michela Moioli: «L’incidente della vigilia mi ha tolto un po’ di pressione»

«Raccontare in poche parole i sette anni che sono passati dall’assegnazione dei Giochi alle gare non è facile – ha ammesso Michela Moioli -. Ci sono state stagioni difficili e momenti nei quali ho anche pensato di smettere e mollare, ma dentro sentivo che avevo quel fuoco e quella voglia di andare ancora a prendere qualcosa di importante. Preziosa è stata la vicinanza di tecnici (molti dei quali valdostani che mi conoscono da quando ero piccola), amici e familiari.

Io sono la regina della pressione e delle ansie, la quarta olimpiade, per giunta in casa, ha ingigantito tutto questo. La botta subito due giorni prima della gara mi ha subito fatto pensare che fosse tutto finito, però poi ha prevalso il desidero di esserci e la caduta forse mi ha fatto bene, perché mi ha tolto un po’ di pressione, permettendomi di concentrarmi soltanto sul lavoro che dovevo fare nelle singole run, senza l’ossessione della medaglia che mi aveva schiacciato a Pechino. Nella prova a squadre, visto che ero già salita sul podio, ero molto più rilassata e me la sono goduta ancora di più. Il futuro? Non mi ritiro, ma adesso ho bisogno di un periodo disintossicante».

Andrea Voetter: «Lavorare sulla pista di casa è stato prezioso»

«Il nostro progetto è iniziato quattro anni fa e non è stato semplice da realizzare – ha detto Andrea Voetter -. Scendere insieme non è facile, abbiamo lavorato tanto tra alti e bassi, avere la pista in Italia è stato prezioso. Avere come obiettivo le Olimpiadi in Italia è stata una motivazione molto grande».

Marion Oberhofer: «Prezioso il sostegno della federazione, dei tecnici e dei tifosi»

«Poterci allenare da maggio del 2025 a Cortina è stato un grande vantaggio – ha ammesso Marion Oberhofer -. L’avvicinamento è stato perfetto, siamo state messe nelle condizioni di lavorare al meglio. Non ho sentito tanto la pressione, delle due sono quella più tranquilla. Il sostegno della federazione, dei tecnici e dei tifosi è stato fondamentale».

(d.p.)

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