“Incontro franco” Meloni-Rubio: difendiamo nostri interessi. Nodo resta Trump
AskaNews
di admin Administrator  
il 08/05/2026

“Incontro franco” Meloni-Rubio: difendiamo nostri interessi. Nodo resta Trump

Roma, 8 mag. (askanews) – Il colloquio dura un’ora e mezza, più di quanto non fosse stato preventivato. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, in un post lo definisce “great meeting”. L’aggettivo scelto dalla presidente del Consiglio invece suona molto diverso. E di certo non viene usato a caso. Perché notoriamente, nel linguaggio politico-diplomatico, quando è necessario dissimulare le distanze si finisce sempre con l’adottare quella precisa locuzione: “Incontro franco”.

Giorgia Meloni lo mette prima nero su bianco sui social, poi lo ribadisce a favore di telecamere al suo arrivo a Milano prima di intervenire a un evento di Confagricoltura alla Triennale. E’ lei stessa a fare l’elenco degli argomenti affrontati nell’incontro definito “di cortesia” da palazzo Chigi e che l’esponente dell’amministrazione statunitense ha voluto inserire nell’agenda della sua visita romana dopo quello con il Pontefice ieri e, stamattina, con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: rapporti bilaterali, crisi internazionali a cominciare dal Medio Oriente, libertà di navigazione e quindi situazione nello Stretto di Hormuz, ma anche Libia, Libano, Ucraina e Cina anche in vista della prossima visita lì di Donald Trump.

Insomma, sintetizza la premier, un “incontro proficuo” tra due nazioni che “sanno quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente” ma soprattutto – ed è qui il cuore della dichiarazione – che comprendono “quanto sia necessario per ciascuno difendere i propri interessi nazionali”. E questo – sottolinea Meloni – è ciò che l’Italia fa, esattamente come gli Stati Uniti “ed è bene che su questo ci si trovi d’accordo”.

Toni che puntano a segnare una distanza utile certamente in chiave interna, visti i malumori che Trump suscita nell’opinione pubblica, ma anche in prospettiva diplomatica. Perché il problema, e questo ai piani alti del governo è chiaro, resta il presidente americano e le sue sortite. Dunque nessuna ricucitura che si rispetti può avvenire se non attraverso un confronto diretto tra Meloni e il numero uno della Casa Bianca (che al momento non è in agenda). Una linea troppo morbida, viene spiegato, avrebbe rischiato di far perdere potere negoziale per il futuro ma anche di essere smentito un secondo dopo da qualche cannonata di Trump stesso.

Un ragionamento che si fa evidente sulla questione dell’ipotesi di ritiro dei militari americani dalle basi Nato in Italia. Il tema, dicono fonti diplomatiche ma anche lo stesso Rubio, non sarebbe stato toccato nell’incontro. E, tuttavia, il sottosegretario di Stato americano sottolinea che “questa è una questione che spetta al presidente” e che comunque bisogna porsi il problema di quei Paesi che ne negano l’uso. Il riferimento esplicito è alla Spagna, ma quello implicito a Sigonella.

Il grande tema al momento, tuttavia, resta quello della situazione in Iran e, soprattutto del blocco dello Stretto di Hormuz. Rubio sarebbe tornato sul mancato aiuto degli alleati e avrebbe invitato ad andare oltre le parole. Fonti italiane fanno sapere che avrebbe chiesto a Meloni in che modo intenda contribuire ad una eventuale missione, ma allo stesso tempo non avrebbe dato rassicurazione sui reali tempi della conclusione della crisi. “Ho ribadito la disponibilità dell’Italia ad essere presente con la nostra Marina militare, una volta raggiunto un cessate il fuoco stabile, per lo sminamento e la garanzia di libertà di navigazione”, fa sapere il responsabile della Farnesina. Ma l’indeterminatezza dei temi è una variabile che pesa, e non poco, sul governo costretto a fare i conti con il caro energia. Anche su questo aspetto, viene spiegato, Meloni sarebbe stata diretta nello spiegare che l’obiettivo resterà quello di difendere l’interesse italiano, anche con riferimento alla questione della politica commerciale e dei dazi.

Più proficuo a livello operativo sarebbe stato invece il dialogo su altri due fronti: Libia e Libano, sui quali si sarebbe deciso di continuare a intensificare le interlocuzioni tra Roma e Washington. Nel primo caso per una stabilizzazione dell’area (proprio ieri Meloni ha incontrato il primo ministro del governo di unità nazionale Dbeibeh), nel secondo per discutere di come mantenere la presenza di nostri militari quando a fine anno sarà scaduto il mandato della missione Unifil. “Siamo tra i pochissimi paesi che hanno oggi la capacità di parlare con tutti gli attori, un bagaglio che anche Rubio ha riconosciuto”, osservano fonti italiane.

[Usa insistono su impegno a Hormuz. Premier pone questione energia e dazi. Dialogo su Libia e Libano|PN_20260508_00179|in02| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/05/20260508_205335_A4683F80.jpg |08/05/2026 20:53:46|”Incontro franco” Meloni-Rubio: difendiamo nostri interessi. Nodo resta Trump|”Incontro franco” Meloni-Rubio|Politica]

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