La polemica (questa volta) senza motivo sui centri dei migranti in Albania
AskaNews
di admin Administrator  
il 17/05/2026

La polemica (questa volta) senza motivo sui centri dei migranti in Albania

Roma, 17 mag. (askanews) – In settimana c’è stata una (nuova) polemica sui Centri in Albania: Tirana è sembrata voler fare un passo indietro sull’accordo con l’Italia, poi è arrivata la retromarcia. Per le opposizioni è stata una sconfessione dei Centri, la cui attività fin qui non è mai veramente decollata, secondo il governo albanese e la maggioranza italiana un fraintendimento. E probabilmente – al netto di ogni giudizio di merito sulla strategia di “esternalizzazione” della gestione dei migranti – hanno ragione, da un punto di vista strettamente tecnico, questi ultimi due. Anche se il caso mostra come la questione sia un nervo scoperto per l’esecutivo Meloni.

Mettiamo in fila i fatti. Il 12 mattina, a Bruxelles, il ministro degli Esteri albanese Ferit Hoxha rilascia un’intervista a Euractiv in cui dice, tra l’altro, che l’accordo con l’Italia “ha una durata di cinque anni e non sono sicuro che ci sarà un rinnovo” anche perché nel 2030 “saremo membri dell’Unione Europea” e dunque l’Albania “non sarà più territorio extraterritoriale ma territorio Ue”. Quando i media italiani riprendono l’intervista, i titoli sono per lo più del tenore che “L’Albania non rinnoverà l’accordo con l’Italia”. Manna dal cielo per l’opposizione, che subito attacca: “Abbiamo sempre detto che quella dei Cpr in Albania fosse un’idea sbagliata, costosa, disumana. Oggi il governo di Tirana ha assestato un colpo ulteriore ad un modello totalmente fallimentare”, afferma il responsabile Pd per le Politiche migratorie Pierfrancesco Majorino. Seguito a ruota, sullo stesso spartito, dagli altri partiti del campo largo.

Sollecitato dal governo italiano, Hoxha deve precisare su X: alla domanda di un giornalista, scrive, “ho risposto: ‘Non ne sono certo, partendo dal presupposto che l’Albania a quel punto sarà già uno stato membro dell’Unione Europea e quindi la situazione sarà diversa’. Semplicemente questo”. Una “dichiarazione” che “non deve in alcun modo essere interpretata come un cambiamento della posizione dell’Albania riguardo al protocollo” concordato con l’Italia sui centri per i migranti. E anche il premier Edi Rama, a stretto giro, puntualizza che il protocollo “è fatto per restare, finché l’Italia lo vorrà”.

Le due dichiarazioni di Hoxha, che tanto scalpore hanno suscitato, in realtà dicono l’ovvio. Il Protocollo Italia-Albania per la gestione dei flussi migratori è stato firmato il 6 novembre 2023 a Roma dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e da Rama. Prevedeva la realizzazione di due centri a spese dell’Italia. Inizialmente si sarebbe dovuto trattare di un centro di prima accoglienza/identificazione nel porto di Shengjin e un centro per i rimpatri (Cpr) a Gjader. Poi, causa anche alcune sentenze giudiziarie sfavorevoli al governo italiano, è stata cambiata la ‘destinazione d’uso’: ora sono Centri per il rimpatrio (Cpr) di soggetti già presenti sul territorio italiano (e altri cambiamenti sarebbero in arrivo). Il protocollo è entrato in vigore formalmente il 23 febbraio 2024, a seguito della ratifica da parte di entrambi i parlamenti e dunque scadrà nel febbraio 2029. La ratio dell’operazione, che rientra in quelle che Meloni – ma non solo – definisce con un eufemismo “soluzioni innovative” per la gestione dei flussi migratori, è portare i migranti al di fuori del territorio europeo. “Il punto centrale dei centri in Albania è l’effetto deterrenza. Se chi sbarca in Italia ha come unico obiettivo quello di restare in Europa, sbarcare fuori dai confini europei cambia tutto”, ha spiegato più di una volta la premier italiana. Se dunque, come auspica Tirana, al termine del periodo di vigenza dell’accordo l’Albania sarà uno Stato dell’Ue, quei centri (costati quasi un miliardo, secondo le opposizioni, per qualche decina di rimpatri) non serviranno più a niente ed eventualmente dovranno essere trasferiti in un altro Paese. Quello che, nella sostanza, aveva detto Hoxha.

Di Alberto Ferrarese e Lorenzo Consoli

[Quando Tirana sarà in Ue non ci sarà l’effetto deterrenza voluto da Meloni|PN_20260517_00011|nl50| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/05/20260517_101405_B91BDAE8.jpg |17/05/2026 10:14:11|La polemica (questa volta) senza motivo sui centri dei migranti in Albania|Migranti|Politica, Europa Building]

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