Cantina La Farra: dentro il Prosecco paesaggio, cultura, ospitalità
Milano, 17 mag. (askanews) – Sulle colline di Farra di Soligo, a metà strada tra Conegliano e Valdobbiadene (Treviso), La Farra ha affiancato alla produzione di Proseggo Docg un progetto di ospitalità e iniziativa culturale costruito attorno a Col Brià. L’azienda dei fratelli Adamaria, Innocente e Guido Nardi, fondata nel 1997, oggi lavora 25 ettari vitati tra Farra di Soligo, Pieve di Soligo, Follina e San Pietro di Feletto, e con il contributo di alcuni conferitori, arriva a produrre oltre 700mila bottiglie l’anno.
La Farra vinifica la Glera destinata al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, nelle versioni “Rive di Farra di Soligo Millesimato Extra Brut”, “Rive di Farra di Soligo Millesimato Extra Dry”, “Millesimato Brut Docg”, “Millesimato Extra Dry Docg”, “‘Sui Lieviti’ Brut Nature” e “Frizzante ‘Spago’ Docg. Dai vigneti più bassi produce anche più referenze di Prosecco Doc Treviso, oltre ad una piccola quota di “Pinot Grigio delle Venezie Doc” che arriva da vecchi filari coltivati già dai nonni e dagli zii della famiglia.
La storia, però, comincia prima della fondazione ufficiale. I tre fratelli sono cresciuti nei vigneti e lì hanno deciso che non si sarebbero limitati a conferire uve: avrebbero vinificato e imbottigliato in proprio. Quel passaggio era stato preparato già nel 1992, quando il padre Gian Domenico, su loro iniziativa, aveva avviato la riconversione dei vigneti verso pratiche capaci di migliorare la qualità della materia prima. In questo percorso ha contato anche la formazione di Innocente Nardi alla Scuola Enologica di Conegliano.
In queste colline il lavoro non si lascia ridurre a una formula. Le pendenze, la frammentazione della proprietà, i ciglioni, la necessità di fare a mano gran parte delle operazioni spiegano più di tante definizioni cosa significhi coltivare qui. “Il fascino maggiore di questa meravigliosa terra – raccontano i fratelli Nardi – è proprio rappresentato dalla passione e dedizione con cui gli uomini e le donne lavorano ogni minimo spazio delle pendici collinari esposte al sole, anche quelle in cui solo reggersi in piedi è difficile”.
Anche l’assetto dell’azienda è rimasto strettamente familiare. Innocente segue i vigneti e la parte amministrativa, Guido la cantina, Adamaria l’ospitalità e il commerciale. È una divisione netta, che ha permesso alla famiglia di crescere senza perdere il controllo diretto sul lavoro quotidiano.
Sul piano della sostenibilità, “La Farra” è certificata Sqnpi per la produzione integrata, applica dal 2011 il Protocollo viticolo del Consorzio (di cui Innocente Nardi è stato presidente) e non utilizza diserbanti. Il 12 gennaio scorso ha ottenuto anche la certificazione Equalitas per il modulo “Organizzazione sostenibile”, rilasciata da Valoritalia, che riguarda insieme aspetti ambientali, sociali ed economici.
Nel 2023 la famiglia ha completato il recupero del casolare di Col Brià: oggi è il “Belvedere La Farra”, un punto aperto alle degustazioni su prenotazione, alle visite e a un’idea di accoglienza che la famiglia ha voluto tenere lontana dalla semplice logica della sala assaggi. Dentro, c’è anche una biblioteca con libri di Andrea Zanzotto e di altri autori legati a queste colline. È un dettaglio meno marginale di quanto sembri, perché racconta bene la direzione scelta dai Nardi: il vino come punto di accesso a un paesaggio, a una lingua, a una memoria. E’ da qui che prende forma “Dialoghi a Col Brià”, il progetto culturale della Cantina arrivato quest’anno alla quarta edizione. Il titolo scelto è “Tra bosco e non bosco”, da un verso di Zanzotto. Il programma di giugno ruota attorno a tre appuntamenti, tutti preceduti da una passeggiata guidata verso il Belvedere, pensata non come cornice ma come parte dell’esperienza.
Il 6 giugno è previsto un “Poetry Slam” aperto a testi originali in italiano, nei dialetti locali o in forme sperimentali. Nei due sabati successivi ci saranno una tavola rotonda sul rapporto tra paesaggio, linguaggi e sostenibilità e un reading poetico-sonoro dedicato ai versi di Zanzotto e di altri autori, con l’accompagnamento musicale di Roberto Tombesi. Per il confronto pubblico sono annunciati Francesco Vallerani, Enrico De Mori, Miro Graziotin e Tommaso Antiga, con la moderazione di Angela Pederiva.
