L’emozione di Jastine Sertori al primo Rally Valle d’Aosta da pilota: «Sto vivendo il mio sogno»
Alberto Branche a fianco di Jastine Sertori nella Ronde della Val Merula
SPORT
di Davide Pellegrino  
il 09/05/2026

L’emozione di Jastine Sertori al primo Rally Valle d’Aosta da pilota: «Sto vivendo il mio sogno»

L'esperta navigatrice originaria di Fénis si è regalata per i 40 anni che compirà a ottobre l'esperienza al volante e oggi sarà al via con a fianco Vanessa Lai

L’emozione di Jastine Sertori al primo Rally Valle d’Aosta da pilota: «Sto vivendo il mio sogno».

L’edizione numero 47 del Rally Valle d’Aosta, che scatta oggi con 147 equipaggi al via, sarà anche quella di una valdostana in gara nel ruolo di pilota.

Jastine Sertori, impiegata classe 1986 originaria di Fénis che ora vive a Quart, ha deciso di regalarsi l’esperienza da driver per i 40 anni che compirà a ottobre e, dopo aver debuttato nella Ronde della Val Merula con a fianco il fidanzato Alberto Branche, si appresta a vivere da protagonista la gara di casa, navigata da Vanessa Lai.

Sertori ha il motorismo nel sangue, come testimoniano gli 85 rally da navigatrice collezionati dal 2010, anno del debutto assoluto nel Jolly Ronde della Valle d’Aosta.

Jastine Sertori: «Da piccola andavo a fare il tifo per Romildo Rean»

Jastine, dove nasce la sua passione per le corse automobilistiche?

«È nata quando ero piccolina e con i miei genitori andavo a vedere il Valle d’Aosta per tifare Romildo Rean sulla prova speciale di Saint-Marcel-Fénis. Lo scenario era ricco di fascino, tra i passaggi in notturna e le favolose macchine del tempo. Sono sempre stata un po’ un maschiaccio, il rombo dei motori non mi ha mai spaventato, anzi, mi ha sempre attratto».

Quando è arrivata la decisione di fare la navigatrice?

«Nel 2009, quando insieme al mio ragazzo dell’epoca, che era appassionato di motori, abbiamo deciso di iscriverci ai corsi necessari per partecipare al Jolly Ronde dell’anno successivo».

Jastine Sertori: «Passare da navigatrice a pilota è il regalo per i 40 anni»

Com’è arrivata la scelta di passare dal ruolo di navigatrice a quello di pilota?

«Provarci era un mio sogno e quest’anno ho deciso di farmi il regalo di buttarmi sul sedile di sinistra per i 40 anni che compirò a ottobre».

L’esordio al volante alla Ronde della Val Merula: cosa l’ha colpita di più dell’esperienza?

«Gareggiare da pilota è un’emozione diversa da quella da navigatrice. Ho avuto vicino il mio fidanzato Alberto Branche, che mi ha aiutato tantissimo, senza di lui probabilmente non ce l’avrei fatta. Il momento più forte è stata la partenza della prima prova speciale. Mi sono divertita tantissimo, ho avuto costantemente il sorriso, quasi non ci credevo di essere riuscita a prendere in mano il volante in una gara».

Jastine Sertori: «Mi avvicino al Valle d’Aosta con serenità»

Salire sulla pedana del Valle d’Aosta da pilota sarà tutta un’altra cosa: l’emozione si sente?

«Sarà sicuramente molto più emozionante, è la gara di casa e sarà come una nuova prima volta. Mi sto avvicinando con serenità, vediamo se la tensione salirà proprio a ridosso del via».

Jastine Sertori: «Diego D’Herin è stato il mio mentore»

Da navigatrice ha vissuto diverse edizioni del Valle d’Aosta: qual è il ricordo più bello?

«Quando ho corso con Alessandro Milliery e alla partenza di una prova speciale abbiamo incontrato Diego D’Herin. Lui, per me, è stato un mentore, era una bravissima persona con tanta esperienza e moltissima voglia di far imparare quello che sapeva ai nuovi navigatori. È stato molto bello anche il primo Valle d’Aosta vero con Massimo Vanzetto, avevo solo una gara alle spalle, ma lui mi ha dato fiducia e io mi sono divertita un sacco».

Essendo un’esperta del ruolo, è particolarmente esigente con chi si siede sul sedile di destra?

«Ho scelto Vanessa Lai perché è pignola quanto me, volevo una navigatrice in grado di tenermi testa e credo di aver fatto la scelta giusta. Un bravo navigatore, come mi ha insegnato Diego D’Herin, deve avere tanta voglia di fare ed essere pronto a dedicare tanto tempo alla gara, ogni piccolo dettaglio fa la differenza. È una sorta di secondo lavoro, nulla va lasciato al caso, bisogna prepararsi nella maniera più scrupolosa possibile».

Jastine Sertori: «Voglio godermi la gara e pensare a divertirmi»

Con che obiettivo si avvicina al 47° Rally Valle d’Aosta?

«Voglio prima di tutto godermelo e divertirmi sulle strade di casa, salendo sulla pedana di arrivo con il sorriso».

Jastine Sertori: «L’ambiente mi ha sempre accolto bene, alle giovani dico di buttarsi»

Il motorismo è da sempre un sport prevalentemente maschile, si è mai sentita un pesce fuor d’acqua?

«No. Mi sono inserita subito e mi trovo benissimo con tutti i maschietti dell’ambiente, che sono sempre stati disponibili, educati e rispettosi, non ho mai sentito la differenza di essere una donna».

Cosa consiglia alle giovani che vorrebbero avvicinarsi a questo mondo?

«Di buttarsi, provarci, lavorare tanto e non perdere mai il sorriso».

Jastine Sertori: «Sto vivendo il mio sogno»

Qual è il sogno nel cassetto di Jastine Sertori?

«Il mio sogno l’ho tirato fuori dal cassetto e lo sto già vivendo, in questo momento sono contenta così».

(d.p.)

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