Coldiretti: bene il via libera al Trapline per pesca pesce spada
Roma, 18 mag. (askanews) – Coldiretti Pesca accoglie con favore l’avvio della sperimentazione del trapline per la pesca del pesce spada, considerandolo un passo importante verso una maggiore innovazione e sostenibilità del settore. Si tratta di un attrezzo innovativo autorizzato dal Masaf, costituito da una struttura multifilo composta da diversi anelli concentrici di monofilo di nylon, che utilizza un’esca artificiale in silicone capace di riprodurre le prede naturali del pesce spada, come il totano o lo sgombro, consentendo di ridurre il ricorso all’esca naturale.
Secondo gli studi disponibili, il sistema potrebbe migliorare la selettività della pesca, semplificare le operazioni a bordo e abbattere costi importanti per le imprese, a partire da quelli legati all’acquisto e alla conservazione dell’esca.
L’introduzione di strumenti sempre più selettivi rappresenta una risposta concreta alle esigenze delle imprese ittiche italiane, chiamate ogni giorno a confrontarsi con l’aumento dei costi, la concorrenza estera e regole sempre più stringenti. In questo contesto, la sperimentazione autorizzata nell’ambito delle attività previste dalla Raccomandazione ICCAT 25-09 può aprire una nuova fase per la pesca del pesce spada con il palangaro.
“La nostra flotta ha bisogno di strumenti che consentano di coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità economica – afferma Daniela Borriello, referente nazionale di Coldiretti Pesca – L’innovazione non può restare solo sulla carta, ma deve tradursi in opportunità concrete per i pescatori italiani, che oggi operano in condizioni sempre più difficili. Coldiretti Pesca è costantemente al lavoro per accompagnare questa transizione, che apre nuovi scenari per la pesca del pesce spada con il palangaro. La sperimentazione del trapline va nella direzione giusta perché punta a rendere la pesca più efficiente, selettiva e competitiva”.
Per Coldiretti Pesca è fondamentale che il percorso di innovazione venga accompagnato da un confronto costante con il mondo produttivo, valorizzando il ruolo delle imprese nella raccolta dei dati e nella definizione delle future regole di gestione. La fase sperimentale, avviata il 16 maggio e in programma fino al 31 dicembre 2028, servirà infatti a verificare sul campo l’efficacia dell’attrezzo nelle reali condizioni operative della flotta italiana.
“Occorre continuare a investire in ricerca, semplificazione e modernizzazione della pesca italiana – conclude Borriello – evitando che sulle marinerie gravino soltanto nuovi vincoli e adempimenti. I pescatori devono essere messi nelle condizioni di lavorare meglio, ridurre i costi e garantire al tempo stesso tutela delle risorse e qualità del prodotto”.
Durante la fase sperimentale, i comandanti delle unità autorizzate dovranno raccogliere e trasmettere i dati richiesti dal Ministero tramite un apposito modulo da consegnare all’Ufficio marittimo competente. In attesa dell’aggiornamento del giornale di bordo elettronico, le attività effettuate con trapline dovranno essere registrate utilizzando il codice (LLD) attualmente previsto per il palangaro derivante.
