Decadenza Testolin, Minelli (Avs): «si dimetta dalla carica di Presidente»
La consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra Chiara Minelli
Politica
di Danila Chenal  
il 05/05/2026

Decadenza Testolin, Minelli (Avs): «si dimetta dalla carica di Presidente»

La decisione del ricorso in appello per la capogruppo di Avs «è condizionata dal peso di alcuni primatisti nelle preferenze»

Decadenza Testolin, Minelli (Avs): «si dimetta dalla carica di Presidente».

Così Chiara Minelli nel dibattito generale sulla presa d’atto della decadenza del consigliere Renzo Testolin dalla carica di Presidente della Regione. Per i colleghi Campotaro e Torrione «cresce la sfiducia nella politica»

«La vera scelta saggia e responsabile, con senso delle istituzioni, oggi, sarebbe di prendere atto della sentenza e di avviare il percorso per nominare un nuovo Presidente, un nuovo vice e quindi una nuova Giunta. La realtà è che l’Union Valdôtaine fa dei piccoli calcoli da bottega, è condizionata dal peso di alcuni primatisti nelle preferenze, è una somma di interessi particolari che ha perso di vista l’interesse generale della comunità valdostana. Se effettivamente nei prossimi giorni, invece di accettare la sentenza, ci sarà un ricorso alla Corte d’Appello, verosimilmente per mesi la Valle d’Aosta avrà un presidente delegittimato e una giunta precaria, forzatamente dimezzata nella sua autorevolezza e capacità di azione».

Ricorra ma si dimetta

»Se proprio il consigliere Testolin, a titolo personale – ha concluso Minelli -, intende ricorrere nessuno glielo può ovviamente impedire, ma contestualmente si dimetta da Presidente per non coinvolgere tutta l’amministrazione regionale in una situazione di perdurante incertezza. Se deciderete di perseverare nel procedere a testa bassa, ad assecondare la testardaggine di due campioni di preferenze aggraverete un giudizio critico che è già molto diffuso e che non fa bene a tutta la politica e a tutte le istituzioni».

Campotaro attacco alla potestà legislativa

«Fuori da quest’Aula cresce una profonda sfiducia verso una politica percepita come impegnata solo a conservare il potere – ha detto il Consigliere Andrea Campotaro (AVS) -. Il punto più grave di questa vicenda è la strategia difensiva adottata: un vero paradosso autonomista. Mentre AVS difendeva la legge regionale 21 del 2007 come un’espressione nobile della nostra sovranità e della nostra capacità di regolamentazione, abbiamo assistito allo spettacolo incredibile della difesa – compresa l’Avvocatura regionale – intenta a metterne in discussione la legittimità, arrivando a chiederne l’incostituzionalità. È stato sferrato un attacco frontale alla nostra potestà legislativa».

Torrione denuncia clima di incertezza

Il vicecapogruppo di Avs, Eugenio Torrione, ha parlato di «sentenza chiara, senza ambiguità e dirompente», nata da «una nostra azione di tutela della legalità. Quando si evidenzia un’ingiustizia occorre agire: ecco perché abbiamo promosso questo ricorso. Un atto dovuto nei confronti dei valdostani, di difesa delle regole della politica, un dovere morale: noi dobbiamo essere di esempio. Non ci è piaciuto farlo, tant’è che abbiamo cercato in tutti i modi di prevenirlo, ma non siamo stati ascoltati. Ora abbiamo un Consiglio in attesa di un possibile ritorno alla “normalità”: non è un incubo, ma vivremo una situazione di incertezza, con un Consiglio destabilizzato, a fronte di un assestamento di bilancio alle porte»

(d.c.)