Calcio, Figc, Abete: candidatura per contestare il metodo
Roma, 18 mag. (askanews) – “Quando il ministro Abodi dice che i componenti del consiglio federale saranno gli stessi dice la verità. Il motivo della mia candidatura è contestare la modalità che ha portato all’individuazione della persona non per la sua qualità ma perché era una scorciatoia che non mette al centro le problematiche”. Così Giancarlo Abete, candidato alla presidenza della Figc, a margine dell’evento “Sopra la barriera – Calcio, inclusione e comunità”, promosso dalla Lega Nazionale Dilettanti presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati.
Abete ha poi richiamato il tema dei limiti decisionali del presidente federale e della necessità di riforme condivise all’interno del sistema calcio. “Il presidente ha dei limiti dal punto di vista della titolarità decisionale, per il diritto di veto e di intesa”, ha spiegato, ricordando come “si sia dovuto attendere Calciopoli per avere la modifica di una norma che, con il diritto di veto, impediva l’elezione di un presidente”.
Secondo l’ex numero uno federale, il calcio italiano è ora chiamato a una prova di responsabilità interna. “O noi avremo la capacità di fare un passo indietro come componente e uno avanti come capacità di sintesi, oppure arriveranno altri soggetti che, senza neanche che si riunisca l’assemblea federale, porranno delle modifiche rispetto alla situazione attuale”, ha concluso.
