Scuola: i sindacati critici sulla riforma degli istituti tecnici
Cisl-Scuola, Savt-École e Snals-Confsal al termine delle assemblee, ad Aosta e a Verrès denunciano un clima di forte incertezza
Scuola: i sindacati critici sulla riforma degli istituti tecnici.
Un «clima di forte incertezza» sulla riforma degli istituti tecnici, che entrerà in vigore il prossimo 1° settembre 2026: è quanto denunciano Cisl-Scuola, Savt-École e Snals-Confsal al termine delle assemblee, ad Aosta e a Verrès.
Secondo le segreterie «è mancato un coinvolgimento delle parti sociali, che avrebbe senz’altro contribuito a una miglior qualità delle scelte adottate».
Ricordano che «lo stesso Consiglio superiore della pubblica istruzione si è fatto interprete del forte disagio avvertito dalle scuole, sulle cui spalle è destinato a reggersi l’intero processo di innovazione».
Apertura di un tavolo
Per le tre segreterie regionali è «indispensabile che si apra un tavolo con il Ministero al fine di apportare modifiche alla normativa che stabilisce la riforma degli istituti tecnici e hanno ottenuto un formale impegno in tal senso al tavolo della conciliazione».
«Sempre grazie all’azione sindacale, – aggiungono – il Ministero ha emanato una serie di indicazioni in merito alla composizione delle cattedre dei vari insegnamenti, con l’esplicito scopo di evitare il realizzarsi di casi di soprannumerarietà tra i docenti delle singole istituzioni».
La riforma
La riforma si compone di un modello 4+2 che integra scuola, imprese e ITS Academy. Punti chiave sono la didattica laboratoriale, potenziamento di materie STEM, nuove tecnologie, inglese tecnico obbligatorio, e un maggiore legame col territorio.
