Vino, Col del Lupo apre Il Casèl e amplia l’ospitalità a Valdobbiadene
AskaNews
di admin Administrator  
il 14/06/2026

Vino, Col del Lupo apre Il Casèl e amplia l’ospitalità a Valdobbiadene

Milano, 14 giu. (askanews) – Col del Lupo amplia il proprio progetto di accoglienza a Valdobbiadene con l’apertura de Il Casèl, antico edificio rurale di origine seicentesca recuperato dalla famiglia e trasformato in uno spazio dedicato alle degustazioni e al soggiorno, nel cuore delle colline del Conegliano Valdobbiadene Docg. Il nuovo tassello dell’ospitalità aziendale si inserisce in un percorso più ampio che lega vino, paesaggio e racconto del territorio in una delle aree più riconoscibili della Denominazione.

Il Casèl si trova in posizione appartata, raggiungibile risalendo una strada sterrata fino alla sommità della collina, tra i vigneti più ripidi del Col del Lupo. “Per la famiglia ha anche un valore affettivo preciso: era il nome con cui il bisnonno Abele e poi il nonno Aldo indicavano questa piccola casera, un tempo usata come ricovero per gli attrezzi e come punto di appoggio durante il lavoro nei filari. Oggi a guidare Col del Lupo sono Diana Rosanda insieme con i figli Marco e Giulia, quarta generazione di famiglia.

Il recupero ha mantenuto intatte le mura del 1697 e ha scelto materiali coerenti con la struttura originaria, tra cui l’arenaria del luogo aggiunta alla malta per conservare il colore delle pareti. All’esterno il legno è stato trattato secondo la tecnica dello Shou Sugi Ban, il legno bruciato, qui richiamata anche come pratica che trova riscontro nella tradizione locale di montagna per proteggere la materia prima dall’umidità. Il progetto, firmato dallo studio Gianpaolo Bortolin Architetto, ha reso l’edificio off-grid, energeticamente indipendente e dotato di un sistema autonomo di riciclo delle acque. All’interno, una sala degustazione panoramica e una camera matrimoniale con bagno privato e accesso indipendente completano la nuova funzione del casolare.

“Da anni sognavamo di ridare vita a questo luogo del cuore” raccontano Marco e Giulia assieme alla madre Diana, spiegando che “il recupero del Casèl si è trasformato in un progetto ambizioso e complesso, realizzato in condizioni impervie e fuori dal comune: ogni giorno, durante i lavori, dovevamo trasportare l’acqua necessaria al cantiere fino alla sommità della collina, lungo una stretta strada sterrata. È stata una bella sfida, che abbiamo affrontato con determinazione per preservare l’anima autentica di questo luogo straordinario”.

L’apertura del Casèl rafforza un lavoro che Col del Lupo porta avanti da anni sul fronte dell’enoturismo. L’azienda propone oggi sei percorsi di degustazione guidata e costruisce l’accoglienza come estensione della propria identità agricola. Tra le esperienze più caratterizzanti compare anche “Il Piccolo Sommelier”, attività dedicata alle famiglie e ai bambini, impostata come un gioco olfattivo sui profumi della natura, a cui dal 2020 hanno partecipato oltre 1.500 persone provenienti anche dall’estero. Dal 2020 al 2024, per cinque anni consecutivi, la Cantina ha inoltre ricevuto il “Tripadvisor Travelers’ Choice Award”.

Col del Lupo è un’azienda vitivinicola familiare di Vidor (Treviso): i vigneti coprono circa 3,5 ettari in alta collina, con Glera e cultivar autoctone come Verdiso, Perera e Bianchetta, mentre il 56% della proprietà è occupato da boschi di carpini e olmi. La famiglia lavora con gli standard della certificazione Sqnpi, non pratica diserbo chimico, usa sfalcio a mano, letame per la concimazione quando necessaria e preparati di origine biodinamica per favorire la fertilità del suolo. Dal 2010 l’azienda utilizza energia rinnovabile dal proprio impianto fotovoltaico e da un fornitore alimentato al 100% da fonti rinnovabili.

Sul piano viticolo, Col del Lupo lavora su due appezzamenti distinti: il primo è il vigneto storico Col del Lupo, nelle Rive di Colbertaldo, ereditato dal nonno Aldo; il secondo è La Tea, acquisito nel 2016 nelle Rive di Rolle. Da questi vigneti nascono dal rifermentato in bottiglia al Brut, Extra Dry e Dry “Deligo”, fino al Metodo Classico “ReMAIOR”, ottenuto da uve di vecchie viti e affinato sui lieviti da un minimo di 24 mesi fino ai 60 mesi dell’edizione attuale. La Cantina aderisce alla Fivi dal 2013 e rivendica il ruolo del vignaiolo indipendente come figura che coltiva, imbottiglia e porta sul mercato il proprio vino sotto la propria responsabilità. In questo quadro, il Casèl non nasce come struttura separata dall’azienda, ma come estensione di un lavoro che tiene assieme viticoltura eroica, biodiversità, racconto del territorio e ospitalità lenta.

[Un antico edificio rurale diventa spazio per degustazioni e soggiorni|PN_20260614_00031|gn00 nv03 sp33| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/06/20260614_163021_FEC5DE63.jpg |14/06/2026 16:30:52|Vino, Col del Lupo apre Il Casèl e amplia l’ospitalità a Valdobbiadene|Vino|Cronaca, Agrifood]