Cogne Acciai Speciali: bilancio 2025 in rosso per 60 milioni
Economia
di Luca Mercanti  
il 11/05/2026

Cogne Acciai Speciali: bilancio 2025 in rosso per 60 milioni

Dazi, shock energetico, crisi automotive e rincari colpiscono duro. Ritorno all'utile nel 2026

Dazi Usa devastanti, shock energetico, mercato europeo in contrazione di circa il 2%, Asia (in particolare India), Cina e Stati Uniti sempre più “pesanti” sul piatto della bilancia e automotive in ritirata. C’è uno scenario economico da tregenda dietro il nuovo maxi rosso registrato dalla Cogne Acciai Speciali, che nei giorni scorsi ha pubblicato il bilancio consolidato 2025, approvato dall’assemblea dei soci del 30 aprile.

I dati

La capofila Cogne Acciai Speciali ha registrato un passivo di 59,925 milioni di euro, ancora peggiore rispetto alla perdita netta di 37,4 milioni di euro segnata in un 2024 in cui si era già assistito al peggioramento rispetto all’anno precedente (rosso di 1,6 milioni del 2023).

La situazione non cambia se si considera il bilancio consolidato del gruppo Cogne Acciai Speciali SpA (21 le società tra controllo totale e partecipazione azionaria), che ha registrato nel 2025 un rosso pre-imposte di 80,9 milioni di euro, netto di 60,927 milioni, contro il guadagno di 8 milioni avuto nel 2024, pur a fronte di ricavi passati dai circa 900 milioni di euro del 2024 al miliardo e 24 milioni del 2025 (ha inciso l’inclusione del gruppo DMV per l’intero anno).

Il dato delle perdite è limitato dalle chiusure positive registrate da Special Melted Products (+10,6 milioni) e Com. Steel Inox (+6,1 milioni).

A pesare in particolare sui conti del gruppo è stato il costo del venduto (manodopera, materie prime, costi di gestione), passato dagli 808 milioni del 2024 ai 956 milioni del 2025, altri costi operativi (136 milioni contro 97) e il costo del lavoro, passato da 124,9 milioni a 179,3 nel 2025, nonostante il calo del numero medio di dipendenti (2.948 contro i 3.002 del 2024). È lievitato il costo unitario, passato da circa 42 mila euro del 2024 ai quasi 61 mila del 2025, pur a fronte di una produttività pro-capite in crescita (348 mila contro 300 mila).

Pirovano: 2025 un anno molto difficile

Monica Pirovano, direttore generale

«Purtroppo l’anno 2025 è stato molto difficile, a partire da aprile con l’inserimento dei dazi USA del 50%, che hanno ridotto le nostre esportazioni verso quel Paese, mercato per noi importante pari al 10% del fatturato – sottolinea  il direttore generale Monica Pirovano -. La conseguenza della chiusura per tutti del mercato americano è stata l’invasione in Europa di prodotti siderurgici dei paesi asiatici, in particolare l’India, a prezzi molto bassi, pari ai costi di produzione europei. Di conseguenza, i risultati del 2025, come per la maggior parte delle imprese del settore, sono stati negativi».

Ritorno all’utile nel 2026

Il Gruppo mira a «raggiungere l’equilibrio finanziario entro la fine del 2026», a fronte di un fatturato in continua crescita «e un EBITDA in miglioramento da circa il 7% del 2025 al 10,6% del 2029». Il ritorno dell’utile «è previsto per l’esercizio 2026» ed è stimato in circa 400 mila euro.

Il servizio completo su Gazzetta Matin di lunedì 11 maggio.

(re.aostanews.it)

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