Terzo settore: la nuova legge istituisce Consulta e Osservatorio regionale
La nuova normativa è passata in Consiglio Valle con con 24 voti a favore (UV, Ca, FI, Pd-Fp, Avs) e 9 astensioni (FdI, Lega VdA, La Renaissance, Adc)
Terzo settore: la nuova legge istituisce Consulta e Osservatorio regionale.
La nuova normativa è passata in Consiglio Valle con con 24 voti a favore (UV, Ca, FI, Pd-Fp, Avs) e 9 astensioni (FdI, Lega VdA, La Renaissance, Adc).
Il disegno di legge istituisce la Consulta regionale del Terzo settore, con funzioni consultive e propositive, e l’Osservatorio regionale, quale strumento di analisi e supporto alle politiche pubbliche. Introduce, inoltre, la co-programmazione e la co-progettazione come strumenti operativi dell’amministrazione condivisa e i patti di collaborazione per la gestione dei beni comuni, nonché la valorizzazione di beni immobili e mobili mediante la concessione in comodato. È inoltre previsto un sostegno più stabile al Centro di Servizio per il Volontariato, con l’obiettivo di rafforzare la qualità dei servizi offerti, facilitare le attività di formazione e accompagnamento e rendere più accessibili gli adempimenti richiesti agli enti iscritti al Registro unico del Terzo settore.
Pd-Fp positivi i fondi al Csv
Per la vicecapogruppo di Pd-Federalisti Progressisti VdA Clotilde Forcellati «è un atto atteso e necessario che introduce il concetto di amministrazione condivisa, superando una logica di appalto, più competitiva, a favore di una logica collaborativa, attraverso strumenti come co-progettazione e co-programmazione, che dovranno essere utilizzati in modo efficace. Valutiamo positivamente anche l’aumento delle risorse a favore del Csv mentre evidenziamo – come criticità – la disparità di trattamento tra volontariato e cooperazione sociale: il rischio è di creare un Terzo settore a due velocità».
Avs sostegno alle piccole realtà
Il vicecapogruppo Eugenio Torrione, annunciando il voto favorevole di Alleanza Verdi Sinistra, ha parlato di «legge necessaria, frutto di un percorso condiviso e di un lavoro serio, che segna un cambio di paradigma in un settore in profonda evoluzione». Illustrando gli emendamenti presentati, ha evidenziato che «occorre valorizzare chi opera correttamente e rafforzare co-programmazione e co-progettazione che coinvolgano le realtà del territorio in modo serio ed equilibrato, a supporto dell’ente pubblico. Serve inoltre sostenere soprattutto le realtà più piccole e gli enti locali, attraverso formazione e strumenti adeguati per applicare correttamente i principi dell’amministrazione condivisa».
UV sì al volontariato individuale
Evidenziando che il disegno di legge «non si limita a recepire passivamente il Codice del Terzo settore, ma costruisce un modello valdostano di sussidiarietà orizzontale moderno ed efficiente», la Ccnsigliera dell’Union Valdôtaine, Loredana Petey, si è soffermata sul rapporto tra Terzo settore ed enti locali: «Nei nostri paesi esistono spesso cittadini che, anche al di fuori di associazioni strutturate, si mettono a disposizione della comunità, ad esempio per la manutenzione del verde, il pedibus e molte altre attività. Per valorizzare queste forme di cittadinanza attiva – che sfuggono ai vincoli burocratici ma rappresentano una linfa vitale per i Comuni – la norma introduce il riconoscimento del volontariato individuale. Non si tratterà più solo di “buona volontà”, ma di cittadinanza attiva riconosciuta e tutelata».
FI insiste su chiarezza e pluralità
Per il consigliere di Forza Italia Marco Sorbara, «il passaggio verso una logica collaborativa richiede trasparenza, regole chiare e strumenti di controllo, altrimenti si rischiano distorsioni e sfiducia. Centrale anche la rappresentanza: il Terzo settore è un ecosistema complesso e la Consulta deve riflettere questa pluralità, così come l’Osservatorio deve essere uno strumento operativo e non formale. Serve adeguato supporto economico e organizzativo: senza risorse, l’amministrazione condivisa non funziona. Il valore della legge si misurerà nella capacità di produrre effetti concreti, perché dietro ogni norma ci sono persone e fragilità reali.»
FdI ci sono criticità
«Pur ritenendo positivo il riconoscimento del ruolo degli enti del Terzo settore e della cittadinanza attiva nella costruzione delle politiche pubbliche», il consigliere Aldo Domanico ha annunciato l’astensione del gruppo Fratelli d’Italia: «Il testo presenta alcune criticità, a partire dalle modalità di attuazione dell’amministrazione condivisa, ancora poco definite: strumenti come co-programmazione e co-progettazione sono richiamati, ma non sufficientemente strutturati, lasciando ampi margini di discrezionalità. Non emergono inoltre garanzie uniformi di accesso per tutti i soggetti del Terzo settore, con il rischio di disparità tra realtà diverse».
Adc voce fuori dal coro
Motivando il voto di astensione, il capogruppo degli Autonomisti di Centro, Marco Carrel, ha dichiarato: «Non crediamo sia opportuno approvare delle leggi mentre sui giornali leggiamo che la tesi difensiva d’eccellenza del Presidente della Regione nel ricorso promosso da Avs è diventata quella di rendere incostituzionale una nostra legge regionale. Il nostro voto non entra nel merito delle leggi che abbiamo esaminato in queste due giornate ma è un segnale politico forte e chiaro: far finta di nulla non ci porta da nessuna parte e questa situazione va affrontata politicamente».
La Replica
In replica, l’assessore alle politiche sociali, Carlo Marzi, ha parlato di «un disegno di legge che definisce un modello di welfare non calato dall’alto, ma costruito ascoltando chi vive il territorio, rafforzando il passaggio da un approccio basato sulla concessione, in cui la Pubblica amministrazione decide e il nuovo Terzo settore esegue, ad un nuovo modello basato sulla collaborazione in cui si progetta insieme. Abbiamo accolto gli emendamenti proposti dalla Commissione che valorizzano il ruolo della Consulta e dell’Osservatorio regionale del Terzo settore; favoriscono modalità di coinvolgimento dei volontari accessibili e non onerose, sburocratizzando alcune procedure; propongono un monitoraggio biennale dell’attuazione della legge».
Quanto alle proposte di Avs e di Pd-Fp Marzi dice: «accogliamo, con qualche modifica, quelle relative al riconoscimento del ruolo strategico della cooperazione e dell’impresa sociale, alla composizione della Consulta e alla migliore specificazione dello strumento della coprogettazione. Infine, ricordo che questo Consiglio, proprio nelle more dell’adozione di questa legge, già con l’approvazione della legge di stabilità del 2024 aveva dato continuità alla concessione di un contributo al Csv, per consentirgli di continuare a sostenere, gratuitamente, le realtà solidaristiche del territorio. Questo contributo, poi confermato nell’importo massimo di 60.000 euro annui (120.000 euro totali), è stato concesso proprio a riconoscimento dell’attività di supporto che il Csv presta a favore delle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale del territorio regionale».
(re.aostanews.it)
