Aosta, riavviato il forno crematorio, ma restano da “smaltire” otto bare
Il tempio crematorio del cimitero di Aosta (foto archivio)
Consiglio comunale, Il caso
di Alessandro Bianchet  
il 28/05/2026

Aosta, riavviato il forno crematorio, ma restano da “smaltire” otto bare

Scontro in consiglio comunale tra il sindaco Rocco e il consigliere Cipollone sullo smaltimento di otto bare di zinco con resti mortali, custodite nei magazzini del tempio crematorio dalla chiusura dell'impianto

Aosta, riavviato il forno crematorio, ma restano da smaltire otto bare. 

Scontro in consiglio comunale tra il sindaco Raffaele Rocco e il consigliere Giuseppe Manuel Cipollone sulla questione riguardante lo smaltimento di otto bare di zinco con resti umani, custodite nei magazzini del tempio crematorio sin dai tempi della chiusura dell’impianto

Questione bare

Il forno crematorio è tornato in funzione, anche se necessiterà di una fase di “rodaggio” per il controllo delle emissioni. Ora, però, c’è una questione da portare finalmente a conclusione, ossia lo smaltimento di 8 bare di zinco contenenti resti mortali estumulati in altri comuni della Valle, ma rimasti conservati in una sala del cimitero aostano proprio a causa dei problemi occorsi alla struttura nell’ottobre del 2024.

Riaperto il forno crematorio

Le novità sono emerse nell’ultimo consiglio comunale di Aosta, prima dalle comunicazioni del sindaco, poi da una mozione di Giuseppe Manuel Cipollone (Fratelli d’Italia).

Andando con ordine, come comunicato dal primo cittadino, dopo la chiusura risalente a ottobre 2024 e tutte le varie vicissitudini per problemi di emissioni, il forno crematorio è finalmente tornato in funzione.

«Nell’arco di 60 giorni saranno completate tutte le operazioni di controllo sui fumi – ha illustrato il primo cittadino in apertura di seduta -. Aps  auspica che entro la fine di luglio ci sia la completa messa a regime dell’impianto». Le cremazioni, comunque, sono riprese.

Il caso bare di zinco

Nella secondo giornata di consiglio comunale è invece tornata a galla la questione riguardante lo “smaltimento” di otto bare di zinco contenenti resti mortali provenienti da altri comuni della regione e conservati in un locale del cimitero aostano da ben 18 mesi.

«A seguito del sopralluogo al cimitero, ho riscontrato la criticità relativa al deposito prolungato in un magazzino del tempio crematorio di otto resti mortali in bare di zinco – ha spiegato Cipollone -, che non erano più stati trattati dopo la chiusura del forno, rimanendo in una sorta di limbo».

Questo, per Cipollone, dovrebbe essere risolto sulla base di quanto descritto dal Codice di polizia mortuaria, ossia estrarre con le dovute modalità i resti dalle bare per avviarli a cremazione e smaltire poi gli involucri in zinco nel modo indicato.

«Nel nostro forno era usanza cremare queste bare, ma credo che questo abbia inciso sulla durata – ha aggiunto Cipollone -. Chediamo di mettere una mano sul cuore e garantire dignità a questi resti, attivando procedure straordinarie, affidando il tutto a personale interno, così anche da non compromettere la fase di riavvio del forno».

La replica del sindaco

Il sindaco Rocco ha fatto il punto della situazione, evidenziando come «le bare sono state conservate in locali ordinati e puliti, non alla rinfusa in luoghi pieni di ragnatele, per cui eviterei di parlare continuamente di dignità – si è scaldato -. Come detto, il forno è stato riattivato, ma al momento forse non è il caso di aggravare la situazione nei primi 60 giorni smaltendo casse di zinco come si faceva in precedenza».

In ogni caso, il 9 giugno ci sarà un confronto al Celva. «E qui ci confronteremo con i soggetti istituzionali per individuare una soluzione definitiva – ha aggiunto il sindaco -. Si deciderà se ricominciare con lo smaltimento di questi resti o avviarli in forni meglio strutturati. La discriminante sono i costi e non vogliamo aggravare ulteriormente gli eredi».

La querelle

Poi, spazio alle frecciate incrociate.«Per 20 minuti ha ripetuto il concetto di dignità, sembra sempre che non parli al Consiglio, ma metta in scena il suo show – ha punto Rocco  -. Vuole sempre far sembrare tutto un caso, ma le ricordo che i costi non competono a noi, ma ai famigliari».

«Arrivo sempre preparato proprio per evitare a lei di fare il solito show – ha ribattuto Cipollone -. Come sempre, fate melina. E se ci sarà da sborsare qualcosa in più, si porti una delibera in Consiglio e io la voterò. Mettetela come volete, ma stipare 8 bare per diversi mesi non mi pare così dignitoso».

(alessandro bianchet)

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