Chiusura gallerie Sorreley e Signayes: il Consiglio comunale di Aosta si divide; «Mancano risposte politiche, chi sapeva?» chiede la minoranza
L’ordine del giorno proposto dalla maggioranza del Consiglio comunale di Aosta sulla richiesta di soluzioni alternative alla chiusura totale delle gallerie passa a maggioranza
La questione non è tecnica, ma politica. I consiglieri Giovanni Girardini (La Renaissance) e Giuseppe Cipollone (Fratelli d’Italia) mettono subito i punti sulle i nel dibattito sulla chiusura delle gallerie Sorreley e Signayes, al centro di un ordine del giorno dei capigruppo di maggioranza.
L’ordine del giorno
Il documento, illustrato dal consigliere Stefano Coquillard (Uv), chiede che «possa essere individuata una soluzione equilibrata e sostenibile, capace di conciliare le necessarie esigenze di sicurezza dell’infrastruttura con la tutela della mobilità, della qualità della vita e dello sviluppo economico del territorio», ma secondo l’opposizione manca «l’elefante nella stanza».
«Chi sapeva e non ha avvisato?»
Per dare pieno mandato al primo cittadino di Aosta «per andare a battere i pugni anche per l’altra metà della città», secondo Cipollone manca una premessa fondamentale: chi sapeva e non ha avvisato?
Per il consigliere Girardini la chiusura delle gallerie per un anno «non è una questione tecnica, è prima di tutto una questione politica».
«Io non credo che questo problema ci colga totalmente impreparati e caduti dal pero – osserva il consigliere de La Renaissance –. A parte il fatto che non c’è foglia che si muova in Regione senza la volontà del presidente Testolin, la Sav ha due rappresentanti eletti nel CdA, Martina Biava e David Follien: cos’hanno fatto? Dov’erano? Hanno dormito?».
«Non credo che la Sav abbia capito ieri che i lavori delle gallerie dovevano essere fatti, che non ne abbiano mai discusso in CdA e che i nostri rappresentanti non abbiano avuto il buon senso di comunicare che c’era un problema. Noi arriviamo sempre facendo finta di cadere dal pero. Questa è la questione politica».
«Sappia, signor sindaco, che se ha bisogno dell’apporto e del supporto della minoranza, lei ha il nostro sostegno e il nostro appoggio – aggiunge Girardini –. La città ha il nostro sostegno. Questo è il segno del nostro atteggiamento: non è demolitorio e vuole essere costruttivo. Ma qui c’è un problema grave di comunicazione, oltre che politico».
I consiglieri Giuseppe Cipollone e Katya Foletto
Cipollone: «Serve chiarezza»
Rincara la dose il consigliere Cipollone: «È molto difficile credere che una società come la Sav non abbia in alcun modo comunicato al Comune di Aosta né alla Regione che questo lavoro andava fatto».
«Qui bisogna capire chi sta facendo melina: che Sav non abbia detto nulla è lo scenario più grave, segno di una società fuori controllo. Lo scenario numero due è che il presidente Testolin, che è anche prefetto con competenze su viabilità e ordine pubblico, fosse consapevole di questo».
«Il fatto che siano stati diffusi dalla Protezione civile dei numeri sugli impatti delle auto su via Roma vuol dire che di questo in qualche modo si parlava».
«Dobbiamo capire chi non è stato totalmente trasparente nei confronti della cittadinanza. Se dobbiamo votare un ordine del giorno in cui dobbiamo fare quadrato attorno a lei, sindaco, non possiamo eludere la questione».
«O Sav non ha detto niente – ribadisce Cipollone – o c’è qualcuno che fa lo gnorri perché diffondere questa informazione in campagna elettorale non era così conveniente».
Mobilità e trasporto pubblico
Katya Foletto (Alleanza Verdi Sinistra) guarda più avanti e invita la maggioranza a ragionare «sul tipo di mobilità che si intende sostenere» e a dare una «valutazione seria sul sistema di trasporto collettivo» durante il periodo di chiusura delle gallerie.
«Spezzo una lancia a favore del sindaco – interviene Sylvie Spirli (Lega VdA) –: finalmente ho visto un sindaco che ha alzato la voce, dicendo no e chiedendo soluzioni alternative».
Spirli ricorda inoltre come, nella riunione del 20 aprile del Comitato tecnico per la viabilità, i sindaci dei Comuni coinvolti abbiano ribadito con fermezza le preoccupazioni: «Ma quali soluzioni si possono mettere in campo? Datecele voi, che governate la città e la Regione».
Il sindaco Raffaele Rocco
Il sindaco: «Aspettiamo risposte»
In apertura di dibattito il sindaco Raffaele Rocco aveva evidenziato di aver chiesto «di poter studiare e avere la certezza che non sia possibile realizzare i lavori in altro modo».
«Stiamo aspettando, la Regione e noi, – ha detto – le risposte che arriveranno da Sav, poi si valuterà quello che verrà presentato».
In questa fase, aggiunge Rocco, «stiamo ragionando sull’impatto. Sono stati dati dei numeri dalla Protezione civile, insieme agli altri Comuni capiremo le misure più importanti da mettere in atto, tra queste, se necessario, posticipare il cantiere su via Roma».
«Per il tratto di Saraillon abbiamo già avviato con l’impresa un confronto per cercare di velocizzare e fluidificare il più possibile la transitabilità, almeno in un senso nei periodi di punta».
L’ordine del giorno passa a maggioranza
Non è servita la sospensione dei lavori per trovare l’unanimità.
Respinti gli emendamenti richiesti dalle forze di opposizione, il Consiglio torna in aula per votare, a maggioranza, il documento, che sarà inviato alla Giunta regionale, ai parlamentari del territorio, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti «affinché la problematica venga valutata con la dovuta attenzione anche a livello nazionale».
«Sta venendo licenziato un testo di maggioranza: tre righe assolutamente tautologiche per dare il contentino alla minoranza non sono sufficienti» è il commento di Cipollone.
Le posizioni finali
«Io le faccio un invito – dice Cipollone rivolgendosi al sindaco Rocco -, noi voteremo contro perché non ci piace essere presi in giro, ma le diamo pieno mandato di fare questo: andare e chiedere “scusate ma chi è che lo sapeva e non ce l’ha detto?” A quel punto sarà Regione a dover dare spiegazioni, ma almeno avremo l’esatta dinamica di cosa è successo e di cosa non dovrà più accadere».
«Avs ha presentato un emendamento con la richiesta di individuazione di soluzioni alternative per forme di trasporto che potessero supportare le persone nel periodo di chiusura, nemmeno questo è stato accolto, anche per noi l’interlocuzione durante la sospensione non è stata proficua» commenta Foletto.
«Che gli emendamenti della minoranza siano quasi in blocco rigettati ci dispiace, era la possibilità di unire tutta la città rispetto alla richiesta nei confronti della Regione – dice Girardini -. Uno degli aspetti che a noi preme è la trasparenza, non tanto per cercare il colpevole se non per evitare di commettere di nuovo questi errori. Abbiamo cercato di sostenere il lavoro del sindaco, abbiamo voluto dare peso ai contenuti, per voi non ha avuto lo stesso peso. Il nostro voto è contrario».
«Anche a me spiace che non ci sia stata questa condivisione – replica l’assessore ai Lavori pubblici Corrado Cometto -. La proposta di Foletto va nell’ottica di immaginare uno scenario che noi non vogliamo immaginare. Noi non vogliamo che si chiuda questa galleria e vogliamo che i lavori si facciano in notturna o in modo da non incidere. Non possiamo prestare il fianco immaginando scenari alternativi, adesso non è il caso per non indebolire questa iniziativa».
(erika david)
