Innovazione in Europa, classifica TEHA: podio per Île-de-France, Stoccolma e Hovedstaden
AskaNews
di Marketing Administrator  
il 08/06/2026

Innovazione in Europa, classifica TEHA: podio per Île-de-France, Stoccolma e Hovedstaden

Roma, 8 giu. – Nella classifica delle 242 regioni europee con più capacità di innovazione, l’Italia mostra una geografia ancora disomogenea che evidenzia differenze sostanziali tra Nord-Centro e Sud. La Lombardia si posiziona al 26° posto (prima regione italiana nella classifica europea) seguita dal Lazio (43°) ed entrano tra le prime 100 anche Emilia-Romagna (82°) e Piemonte (99°), mentre il Veneto mette a segno uno dei progressi più rilevanti, guadagnando 12 posizioni rispetto al 2023 e raggiungendo il 106° posto in Europa. Allo stesso tempo, restano indietro le regioni meridionali: nelle retrovie della classifica europea si collocano infatti Sicilia (211° posto, pur con un miglioramento di 6 posizioni sul 2023), Basilicata (224°, in discesa di 13 posizioni) e Calabria (232°).
A sostenere le performance italiane sono soprattutto sviluppo economico e infrastrutture; forte anche la capacità brevettuale e la presenza di Data Center. Restano però evidenti alcuni limiti strutturali che frenano la competitività del Paese: i divari più ampi emergono nel macro-indicatore “Talento per l’Innovazione” e “Sviluppo Economico”, inoltre pesa la carenza di ricercatori e il basso livello di laureati insieme alle difficoltà del Paese nel formare, attrarre e trattenere capitale umano altamente qualificato.
A livello europeo, a guidare la classifica sono l’Île-de-France, Stoccolma in Svezia, l’Hovedstaden danese, la regione di Helsinki-Uusimaa in Finlandia e Praga in Repubblica Ceca. A fotografare lo stato dell’ecosistema innovativo in Europa è il Regional Innosystem Index 2026 di TEHA Group, che analizza e confronta le performance di innovazione delle regioni europee attraverso 11 parametri raggruppati in quattro macro-categorie: sviluppo economico, capitale umano, talento per l’innovazione, infrastrutture e tecnologie digitali. L’indice regionale segue quello globale presentato alla 15a edizione del Technology Forum di TEHA Group, il principale appuntamento sui temi dell’innovazione e dell’impresa.
“Il confronto tra regioni europee restituisce un quadro estremamente dinamico e competitivo, in cui ogni Paese esprime territori particolarmente virtuosi in specifici ambiti: Brabant Wallon, in Belgio, è in testa per spesa lorda in Ricerca e Sviluppo; l’Île-de-France è prima per PIL e brevetti, Stoccolma per capitale umano. Anche le regioni italiane dimostrano una forte capacità innovativa, in particolare sul fronte della produzione brevettuale e dello sviluppo delle infrastrutture digitali, dove emerge soprattutto il potenziale della Lombardia”, dichiara Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group. “Restano però ancora ampi margini di miglioramento nella valorizzazione del capitale umano: il numero di laureati e di ricercatori continua infatti a rappresentare uno dei principali elementi di debolezza del sistema italiano. Un ritardo strettamente connesso al persistente divario tra Nord e Sud, che finisce per frenare non solo la crescita delle singole regioni, ma la competitività del Paese nel suo complesso”.
Il divario Nord-Sud – In Italia sono soprattutto le regioni del Nord a mantenere le migliori performance a livello europeo, trainate da maggiore capacità industriale, investimenti in ricerca, infrastrutture digitali e presenza di capitale umano qualificato. La Lombardia, prima regione italiana in classifica, si posiziona al 26° posto; Emilia-Romagna e Piemonte si collocano rispettivamente all’82° e al 99° posto, mentre il Veneto è protagonista di uno dei progressi più significativi rispetto al 2023: con un guadagno di 12 posizioni, si colloca 106°. Al contrario, gran parte delle regioni del Mezzogiorno continua a occupare le retrovie della classifica, evidenziando il gap strutturale che frena lo sviluppo dei territori del Sud: la Sicilia si posiziona al 211° posto (pur recuperando 6 posizioni rispetto al 2023) mentre la Basilicata perde 13 posizioni scivolando al 224° posto e la Calabria arretra di due fino al 232° posto. Tra le ultime 50 d’Europa anche Sardegna, Molise e Puglia.
Pil, brevetti e Data Center guidano l’innovazione nelle regioni italiane – Guardando le performance sul fronte del Prodotto Interno Lordo, ben 8 regioni italiane rientrano tra le prime 50 in Europa: a distinguersi è ancora la Lombardia, che occupa il 2° posto con un PIL di 504,7 miliardi di euro, superata soltanto dall’Île-de-France, leader con 865,7 miliardi di euro; sul podio anche l’Oberbayern tedesco, con 359,1 miliardi di euro. Tra le altre regioni italiane presenti nella Top 50 figurano il Lazio, con un PIL di 246,5 miliardi di euro, il Veneto (201,2 miliardi), l’Emilia-Romagna (198,4 miliardi), il Piemonte (164,2 miliardi), la Toscana (143,6 miliardi). In classifica anche due regioni del Sud: Campania (137,5 miliardi) e Sicilia (112 miliardi).
L’Italia conferma una forte capacità innovativa anche sul fronte della proprietà intellettuale, con 3 regioni presenti nella Top 20 europea per numero di domande di brevetto depositate presso l’European Patent Office nel 2025. Primato per la Lombardia, al 6° posto in Europa con 1.352 domande depositate. Segue l’Emilia-Romagna, ottava in Europa con 1.022 brevetti, pari al 21,4% del totale nazionale e in crescita del +10,8% rispetto al 2024. Con 229 brevetti per milione di abitanti, la regione è anche la prima in Italia per intensità brevettuale e si posiziona al 26° posto in Europa: a trainare l’innovazione sono soprattutto i settori packaging, automotive e farmaceutico, grazie anche alla presenza di grandi gruppi come Coesia (179 brevetti), Ferrari (151) e Chiesi Farmaceutici (36). Nella Top 20 europea per domande di brevetto depositate anche il Veneto, al 17°posto con 619 richieste.
Anche sul fronte delle infrastrutture digitali la Lombardia si conferma tra i principali hub europei: la regione è infatti quinta in Europa per numero di Data Center, con 86 strutture attive nel 2026, a breve distanza dai grandi poli continentali guidati dal Darmstadt in Germania (131 Data Center), Île-de-France (121) e Eastern and Midland in Irlanda (111). La Liguria è, invece, la regione con la più alta percentuale di famiglie con almeno un membro che ha accesso a Internet da casa, raggiungendo il 96,4% e posizionandosi al 41° posto in Europa. Seguono l’Emilia-Romagna (53° posto, 96%) e la Provincia Autonoma di Bolzano (57° posto, con il 95,9%). Valori elevati si registrano anche in Veneto (95,8%), Toscana e Friuli-Venezia Giulia (95,7%).
Talento, investimenti e infrastrutture: i nodi dell’innovazione – Il divario tra l’Italia e le altre regioni europee emerge nel macro-indicatore “Talento per l’Innovazione”: le prime 10 regioni UE registrano infatti un punteggio medio di 7,69 contro il 2,34 della media italiana. A pesare maggiormente sono soprattutto la carenza di ricercatori: la migliore performance italiana è quella della Provincia Autonoma di Trento, che si posiziona al 65° posto europeo con un valore dell’1,11% di lavoratori impiegati in Ricerca & Sviluppo sul totale della forza lavoro nazionale.
Performance deboli anche nella categoria “Sviluppo Economico”, che aggrega indicatori che riflettono risorse economiche, vivacità del contesto imprenditoriale e capacità di generare nuova conoscenza attraverso il deposito di brevetti: qui la media italiana si ferma a 1,03 punti, contro il 3,90 delle prime 10 regioni europee. A pesare è soprattutto il ritardo strutturale negli investimenti in Ricerca & Sviluppo in rapporto al PIL: nessuna regione italiana riesce infatti a entrare nella Top 50 europea guidata da Brabant Wallon, in Belgio (il 9,27% del PIL) e dalle regioni tedesche di Stoccarda (7,83%) e Braunschweig (6,1%). Prima italiana in classifica è il Piemonte, soltanto al 59° posto europeo con il 2,13%; seguono Emilia-Romagna, 61° con il 2,11%, e Lazio, 73° con l’1,83%. La Lombardia, pur essendo il principale motore economico nazionale, si ferma all’1,19%, mentre gran parte delle regioni resta sotto l’1%, con la Valle d’Aosta ultima in Italia allo 0,54%.

Le regioni italiane zoppicano anche nella categoria “Capitale Umano”, che misura la capacità di una regione di formare, attrarre e mantenere una forza lavoro altamente qualificata, condizione essenziale per la crescita di qualsiasi ecosistema dell’innovazione. Sul fronte della formazione continua, nessuna regione italiana riesce a entrare nella Top 50 europea guidata da Stoccolma, che registra infatti una partecipazione ai programmi di formazione pari al 40,3%: un valore quasi tre volte superiore rispetto a quello della Provincia Autonoma di Trento, migliore performance italiana all’88° posto con un tasso del 14,5%. Assenza di regioni italiane anche tra le prime 150 europee per quota di laureati sulla popolazione totale: l’area metropolitana di Varsavia, prima in Europa con il 64,7% di popolazione con istruzione terziaria, registra un valore più che doppio rispetto al Lazio, solo al 28,3%. Ancora più distanti le regioni del Sud, con Campania (18,7%), Puglia (18%) e Sicilia (17,8%) nelle ultime posizioni nazionali.

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