“Sconfinare” al Letterature Festival di Roma con Carrère e Zerocalcare
AskaNews
di admin Administrator  
il 08/06/2026

“Sconfinare” al Letterature Festival di Roma con Carrère e Zerocalcare

Roma, 8 giu. (askanews) – Giunge alla 25esima edizione il ‘Letterature Festival Internazionale di Roma’, che quest’anno ha scelto come titolo ‘Sconfinare’: la storica manifestazione della Capitale che vede protagoniste le più importanti voci letterarie di questi anni – curata da Silvia Barbagallo e Anna Voltaggio – si svolgerà dal 19 al 21 giugno nella maestosa cornice dello Stadio Palatino, all’interno del Parco Archeologico del Colosseo, a cui si aggiungerà un appuntamento extra Festival il 18 luglio all’Idroscalo di Ostia, ospitato dal Puntasacra Film Fest.

‘Sconfinare’ è attraversare i limiti imposti: quelli del corpo, del ruolo, della parola. In questo senso sconfinare diventa il verbo-identità di questa edizione dove ogni serata sarà declinata attraverso un tema: “Chi scrive il mondo. Donne e dinamiche di potere”, “Controvento. Storie di resistenza”, ‘Le mappe invisibili. Il potere delle parole’.

Letterature quest’anno aggiunge alla tradizionale e amata lettura dei testi inediti, alcune grandi interviste di approfondimento condotte da giornalisti e intellettuali del nostro Paese. Altra novità dell’edizione 2026 sarà la conduzione delle tre serate. Marino Sinibaldi, Eva Giovannini, Pegah Moshir Pour, accompagneranno il pubblico nelle due ore di spettacolo letterario, costruendo il filo narrativo che lega gli ospiti e i temi scelti.

Un evento eccezionale come La Tempesta Silenziosa – format di lettura ideato da Alessandro Baricco che sta chiamando a raccolta migliaia di persone allo Stadio Palatino per un’esperienza collettiva senza precedenti e che sta registrando migliaia di prenotazioni e adesioni – farà da apripista a Letterature.

La prima serata di venerdì 19 giugno, “Chi scrive il mondo. Donne e dinamiche di potere” è inaugurata dall’inedito della giornalista e scrittrice Concita De Gregorio, firma storica di “la Repubblica”, con alle spalle una lunga carriera nel giornalismo d’inchiesta, autrice del romanzo intimo La cura (Einaudi), libro che ha al centro il prendersi cura degli altri come unico modo per prendersi cura di sé, e che restituisce alla cura la sua dimensione di azione, di scelta politica e, soprattutto, di legame indissolubile tra gli esseri umani e di responsabilità collettiva.

Sarà poi la volta della scrittrice statunitense Rachel Kushner, tra le più originali e interessanti del panorama letterario americano, in dialogo con Marino Sinibaldi. Autrice dei romanzi tradotti in diverse lingue Telex da Cuba (Mondadori), Braci nella notte (Ponte alle Grazie), I lanciafiamme (Ponte alle Grazie), Mars Room (Einaudi), ha vinto il Prix Médicis étranger ed è stata finalista al Booker Prize, al National Book Critics Circle Award, al Folio Prize e per due volte al National Book Award in Fiction. Il lago della creazione (Einaudi), sua ultima pubblicazione, è un romanzo politico e magnetico che esplora lo spionaggio, l’ecologia e l’identità del nostro presente.

Salirà poi sul palco del Palatino, con un inedito, una delle più grandi poete del nostro tempo, Patrizia Valduga, voce libera, affilata e ironica, raffinata traduttrice delle opere di Donne, Mallarmé, Shakespeare, Valéry, Pound, Sade, autrice di numerose opere di poesia tra le quali il Premio Viareggio Opera Prima Poesia Medicamenta (Guanda), Libro delle laudi (Einaudi), Poesie erotiche (Einaudi), Lacrimae Rerum (Einaudi).

La serata continuerà con l’inedito della scrittrice, critica letteraria e traduttrice francese Neige Sinno, autrice del romanzo autobiografico Triste tigre (Neri Pozza), libro più premiato in Francia nel 2023, vincitore del Premio Strega Europeo 2024, che racconta la disgregazione di una famiglia e denuncia gli abusi subìti dal patrigno durante l’infanzia: la letteratura diventa lo strumento per uscire dal silenzio e da ciò che deve essere tenuto invisibile, trasformando la propria esperienza in testimonianza collettiva. L’autrice sarà anche in dialogo con la scrittrice Rosella Postorino.

A seguire, per la prima volta al Festival, l’inedito non sarà composto da un testo bensì disegnato dal vivo, ad opera della fumettista pluripremiata e attivista Fumettibrutti, autrice dirompente che attraverso le sue opere a fumetto ha saputo dare forma con forza e originalità a esperienze spesso invisibili, portando in primo piano tematiche legate all’identità di genere, alle persone trans e alla comunità LGBTQIA+. Ha esordito con Romanzo esplicito (Feltrinelli Comics), acclamato dalla critica fumettistica e non solo. La sua ultima graphic novel Tutte le cose belle sono rifatte (Feltrinelli Comics), opera intima e politica, racconta la transizione, il corpo e l’identità, riflette su inclusione e parità di genere e sfida ogni forma di discriminazione attraverso un dialogo aperto e attuale.

La seconda serata di sabato 20 giugno, “Controvento. Storie di resistenza”, sarà aperta da un ricordo della grande fumettista e regista iraniana naturalizzata francese Marjane Satrapi, scomparsa in questi giorni, voce impegnata per la libertà individuale, per i diritti delle donne e per la democrazia, autrice del grande romanzo a fumetti Persepolis, che ha raccontato l’Iran al mondo.

La serata ospiterà poi l’inedito della giornalista e scrittrice Widad Tamimi, figlia di un profugo palestinese fuggito dall’occupazione israeliana del 1967 e di una donna di origini ebree; cresciuta in Italia, autrice per Feltrinelli dei romanzi Il caffè delle donne, Le rose del vento. Storia di destini incrociati e Dal fiume al mare, ha fondato l’associazione IOIEN dedicata alla creazione di borse di studio per giovani in fuga da aree di guerra, collabora con diverse testate giornalistiche in Italia e all’estero.

Due le interviste della serata: nella prima sarà protagonista Ahmet Altan, che arriva per la prima volta in Italia dopo la sua scarcerazione, tra i più noti giornalisti e scrittori turchi contemporanei, prigioniero politico sotto il regime di Erdogan per reati di opinione, condannato all’ergastolo per la sua attività di oppositore e critico del potere, poi liberato nel 2021 grazie al vasto movimento di solidarietà sviluppatosi nei suoi confronti in Turchia e in Europa. Con le edizioni E/O ha pubblicato i romanzi Scrittore e assassino e Signora Vita, la raccolta delle sue memorie difensive dal titolo Tre manifesti per la libertà, oltre ai primi tre volumi del Quartetto ottomano: Come la ferita di una spada, Amore nei giorni della rivolta, La lettera e il pianoforte.

Salirà poi sul palco del Palatino, per una vera e propria anteprima, Pietro Sermonti, attore, protagonista di commedie di successo in TV e al cinema (la serie Boris, la saga di Smetto quando voglio), che leggerà la Lettera aperta di uno scrittore alla giunta militare, scritta da Rodolfo Walsh (scrittore, giornalista e attivista politico) il 24 marzo 1977, nel primo anniversario del golpe in Argentina: la mattina del giorno successivo, verrà assassinato per strada da un “Gruppo d’Azione” e il suo corpo non sarà mai ritrovato. Questa lettera si trova in Appendice al volume Operazione massacro (SUR) di Rodolfo Walsh che, un decennio prima di A sangue freddo e del New Journalism, ha rivoluzionato per sempre il modo di fare giornalismo. L’audiolibro, appena uscito, di Operazione massacro è stato letto da Sermonti che lo ha co-prodotto (con SUR e Emons) con la sua neonata produzione che, non a caso, si chiama WALSH PRODUCTION.

Nella seconda intervista sarà protagonista la scrittrice e giornalista Samar Yazbek, esule siriana tra le intellettuali più impegnate ed esposte nella lotta contro il regime siriano. Dopo aver subito minacce, intimidazioni e torture psicologiche è stata costretta a fuggire dal suo paese, trasferendosi in Francia. In Italia con Sellerio ha pubblicato nel 2017 il reportage autobiografico Passaggi in Siria, straordinaria testimonianza del conflitto siriano, secondo The Observer «uno dei primi classici politici del XXI secolo», vincitore del PEN Pinter Award in Inghilterra, Diciannove donne, dedicato alle protagoniste silenti della rivoluzione siriana, e nel 2025 La vostra presenza è un pericolo per le vostre vite, dove ha raccolto testimonianze di centinaia di sopravvissuti di Gaza dopo il 7 ottobre 2023.

Sarà poi la volta di uno dei più noti e amati fumettisti italiani, Zerocalcare, che leggerà un testo inedito, suo primo testo non disegnato. Tra le sue graphic novel, edite da Bao Publishing, La profezia dell’armadillo, Dimentica il mio nome, proposto al Premio Strega 2015, Kobane Calling, reportage in cui ha raccontato la propria esperienza sul confine turco-siriano in supporto al popolo curdo. Il suo ultimo libro Nel nido dei serpenti (in collaborazione con Momo edizioni) raccoglie le storie di Zerocalcare sul processo ungherese che vede tra gli imputati Ilaria Salis, e una lunga storia inedita sulla vicenda giudiziaria di Maja T., nell’ambito dello stesso processo. Una storia sui rigurgiti di intolleranza con i quali l’Europa non ha mai fatto pienamente i conti, e che stanno portando al ritorno di ideologie odiose, a lungo ritenute sconfitte e in declino. Per Netflix ha realizzato le serie animate di successo Strappare lungo i bordi, Questo mondo non mi renderà cattivo e la sua più recente che chiude la trilogia Due spicci.

Chiuderanno la serata salendo sul palco di Letterature simbolicamente insieme, la scrittrice e giornalista ucraina Yaryna Grusha, membro dell’AISU e del direttivo del PEN Ukraine, curatrice del diario interrotto di Victoria Amelina (scrittrice ucraina uccisa nella strage di civili a Kramatorsk nel giugno del 2023) tradotto in diciassette lingue (in Italia edito con il titolo Guardando le donne guardare la guerra, Guanda), autrice del libro L’Album Blu (Bompiani editore), romanzo pieno di fierezza e di poesia, che attraverso le storie dei suoi protagonisti ci apre gli occhi sulla grande Storia e, con la forza della letteratura, ci chiede di prendere posizione, e la giornalista russa Vera Politkovskaja, figlia di Anna Politkovskaja assassinata nel 2006 per aver denunciato l’orrore della guerra in Cecenia, vissuta a Mosca fino all’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina e poi fuggita in una località sicura con la famiglia, anche lei forte oppositrice di Putin, autrice del libro con Sara Giudice Una madre (Rizzoli). Entrambe leggeranno un inedito.

Le letture della serata saranno a cura dell’attrice Maria Chiara Giannetta, protagonista di film come Muori di lei di Stefano Sardo, e volto della serie TV di successo Blanca.

L’apertura della terza serata di domenica 21 giugno, “Le mappe invisibili. Il potere delle parole”, è affidata all’inedito del poeta e narratore spagnolo Manuel Vilas, insignito di numerosi e prestigiosi premi, collaboratore di varie testate giornalistiche tra cui “El País”, autore dei romanzi editi da Guanda In tutto c’è stata bellezza, bestseller tradotto in oltre venti lingue e vincitore del Prix Femina in Francia, La gioia, all’improvviso, finalista al Premio Planeta 2019 in Spagna e al premio Jean Monnet di letteratura europea in Francia, I baci, Amor costante, Premio Nadal de Novela 2023, Il miglior libro del mondo e Se non ho nessuno accanto il mondo si fa tenebra, suo ultimo intimo libro sul tema dell’abbandono.

La serata proseguirà con un’intervista al grande scrittore, sceneggiatore e regista francese, tradotto in tutto il mondo e vincitore di numerosi riconoscimenti, Emmanuel Carrère. L’ultimo romanzo dello scrittore è Kolchoz (Adelphi), vincitore nel 2025 del Prix Médicis e del Prix Grand Continent, un grande romanzo familiare, omaggio alla propria madre. Tra i suoi romanzi di grande successo Vite che non sono la mia, Limonov, L’avversario, V13, Il Regno, tutti editi da Adelphi.

Sarà poi la volta dell’inedito della scrittrice e traduttrice Veronica Raimo, autrice, tra gli altri libri, di Niente di vero (Einaudi), tradotto in diversi paesi, finalista al Premio Strega 2022 e vincitore del Premio Strega Giovani 2022 e del Premio Viareggio Rèpaci Narrativa, inserito nella longlist del Booker Prize 2024, la raccolta di racconti La vita è breve, eccetera (Einaudi) Premio Chiara, Premio Scuola Karenin, Premio Fucini, e Non scrivere di me (Einaudi), suo ultimo romanzo che affronta il tema della violenza e della lingua che usiamo per raccontarla. I suoi racconti sono apparsi su diverse antologie e riviste, sia in Italia che all’estero. Ha co-sceneggiato il film Bella addormentata di Marco Bellocchio. Ha tradotto dall’inglese, tra gli altri, Francis Scott Fitzgerald, Octavia E. Butler, Ray Bradbury.

L’Italia torna, dopo 18 anni, a essere Ospite d’Onore alla Feria Internacional del Libro de Guadalajara (FIL) in Messico a dicembre 2026, una delle principali fiere del libro al mondo e la più importante per l’editoria in lingua spagnola. La partecipazione italiana in qualità di Ospite d’Onore è resa possibile grazie al sostegno di numerose istituzioni e alla collaborazione dell’Associazione Italiana Editori. La fiera ospiterà l’Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio. Nel percorso di avvicinamento a questo importante appuntamento si inserisce l’incontro a Letterature con lo scrittore Yuri Herrera, una delle voci più autorevoli e originali della narrativa messicana contemporanea. I suoi romanzi Segnali che precederanno la fine del mondo, La ballata del re di denari e La trasmigrazione dei corpi, riuniti per la prima volta in un unico volume dal titolo Trilogia della frontiera (La Nuova Frontiera) hanno rinnovato profondamente il modo di raccontare il confine e i rapporti conflittuali tra Nord e Sud delle Americhe. La presenza dello scrittore, che sarà sul palco del Palatino con un inedito e un’intervista, è legata anche al sostegno di IILA-Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana, con la quale il Festival da quest’anno inizia un nuovo percorso di collaborazione inteso a valorizzare il dialogo con la cultura latinoamericana.

La serata si concluderà con l’inedito della scrittrice indiana Kiran Desai, figlia della scrittrice Anita Desai, vincitrice del Booker Prize 2006 e del National Book Critics Circle Award per la narrativa con il romanzo Eredi della sconfitta (Adelphi), che dopo vent’anni pubblica il suo atteso nuovo romanzo, La solitudine di Sonia e Sunny (Adelphi), un’opera complessa di oltre 700 pagine, finalista al Booker Prize 2025, che parte da una inusuale storia d’amore per poi intrecciare altri temi, come il vuoto della solitudine contemporanea e lo sgretolamento delle culture e delle tradizioni familiari, uno straordinario racconto dell’India di oggi e della spersonalizzazione che domina nel mondo occidentale.

Le letture della serata saranno affidate a Gaetano Bruno, versatile attore di teatro, cinema e televisione, ha collaborato continuativamente nel gruppo teatrale diretto da Emma Dante, ha esordito al cinema con Paolo Sorrentino in Le conseguenze dell’amore, ha recitato in molteplici pellicole di rilievo, tra cui Baarìa di Giuseppe Tornatore, La doppia ora di Giuseppe Capotondi, Il traditore di Marco Bellocchio, è apparso in produzioni internazionali tra cui House of Gucci e Mission: Impossible-Dead Reckoning-Parte uno, ha partecipato a serie di successo come M-Il figlio del secolo, e a Neri Marcoré, artista poliedrico noto per la sua versatilità come attore, doppiatore, conduttore, musicista e regista. Dopo gli esordi in radio e televisione si è affermato nel cinema con interpretazioni intense e misurate, come ne Il cuore altrove di Pupi Avati, che gli è valso la candidatura ai David di Donatello e il Nastro d’Argento come miglior attore protagonista. Ha lavorato anche con Cristina Comencini, Sidney Sibilia, Riccardo Milani e Paolo Genovese, distinguendosi per la sua duttilità e il suo stile misurato.

Letterature chiamerà sul palco del Palatino ogni sera un musicista diverso per un racconto musicale eseguito dal vivo che saprà intrecciarsi con quello degli inediti e delle interviste degli autori e delle autrici ospiti. Nella prima serata sarà protagonista la musica di Chiara Civello, cantante, compositrice e polistrumentista, artista avventurosa ed eclettica, nella seconda serata la musica di Gabriele Coen e di Ziad Trabelsi, esponenti di punta della cultura musicale ebraica e araba nel nostro Paese, nella terza serata la musica di Erica Mou, artista poliedrica che coniuga la grande tradizione cantautoriale italiana con le sonorità pop-folk del Nord Europa.

Il dialogo tra i diversi linguaggi artistici sarà arricchito da immagini e video che accompagneranno le performance degli ospiti sul palco del Palatino, in un affascinante e suggestivo racconto visivo. “La cultura non ha confini e il festival di quest’anno, giunto alla sua 25° edizione – mi auguro il suo primo quarto di secolo – lo testimonia non solo nel suo titolo ‘Sconfinare’ ma anche perché unisce mondi lontani e proprio per questa ragione in dialogo, in un interscambio costante e necessario per il momento storico che viviamo. Abbiamo bisogno di ‘sentire’ il mondo e di starci dentro, vederlo con grazia e attenzione. La cultura, mi auguro anche in questi tre giorni, ci aiuta a meravigliarci ancora, nonostante tutto. La salvezza della letteratura, grazie alle numerose scrittrici e scrittori che interverranno e che ancora una volta ringrazio, corre lungo i bordi, sconfina per poterci restituire bellezza ed emozioni. Nella tradizione che contraddistingue questo festival nella sua internazionalità, che risuona oltre Roma, c’è innovazione: i tanti inediti scelti dagli autori per questa edizione contribuiscono a darci uno sguardo nuovo, a fornici le parole con cui andare oltre e sentirci insieme, uniti”, dichiara l’Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio.

“Il Parco archeologico del Colosseo rinnova con entusiasmo il legame con “Letterature. Festival Internazionale di Roma”, che sceglie lo Stadio Palatino per far dialogare l’eredità della storia con la vitalità del pensiero contemporaneo. Ospitare le voci del festival sul Palatino, cuore pulsante dell’antica Roma, significa restituire a questo luogo la sua funzione originaria di centro di produzione culturale. L’inaugurazione del 17 giugno con ‘La tempesta silenziosa’, ideata da Alessandro Baricco, sarà una sfida affascinante: la lettura collettiva e silenziosa di ‘Le notti bianche’ di Dostoevskij tra queste rovine millenarie creerà una risonanza emotiva senza precedenti, confermando il Parco come luogo vivo di cultura”, così il Direttore del Parco archeologico del Colosseo, Simone Quilici.

“SIAE è lieta di sostenere Letterature Festival Internazionale di Roma, una manifestazione storica che negli anni ha saputo trasformare la parola scritta in un’esperienza viva e condivisa” – afferma Salvatore Nastasi, Presidente della SIAE “In una città come Roma, in luoghi di straordinaria suggestione e valore simbolico, il festival continua a riunire alcune delle voci più autorevoli della scena letteraria italiana e internazionale, offrendo al pubblico occasioni preziose di ascolto, riflessione e incontro. La letteratura ha la capacità di creare comunità, aprire dialoghi, custodire memoria e immaginare futuro. Sostenere iniziative come questa significa ribadire il valore culturale della parola e il ruolo fondamentale degli Autori nella costruzione di uno spazio condiviso di libertà, pensiero e partecipazione’.

Letterature Festival è promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, curato dal Dipartimento Attività Culturali, con il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con Parco Archeologico del Colosseo, realizzato con il sostegno di SIAE-Società Italiana degli Autori ed Editori. Gli organizzatori ringraziano le case editrici: Adelphi, Bompiani, Einaudi, Edizioni E/O, Feltrinelli, Guanda, La Nuova Frontiera, Neri Pozza, Sellerio, SUR, AIE-Associazione Italiana Editori e IILA-Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana.

Il programma completo sarà disponibile sul sito www.culture.roma.it/festivaldelleletterature e sui social della manifestazione.

(Credits photo Hélèn Bamberger)

[Tanti ospiti a XXV edizione, 19, 20 e 21 giugno allo Stadio Palatino|PN_20260608_00131|gn00 in02 rg08 ma00| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/06/20260608_174915_A6E2F114.jpg |08/06/2026 17:49:24|”Sconfinare” al Letterature Festival di Roma con Carrère e Zerocalcare|Letterature|Cultura, Lazio]

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