Modena, una donna ferita ancora in pericolo di vita. Il presidente della Regione: no strumentalizzazioni
Modena, 17 mag. (askanews) – Resta in pericolo di vita la donna di 55 anni ricoverata in Rianimazione all’ospedale Maggiore di Bologna dopo l’investimento di ieri in centro a Modena. Le sue condizioni sono in lieve miglioramento ma restano critiche. Lo comunicano le Aziende sanitarie nell’aggiornamento delle ore 16. L’altro paziente al Maggiore, un uomo di 55 anni con diversi traumi, è stabile e non più in immediato pericolo di vita. Anche la Direzione ospedaliera del Maggiore ha attivato un’équipe di psicologi a supporto dei familiari.
Invariate le condizioni dei ricoverati all’ospedale di Baggiovara: la donna di 69 anni resta grave ma stabile, la donna di 53 anni è sempre in condizioni gravi dopo plurimi interventi chirurgici. Per entrambe la prognosi resta riservata. L’uomo di 59 anni con trauma facciale ha una prognosi di 30 giorni.
“In questo momento la priorità assoluta è seguire l’evoluzione delle condizioni delle persone ricoverate e stare accanto alle famiglie. La situazione clinica resta molto delicata”, ha sottolineato il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale sull’investimento di ieri a Modena. “Oggi è il tempo della cura, della vicinanza ai feriti e alle famiglie, del lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, e dell’impegno delle istituzioni a tenere unita una comunità profondamente colpita e spaventata. Poi ci sarà il tempo delle riflessioni – ha aggiunto de Pascale -. Laddove fosse evidenziata una correlazione con problemi di salute mentale, nessuno può sottrarsi al dovere di interrogarsi su cosa si possa fare di più, ma senza scorciatoie, semplificazioni o strumentalizzazioni mentre ci sono ancora persone in condizioni gravissime”. Il presidente ha telefonato ai cittadini che hanno fermato l’aggressore e li incontrerà insieme al sindaco Mezzetti. “Il loro gesto di straordinario senso civico probabilmente ha evitato conseguenze ancora più gravi”, ha sottolineato. De Pascale parteciperà stasera alle 19 al presidio in piazza Grande e incontrerà la sindaca di Ravarino, Maurizia Rebecchi, “per esprimere vicinanza al territorio dove risiede il responsabile”.
“Chiaramente gli inquirenti faranno faranno ulteriori accertamenti”, però “il fatto sembra sia collocabile soprattutto in una situazione di disagio psichiatrico”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al termine di un incontro in prefettura a Modena, su quanto accaduto ieri. “Non cambia la tragicità degli effetti e quello che è successo, anzi per certi versi preoccupa”, ma “per il mestiere che ci è dato di fare, registrare che non c’era nulla che ci fosse sfuggito dal punto di vista della prevenzione antiterrorismo ci conforta”, ha aggiunto.
“La componente psichiatrica è storicamente molto molto evidente, però il resto lo stabiliranno gli inquirenti”. Alla domanda se si possa escludere la matrice terroristica, il ministro ha risposto: “Lo dirà l’autorità giudiziaria. Ad oggi quello che è di maggiore evidenza è questa condizione personale di carattere psichiatrico. Non è un minimizzare perché gli effetti si sono visti e poi talvolta ci sono pure situazioni con sovrapposizione di modelli emulativi”, ha aggiunto. “Lasciamo lavorare gli inquirenti, oggi c’è questa situazione di un disagio psichiatrico che è evidente. La tragicità del fatto – ha continuato – rimane qualsiasi sia stata la motivazione. Però è evidente che se noi avessimo preso consapevolezza che per la prima volta c’era sfuggito qualcosa nel sistema di prevenzione antiterrorismo, in qualche modo ce ne saremmo preoccupati un po’ di più”.
