Casinò in amministrazione giudiziaria, Lega e La Renaissance: «Testolin venga a riferire in consiglio»
I due gruppi di opposizione alzano la voce dopo il provvedimento del tribunale di Torino
«Testolin venga a riferire in consiglio regionale». È la richiesta dei gruppi di opposizione Lega e La Renaissance, dopo la decisione del tribunale di Torino di sottoporre il Casinò di Saint-Vincent al provvedimento di amministrazione controllata.
Lega e La Renaissance chiedono a Testolin di riferire
I due gruppi di opposizione, in una nota, hanno ripercorso le preoccupazioni sollevate negli ultimi mesi.
Dall’inchiesta, alla questione dei porteurs, fino all’iniziativa di un bonus ai dipendenti che segnalavano persone da assumere.
«Oggi il provvedimento del Tribunale di Torino chiude il cerchio – si legge -. Non è più possibile parlare di rassicurazioni, di sistemi di controllo efficienti, di gestione responsabile. Si tratta della prima amministrazione giudiziaria mai disposta in Italia nei confronti di una casa da gioco: un fatto di straordinaria gravità istituzionale per una Regione che sulla casa da gioco fonda una quota rilevante delle proprie entrate e che ne è azionista attraverso fondi pubblici».
La richiesta di riferire
«Per tutto questo, è doveroso che il Presidente della Regione Renzo Testolin venga a riferire in Consiglio regionale su quanto accaduto, sullo stato delle indagini per la parte che riguarda la Regione in qualità di titolare della concessione e azionista, sulle decisioni che intende adottare per tutelare l’interesse pubblico, e su come intenda garantire — anche in questa fase di amministrazione giudiziaria — la continuità occupazionale dei lavoratori del Casinò, che non hanno alcuna responsabilità per le condotte oggetto di indagine. La Valle d’Aosta merita risposte chiare, non un altro rinvio».
Il prossimo consiglio regionale, che si preannuncia con tanta carne al fuoco, è in calendario il 10 e 11 giugno. Nella precedente adunanza, conclusasi con il teatrino sulle gallerie di Signayes e Sorreley, degli 80 punti all’ordine del giorno (69 dei quali già rinviati da altre sedute del consiglio), ne erano stati trattati solo 10.
(t.p.)
