Turismo: la Valle d’Aosta introduce gli chalet di lusso
Approvata con 30 voti favorevoli e l'astensione del gruppo di Avs la legge regionale che prevede anche il rilancio degli ostelli della gioventù attraverso una maggiore flessibilità di gestione e nella somministrazione di pasti Nel campo del commercio gli aiuti alle attività di prossimità diventano strutturali e anche i centri polivalenti comunali potranno beneficiare di finanziamenti.
La Valle d’Aosta introduce gli chalet di lusso nel settore turistico.
Tra le novità ricettive spiccano l’introduzione degli Chalet Haut de Gamme, il rilancio degli ostelli della gioventù attraverso una maggiore flessibilità di gestione e nella somministrazione di pasti.
Nel campo del commercio gli aiuti alle attività di prossimità diventano strutturali e anche i centri polivalenti comunali potranno beneficiare di finanziamenti.
Sono alcuni contenuti del disegno di legge in materia di attività turistico-ricettive e commerciali approvato nel tardo pomeriggio dal Consiglio Valle con 30 voti favorevoli e l’astensione del gruppo di Avs.
Laurent Vierin: «Testo equilibrato, concreto e visionario»
«Ci troviamo di fronte a un testo equilibrato, concreto e visionario, con l’obiettivo di essere innovativi e nel tentativo di sostenere la nostra montagna, per non lasciare indietro nessuno – ha sottolineato il relatore del disegno di legge, l’unionista Laurent Viérin -. Con questo provvedimento, vengono offerti strumenti di crescita competitivi per il turismo di alta gamma e, al contempo, viene estesa una rete di protezione forte e definitiva per le micro imprese nei nostri villaggi alpini e per i nostri montagnards. Semplificare le regole, digitalizzare i flussi, tutelare la concorrenza e investire in risorse sicure sul territorio sono le risposte concrete che i nostri operatori economici stanno cercando».
Le caratteristiche degli chalet di lusso
Gli chalet “Haut de Gamme” sono strutture ricettive dotate di arredi, corredi, finiture e materiali di pregio, che devono essere commercializzate obbligatoriamente nella loro totalità con formula di affitto esclusivo dell’intera struttura per una capacita compresa tra 6 e 16 posti letto.
Tali strutture dovranno garantire servizi premium inclusi – pulizia e cambio biancheria quotidiani, salvo scelta diversa dell’ospite per tutela dell’ambiente – transfer con conducente, chef privato, ristorazione interna, massaggi, trattamenti o altri servizi benessere e conciergerie e attrezzature idonee alla preparazione e conservazione cibi.
Ostelli e Centri polifunzionali
Per gli ostelli la gestione viene aperta anche alle imprese commerciali (e non più solo a enti no-profit), subordinando tale opzione alla stipula di una convenzione con il Comune per assicurare il mantenimento del target prevalentemente giovanile.
Viene inoltre concessa la possibilità di aprire al pubblico l’attività di somministrazione di alimenti e bevande interna all’ostello, garantendo un polmone di sostenibilità economica fondamentale.
Attività di prossimità
La norma rende strutturali e definitive le misure di sostegno economico a favore degli esercizi di vicinato che vendono generi alimentari e di prima necessita nei piccoli comuni e nelle aree dove il mantenimento di un punto di vendita al dettaglio è fondamentale per la vivibilità e l’accessibilità ai servizi da parte della popolazione.
I contributi a fondo perduto, concessi in regime de minimis, prevedono: un incentivo una tantum fino a un massimo di 15.000 euro per l’apertura di nuovi esercizi di vicinato; un contributo annuale di funzionamento fino a 6.000 euro per il mantenimento dei negozi esistenti che presentano un volume d’affari inferiore a 120.000 euro, garantendo loro ossigeno nei momenti di bassa stagione.
La misura viene estesa ai Centri polifunzionali di servizio che potranno beneficiare di un contributo a fondo perduto strutturale fino a 24.000 euro all’anno per la nuova apertura e il mantenimento. Ha l’obiettivo di promuovere la riapertura di spazi integrati nei piccoli comuni, dove i cittadini possono trovare, sotto lo stesso tetto, generi alimentari, servizi postali, sportelli informativi e prima assistenza, restituendo dignità e servizi alle comunità più isolate.
La misura è finanziata per il 2026 per 1 milione di euro.
L’assessore Giulio Grosjacques: «Risposta importante alle esigenze del territorio che non lascia indietro nessuno»
«Il relatore ha fotografato e illustrato con chiarezza il cuore del disegno di legge che non lascia indietro nessuno ed è una risposta importante alle esigenze del territorio e dell’offerta turistica a 360° – ha commentato l’assessore al Turismo e commercio Giulio Grosjacques -. C’è un turismo di qualità che ricerca anche la riservatezza. È una nicchia che non va trascurata. Accanto a questo abbiamo voluto dare un nuovo impulso agli ostelli della gioventù. La richiesta di modifiche arriva proprio dagli Enti locali che riscontravano difficoltà nell’affidarli in gestione. È una Valle d’Aosta che vuole ospitare un turismo variegato per tutte le capacità di spesa».
Eugenio Torrione: «Disegno di legge con elementi positivi, ma anche diversi punti critici»
«Questo disegno di legge presenta elementi positivi e condivisibili, come i contributi a favore del commercio di prossimità e dei centri polifunzionali, ma anche diversi punti critici – ha detto il vicecapogruppo di Avs, Eugenio Torrione, annunciando l’astensione -. Ci preoccupa la possibilità di affidare la gestione degli ostelli anche a imprese private, perché potrebbe non essere più garantita la natura di queste strutture, orientate a un turismo giovanile, popolare e accessibile. Altro elemento di preoccupazione è l’introduzione degli chalet di lusso. Nessuna contrarietà, anzi.
La domanda che però ci poniamo è: è questa una scelta politica di indirizzo verso un turismo alto spendente? La Valle d’Aosta deve prestarsi anche e soprattutto ad un target diverso per garantire accessibilità sociale del turismo. Altro elemento di criticità è la liberalizzazione dei grandi esercizi commerciali. Per contrastare questa proliferazione avremmo potuto ispirarci al modello del Trentino, che ha adottato un quadro normativo a tutela dei centri storici, del paesaggio, della mobilità sostenibile e del commercio di prossimità. Lo abbiamo proposto con un emendamento. Infine, siamo perplessi sulla scelta di rendere strutturale la deroga straordinaria che consente un ampliamento volumetrico del 40% anche nei centri storici per gli alberghi. Mancano dati chiari sui potenziali beneficiari e sugli effetti che questa misura potrebbe avere sul territorio».
(da.ch.)
