Ricerca Adidas: calcio di strada ancora vivo e piace agli italiani
Milano, 8 giu. (askanews) – Anche al tempo delle mega star globali e del calcio come business, il gioco nel parchetto di quartiere o nei cortili dei palazzi non è scomparso: secondo una ricerca Ipsos Doxa per Adidas, il 48% degli italiani, che sale al 57% tra i giovani di 18-34 anni, dichiara infatti che il calcio di strada nei cortili è ancora vivo. La ricerca fotografa un’Italia calcistica che, pur evolvendo nei canali di fruizione e dovendo fare i conti con delusioni a livello sportivo, non perde la sua passione identitaria e la sua influenza culturale. Il calcio in Italia rappresenta ancora l’anima della nazione, capace di influenzare la moda, la musica e di unire le generazioni, resistendo nei cortili così come nelle arene digitali. Emerge il bisogno di proteggere la dimensione ludica, spontanea e umana del calcio, cercandovi uno spazio di passione, aggregazione e, soprattutto, libertà da ogni pressione.
Interrogati su cosa rappresenti il calcio, gli italiani non hanno dubbi. I concetti più associati in assoluto vedono in testa la passione (40%), seguita dal divertimento (35%) e dallo spettacolo (31%). Tra il pubblico maschile emerge un dato particolarmente suggestivo: una marcata dimensione nostalgica (11%). Per molti uomini, infatti, lo sport è indissolubilmente legato ai ricordi dell’infanzia, ai pomeriggi passati a giocare per strada e alla propria crescita personale. In questo modo, il calcio assume un valore emotivo e identitario che va ben oltre la semplice dimensione agonistica. Subito dopo i tre concetti chiave, gli italiani associano a questo sport sentimenti intensi. La rivalità (26%) e l’adrenalina (26%) si attestano a pari merito come simboli del brivido della competizione, seguite dal senso di appartenenza (25%) e dall’aggregazione (18%), intesa come la bellezza di condividere il rito collettivo della partita.
In un contesto spesso dominato dalle aspettative, il calcio praticato mantiene una forte richiesta di leggerezza. L’evidenza principale della ricerca parla chiaro: quasi due italiani su tre (64%) che considerano fondamentale poter giocare a calcio liberi da pressioni e per puro divertimento, solo per il piacere di farlo. Questa esigenza è ancora più marcata proprio tra i profili più caldi ed emotivamente attivi: la percentuale sale infatti al 72% tra i grandi appassionati e tocca un picco dell’81% tra coloro che si sentono molto coinvolti dai Mondiali 2026. Chi vive lo sport con più intensità, insomma, sente ancora più forte il bisogno di preservarne il lato più spontaneo, ludico e protetto. A fare da perfetto e nostalgico contraltare a questo bisogno di gioco libero è la resistenza del “calcio di strada”. Sebbene le città cambino, il calcio da cortile esiste ancora per il 48% degli intervistati, che sostiene che le partite tra amatori nei parchetti di quartiere o nei cortili dei palazzi siano una realtà tuttora presente, seppur meno diffusa. Questa visione di resistenza è sostenuta con forza soprattutto dagli appassionati (53%) e, dato estremamente significativo, dai giovani stessi (57% nella fascia 18-34 anni), che smentiscono l’idea di una gioventù esclusivamente virtuale.
Negli ultimi anni lo sport ha espanso i propri confini: per il 65% degli italiani il calcio è sempre più una forma di intrattenimento, un vero e proprio “contenuto da consumare”, mentre tra i giovani (18-34 anni) il 24% lo vive in modo ibrido, come uno sport sia da praticare sia da seguire. La metà degli italiani (50%) concorda sul fatto che, grazie ai canali social, vivere il calcio sia oggi più accessibile a tutti (quota che sale al 69% tra i grandi appassionati), mentre per oltre 4 italiani su 10 (42%) il calcio giocato e quello vissuto attraverso uno schermo possono essere coinvolgenti allo stesso modo (dato che tocca il 78% tra i più coinvolti dai Mondiali).
Il ruolo del calcio nella nostra società emerge chiaramente quando si tocca il tema dell’identità nazionale. La maggioranza degli italiani (62%) riconosce nel calcio lo sport che rappresenta meglio il nostro Paese (dato che sale all’82% tra i molto coinvolti dai Mondiali e al 71% tra i grandi appassionati). Anche di fronte alle recenti delusioni sportive, la fede calcistica nazionale non si spezza. Nonostante la mancata qualificazione della Nazionale italiana al Mondiale, il 48% degli italiani concorda sul fatto che il legame con i tifosi rimanga indissolubile (quota che raggiunge il 74% tra i più coinvolti dal torneo). Infatti, quasi la metà degli italiani (45%) dichiara che si sentirà comunque emotivamente coinvolta dalla competizione. Allo stesso tempo, per il 53% degli intervistati i Mondiali mantengono intatta la loro capacità di essere un ponte generazionale e di unire le diverse fasce d’età, una forza transgenerazionale riconosciuta dall’83% di chi vive il torneo con trasporto e dal 64% degli appassionati.
Il calcio non è solo un fenomeno sportivo, ma una forza creativa in grado di plasmare la società, contribuendo a definire immaginari e codici estetici quotidiani. L’impatto dello sport e dei suoi protagonisti è avvertito innanzitutto nell’ambito della pubblicità e del marketing (46%), dove si confermano come i veicoli di comunicazione più potenti. Segue l’influenza sul linguaggio comune e i modi di dire (35%), riscontrata in particolare dai grandi appassionati (41%) e da chi segue i Mondiali (43%). Anche la moda e lo streetstyle (28%) hanno ormai sdoganato i dettagli estetici del calcio sulle passerelle e nell’abbigliamento quotidiano, un’influenza sentita dal 41% dei molto coinvolti dai Mondiali e dal 34% degli appassionati. Secondo gli italiani, inoltre, la cultura calcistica ha saputo contaminare profondamente la scena musicale nazionale, rivelando però una fortissima polarizzazione generazionale. Il Pop contemporaneo (54%) è considerato in assoluto il genere più permeato dalle metafore calcistiche, seguito dal cantautorato italiano (34%), che trova la massima associazione tra le fasce d’età più mature, salendo al 59% tra i 55-64enni. Al contrario, i generi moderni come il Rap/Hip hop (30%) e la Musica latina/reggaeton (26%) mostrano una forte vicinanza al mondo dei calciatori, usati come icone di successo e stile. Il dato più interessante riguarda la Trap e l’Urban (25% complessivo), che registra un’autentica impennata del 46% tra i giovani di 18-34 anni, a conferma di come il calcio sappia adattarsi perfettamente ai linguaggi e alle sottoculture delle nuove generazioni.
Alla luce di questi risultati Adidas ha organizzato ‘The Yard’, un evento immersivo che, nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 giugno, trasformerà uno spazio urbano di Milano in un epicentro della cultura calcistica autentica. ‘The Yard’ celebra il legame tra lo sport, l’identità urbana e lo spirito del gioco libero, ispirando le nuove generazioni a credere in se stesse con il motto ‘You Got This’, perché ogni campo, dai giardini agli stadi, può creare una leggenda e perché la fiducia in se stessi insieme allo spirito di gioco sono parte di un’attitudine positiva e vincente.

