Comuni montani, Giani: Governo fermi il decreto attuativo
Firenze, 11 mag. (askanews) – Un appello a rivedere i criteri della legge 131 del 2025 sui comuni montani arriva dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, in vista del decreto attuativo atteso nei prossimi giorni e sul quale, secondo quanto riferito, permangono diverse perplessità.
“Inaccettabile”, ha dichiarato Giani, esprimendo preoccupazione per gli effetti della nuova normativa, che prenderebbe in considerazione in modo prevalente il solo parametro dell’altitudine. “In Toscana passeremmo da 149 a 113 comuni montani”, ha spiegato, sottolineando come ciò comporterebbe una riduzione delle risorse disponibili per il settore.
Il presidente ha evidenziato inoltre il rischio di una differenziazione territoriale tra aree alpine e appenniniche. “Ci troveremmo un’Italia delle Alpi di serie A, con Regioni a Statuto speciale che già dispongono di importanti contributi, e un’Appennino che rischia di diventare di serie B”, ha affermato, richiamando le condizioni di isolamento e distanza dai principali centri che caratterizzano molti territori toscani.
Secondo Giani, la revisione avrebbe anche un impatto economico rilevante. “Questa penalizzazione verso più di 30 comuni in Toscana porterebbe ad abbassare il livello di finanziamento annuale da 10 milioni di euro a 3 milioni”, ha detto.
Il governatore ha quindi richiamato la coerenza con le politiche regionali per la cosiddetta “Toscana diffusa”. “Da un lato la Regione ha approvato una legge per il sostegno e la valorizzazione di questi comuni, dall’altro lo Stato rischia di tagliare le gambe ai territori montani”, ha osservato.
Giani ha infine annunciato possibili iniziative istituzionali: “Ci opporremo con tutte le forze attraverso gli strumenti legali a disposizione”, ha dichiarato, esprimendo “piena solidarietà ai comuni che hanno preannunciato ricorsi e mobilitazioni attraverso Anci e Upi”. E ha concluso rinnovando l’appello al Governo: “Non pubblichi questo decreto attuativo, ma riveda i criteri di applicazione della legge”.
