Cantina Dosio lancia “La Dimora”, nuova Barbera d’Alba d’altura
Milano, 17 mag. (askanews) – Dosio amplia la propria gamma con la Barbera d’Alba “La Dimora”, nuova etichetta della Cantina di La Morra (Cuneo) che nasce a 500 metri di altitudine e punta su un profilo più fresco, scorrevole e gastronomico. Il vino viene vinificato solo in acciaio, senza passaggi in legno, scelta che accompagna un’idea precisa: lasciare il frutto in primo piano e costruire una Barbera capace di muoversi con naturalezza tanto a tavola quanto in un consumo più informale.
Il nome rimanda all’”Antica Dimora Dosio”, il relais nato tra i vigneti della tenuta e diventato uno dei segni più evidenti della trasformazione recente dell’azienda. Non è un richiamo secondario. “La Dimora” prova infatti a tradurre nel vino lo stesso registro con cui Dosio oggi si racconta: accoglienza, paesaggio, riconoscibilità del luogo. Una Barbera succosa e fragrante con quella tensione naturale che l’altitudine del vigneto contribuisce a fissare nel bicchiere.
La storia dell’azienda parte da Serradenari: è sulla collina più alta di La Morra che nel 1974 Beppe Dosio acquista una cascina del Settecento e avvia la Cantina, piantando Nebbiolo in una zona che allora molti consideravano poco adatta per via della quota e delle maturazioni più lente. Col tempo quella scelta si sarebbe rivelata lungimirante: Serradenari è stata riconosciuta come la Menzione Geografica Aggiuntiva (MGA) più elevata del Barolo, e resta ancora oggi il centro simbolico e produttivo della Tenuta. Il passaggio successivo arriva nel 2010, quando Dosio viene rilevata dalla famiglia Lanci. Gianfranco Lanci, reduce da una lunga carriera internazionale nel settore tecnologico, sceglie la Cantina come ritorno alle origini piemontesi e a una passione coltivata fin da ragazzo.
Dopo la sua scomparsa, nel 2023, la guida è passata alla figlia Chiara, che ha lasciato Milano e il lavoro nella comunicazione per trasferirsi nelle Langhe e seguire da vicino l’azienda. “Quando ho preso in mano le redini dell’azienda ho capito subito che non si trattava solo di vino ma di un’eredità da custodire. Mio padre non voleva cambiare nulla, voleva continuare una storia già iniziata, rispettando le radici e portando un tocco di innovazione. Per me – ha ricordato Chiara – è stato un punto di partenza: imparare, crescere e trovare il modo di far parlare questa terra anche con la mia voce”.
Oggi Dosio dispone di 14 ettari vitati distribuiti in alcuni dei territori più rilevanti di Langhe e Barbaresco. Accanto a Serradenari c’è Fossati, nel Comune di Barolo (Cuneo), cru che segna un altro passaggio importante nella vicenda aziendale: già nel 1982 Dosio indicava “Vigna Fossati” in etichetta, prima del riconoscimento ufficiale delle MGA. Nel tempo il patrimonio si è ampliato con Bussia, a Monforte d’Alba (Cuneo), con Montersino, nel territorio del Barbaresco, e con Meriame, a Serralunga d’Alba (Cuneo), primo vigneto aziendale condotto in regime biologico, la cui prima annata è ancora in affinamento.
Ai Barolo da Cru si affiancano Langhe Nebbiolo, Dolcetto d’Alba, Barbera d’Alba e, tra i bianchi, Roero Arneis, Langhe Riesling e Langhe Sauvignon. Tra questi c’è anche “Olivia”, Sauvignon in purezza prodotto da vigne poste a 540 metri alle spalle della Tenuta, dedicato al cane Weimaraner al quale il padre era profondamente legato.
In vigna l’azienda lavora con pratiche a basso impatto ambientale e dal 2021 è certificata Sqnpi. Dal 2022, con l’ingresso di Andrea Autino come enologo responsabile e supervisore della parte agronomica, il lavoro di Cantina ha accentuato la ricerca di una lettura più precisa dei singoli vigneti. Sono state riprese tecniche tradizionali come il cappello sommerso durante la fermentazione. Per i Barolo, dalla vendemmia 2020, vengono impiegati anche tini troncoconici, e nelle annate migliori e su alcune parcelle resta inoltre una percentuale di grappolo intero. L’affinamento segue la stessa linea di misura: botti grandi di rovere da 25 ettolitri e, dalla fine del 2023, anche botti austriache artigianali con tostature leggere o medie, introdotte per modulare con maggiore precisione il rapporto tra vino e legno.
In cantina non viene utilizzata plastica, neppure per gli imballaggi. Le bottiglie sono in vetro leggero, le etichette su carta certificata Fsc, i materiali impiegati naturali e riciclabili. È una linea coerente con l’altro asse su cui Dosio ha investito negli ultimi anni, quello dell’ospitalità. “L’Antica Dimora Dosio” è stata aperta nel 2023, dispone di camere e suite con vista sui vigneti e sulle Alpi, una piscina panoramica e una sala meeting.
