Crisi idrica: nessun problema per acqua portabile, ma in agricoltura situazione più critica rispetto al 2022
Riunito l'Osservatorio regionale tecnico-politico, che ha aggiornato la situazione. Desarpa anticipata di 10 giorni
Crisi idrica: nessun problema per acqua portabile, ma in agricoltura situazione più critica rispetto al 2022.
E’ quantgo emerge dalla riunione dell’Osservatorio regionale ecnico-politico sulla crisi idrica convocato oggi per un aggiornamento della situazione, dopo il primo incontro del 26 giugno scorso e alla luce del perdurare delle condizioni di criticità nell’approvvigionamento idrico nel settore irriguo.
Alla riunione, coordinata dall’assessore alle Opere pubbliche, Territorio e Ambiente Davide Sapinet e dall’assessore all’Agricoltura e Risorse naturali Speranza Girod, hanno partecipato dirigenti e funzionari delle diverse strutture competenti dell’Amministrazione regionale, i rappresentanti del CPEL, dell’ARPA Valle d’Aosta, della CVA e del BIM.
Acqua potabile
Il BIM ha fatto il punto sulla situazione riguardante l’alimentazione degli acquedotti comunali. In particolare, non sono state segnalate situazioni di criticità nell’approvvigionamento idropotabile, anche grazie ai prelievi straordinari effettuati da corpo idrico superficiale, adottati per far fronte a limitate esigenze puntuali.
Problemi per agricoltura e allevamento
I tecnici dell’assessorato dell’Agricoltura e Risorse naturali hanno illustrato le criticità segnalate dai consorzi di miglioramento fondiario, evidenziando anomalie significative nella produzione foraggera rispetto ai dati storici, in particolare nella fascia centrale del territorio regionale.
«La situazione è più critica rispetto al 2022: oltre la metà dei consorzi di miglioramento fondiario monitorati ha segnalato difficoltà medio-alte nella disponibilità della risorsa idrica – spiega Speranza Girod -. Inoltre, sulla base delle segnalazioni pervenute, il 78% dei conduttori d’alpeggio prevede di dover anticipare la demonticazione di oltre 10 giorni, mentre la produzione foraggera registra una riduzione del 30%».
Il Piemonte ha sete
Sono inoltre stati esaminati i dati dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po. Se sull’ultimo tratto del Po si registra un miglioramento delle condizioni generali, in relazione ad una progressiva riduzione del fabbisogno irriguo, permane invece una situazione rilevante in Piemonte per alcune colture, in particolare riso e mais, che necessitano ancora di significativi quantitativi d’acqua.
La prossima seduta dell’Osservatorio è prevista per l’inizio del mese di settembre.
(re.aostanews.it)
