Lutto: è morto Vanni Florio, ex consigliere regionale, uomo di sinistra e convinto ambientalista
Lutto: è morto Vanni Florio, ex consigliere regionale, uomo di sinistra e convinto ambientalista.
Dopo aver affrontato con coraggio una lunga malattia, è morto stamattina, martedì 26 maggio, Vanni Florio, classe 1948, uomo di sinistra, convinto ambientalista, già consigliere regionale della decima legislatura, dal 1993 al 1998.
Il presidente del Consiglio regionale Stefano Aggravi esprime cordoglio, ricordando la sua elezione, con Verdi Alternativi, dei quali è stato Capogruppo per l’intera legislatura, anche negli ultimi mesi quando il gruppo consiliare aveva assunto la denominazione Per la Valle d’Aosta – con l’Ulivo.
Florio è stato componente delle Commissioni Assetto del territorio, di cui è stato Segretario, e Affari generali oltre che delle Commissioni per il Regolamento e per le Nomine.
«Passione politica e coerenza»
«Con Vanni Florio scompare una figura che ha saputo interpretare l’impegno politico con passione, coerenza e attenzione ai temi del territorio e dell’ambiente – dichiara il Presidente Stefano Aggravi –.
A nome del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, esprimo sincera vicinanza e sentite condoglianze ai familiari e a quanti ne hanno condiviso il percorso umano e politico».
La lunga carriera di un «politico per scelta»
Vanni Florio era nato il 5 novembre 1948.
Titolare di uno studio di progettazione per cinquant’anni, ha lasciato la sua impronta in case, rifugi e altre costruzioni, distinguendosi per il suo impegno nella ricerca di soluzioni del costruire sostenibile, autentico pioniere nell’utilizzo di fonti di energia rinnovabile e del risparmio energetico.
Politico per scelta, dimostra una grande capacità di leggere le situazioni contingenti e di sapersi adattare senza mai rinnegare i suoi ideali di uguaglianza e solidarietà sociale.
Inizia giovanissimo la sua militanza politica nei raggruppamenti di sinistra ed è uno dei punti di riferimento di Nuova Sinistra, il gruppo che si colloca a sinistra del PCI.
È uno dei fautori del rinnovamento e aderisce al gruppo dei Verdi Alternativi.
Uomo di pensiero viene eletto in Consiglio regionale nel 1993 dove diventa capogruppo dei Verdi Alternativi e con la nascita dell’Ulivo diventa capogruppo di questo raggruppamento politico.
Nel corso della consiliatura fa parte della Commissione permanente sull’assetto del territorio, di quella per il regolamento.
Pur nel confronto talvolta acceso, è una persona capace di non superare i limiti e di mantenere un comportamento corretto senza mai travalicare i limiti, ma anche senza derogare ai suoi principi.
Nel 2006 propugna, assieme al suo gruppo, una riforma elettorale che preveda la definizione delle alleanze prima della votazione in modo da rendere chiaro all’elettore con chi si governerà e con quali obiettivi.
Le elezioni di quell’anno vedono una pesante sconfitta del Pd e dei suoi sostenitori.
Vanni Florio è tra i più critici rispetto alla conduzione del partito che considera puntata più verso una chiusura verso le posizioni discordanti che alla capacità di confronto. Si dimette quindi dal direttivo.
Nel 2008, è uno dei sostenitori dell’unità a sinistra spingendo il Pd, il Galletto, gli ambientalisti e i radicali, verso la fondazione di un partito unico che si collocasse nell’ambito della sinistra. Questo fatto, lo porta a sostenere la lista del Galletto alle elezioni politiche che portano Roberto Nicco a sedere alla Camera e a Carlo Perrin ad essere escluso per pochi voti.
Il direttivo del Pd non la prende bene e dichiara che chi ha sostenuto altre liste deve essere considerato fuori dal partito e non potrà iscriversi.
Continuerà però a lavorare per il Pd tanto che nel 2022 risulta nuovamente nel direttivo regionale del partito.
Il suo lavoro però si svolgerà tutto senza apparire. Continuerà a stimolare e sostenere il cambiamento, a studiare ipotesi nuove di comportamento, a individuare nuove vie per attuare i principi che stanno alla base del partito.
La Lunigiana, luogo del cuore
Nell’ultima parte della sua vita, Florio trascorreva lunghi periodi in Toscana, nel borgo di Camporaghena, nel comune di Comano, in provincia di Massa Carrara, nella Lunigiana, terra d’origine della sua amata Giromina.
Vanni Florio lascia l’amata Giromina, i figli Alberto, Andrea, Luca Mauro e Sylvie; le nipoti Anna, Giulia e Matilde e la sorella Amelia con Marina.
(cinzia timpano – bruno fracasso)
