Casinò, Centoz: «si deve tornare a un Consiglio di amministrazione»
Fulvio Centoz
Casinò, Politica
di Danila Chenal  
il 10/06/2026

Casinò, Centoz: «si deve tornare a un Consiglio di amministrazione»

Il consigliere dem indica le tre mosse da fare: un audit indipendente sul sistema di controllo, una governance più collegiale e un confronto costante con il Consiglio regionale

Casinò, Centoz: «si deve tornare a un Consiglio di amministrazione».

Il consigliere Fulvio Centoz (Pd-Fp) indica le tre mosse da fare: un audit indipendente sul sistema di controllo, una governance più collegiale e un confronto costante con il Consiglio regionale.

«Il modello di governance delle partecipate non funziona – ha spiegato Centoz intervenendo in aula sulle dichiarazioni del presidente Testolin -. Lo ribadisco: serve qualcosa di diverso. Vorremmo depositare in proposito una risoluzione con tre impegni precisi: l’attivazione di un audit esterno e indipendente sul Modello 231, distinto dal lavoro dei commissari, a beneficio dell’azionista, perché la Regione deve sapere in autonomia come funziona il sistema che governa; l’avvio di un percorso per passare dall’amministratore unico a un consiglio di amministrazione con rappresentanza delle minoranze in consiglio regionale; l’assunzione di  responsabilità di venire a riferire costantemente nella commissione consiliare competente».

Audit negato

Ha ricordato Centoz: «a gennaio avevamo chiesto alla Regione di attivare un audit esterno e indipendente sui presidi antiriciclaggio del Casinò. Ci era stato risposto che non spettava al Governo regionale intervenire. Cinque mesi dopo, il Tribunale di Torino ha rilevato una criticità organizzativa e sistemica, affermando che il problema non può essere risolto con la sola sostituzione dei vertici. La procedura concordataria ha verificato la sostenibilità finanziaria della Casa da gioco, non il rispetto degli obblighi antiriciclaggio. Come socio di controllo, la Regione deve assumersi pienamente il proprio ruolo di indirizzo e vigilanza».

Danno d’immagine

Ha concluso il consigliere dem: «Tutti abbiamo interesse a che la procedura si chiuda il prima possibile: un casinò in amministrazione giudiziaria è un danno reputazionale che si misura ogni giorno. Ma quella chiusura non arriverà per inerzia, arriverà solo se la Regione si presenta con misure concrete di riforma organizzativa, non con la fiducia che i commissari facciano il lavoro che spettava all’azionista».

(da.ch.)

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