5000genomi@VdA: studio valdostano sulla genomica aiuta la diagnosi dei disturbi del neurosviluppo.
Ricerca, Sanità
di Alessandro Bianchet  
il 16/06/2026

5000genomi@VdA: studio valdostano sulla genomica aiuta la diagnosi dei disturbi del neurosviluppo.

Lo studio, inserito nel progetto 5000genomi@VdA ha coinvolto 110 famiglie valdostane, permettendo di trovare nuove corrispondenze tra Dna e malattie quali disturbi dello spettro dell’autismo e disabilità intellettive

5000genomi@VdA: studio valdostano sulla genomica aiuta la diagnosi dei disturbi del neurosviluppo.

Lo studio, unico in Italia, eseguito in collaborazione tra il Center for Clinical and Computational Genomics (C3G) dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ad Aosta e l’Azienda USL della Valle d’Aosta ha permesso di studiare e sequenziare il patrimonio genetico e l’intero genoma di 110 bambini valdostani con disturbi del neurosviluppo e dei loro genitori.

Questo ha consentito la diagnosi genetica per 29 famiglie i cui casi di disturbo erano rimasti senza risposte, riuscendo anche a identificare varianti del Dna potenzialmente responsabili dei disturbi del neurosviluppo.

Il lavoro, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Npj Genomic Medicine, amplia le conoscenze sulle basi genetiche di queste condizioni complesse, contribuendo agli sforzi della comunità scientifica internazionale.

Disturbi del neurosviluppo: lo studio valdostano

Ma entriamo nei dettagli della questione.

I disturbi del neurosviluppo comprendono diverse condizioni, cui i disturbi dello spettro dell’autismo e le disabilità intellettive.

In Italia questi disturbi interessano circa l’1% dei bambini con età compresa tra i 7 e i 9 anni e rappresentano una grande difficoltà per la diagnostica e il trattamento, visti i sintomi che possono variare da individuo a individuo.

Lo studio dell’Istituto italiano di tecnologia di Aosta si inserisce in questo contesto, andando a indagare a livello molecolare e biologico per identificare alcune cause di questi disturbi, orientando i percorsi di diagnosi e trattamento.

Disturbi del neurosviluppo: i dettagli del lavoro

Lo studio relativo ai disturbi del neurosviluppo è iniziato nel maggio 2022, nell’ambito del progetto 5000genomi@VdA, coinvolgendo 110 famiglie valdostane, per un totale di 300 persone, giovani già diagnosticati con autismo e loro genitori, per trovare varianti al genoma collegabili ai disturbi.

Il lavoro ha coinvolto tre categorie di persone.

Nel campione, 40 giovani presentano disturbi dello spettro autistico senza altre disabilità e la maggior parte di questi hanno manifestazioni tipiche dell’alto funzionamento.

27 giovani hanno ricevuto una diagnosi di disabilità intellettiva, con difficoltà a gestire in autonomia alcuni ambiti della loro vita quotidiana.

I pazienti restanti sono invece stati diagnosticati con disturbo dello spettro autistico e con disabilità intellettiva, mostrando quindi sia difficoltà nelle relazioni con gli altri sia difficoltà cognitive.

In totale, l’analisi del genoma ha fornito circa 26 milioni di varianti totali di dati, da cui il gruppo di ricerca ha estratto informazioni utili alla pratica clinica e a future attività di ricerca.

Attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale, i ricercatori hanno potuto individuare varianti in geni direttamente coinvolti in disturbi del neurosviluppo, trovando risposte a casi specifici.

Tanto per fare un esempio, 29 famiglie hanno avuto una diagnosi genetica che collega la loro condizione a varianti presenti nel Dna e ha dato informazioni sull’ereditarietà delle stesse.

Oltre all’impatto sulla diagnosi di alcuni casi, i ricercatori hanno individuato tra le 26 milioni di varianti totali, anche alcune alterazioni in geni non ancora considerati come correlati ai disturbi del neurosviluppo.

In un paziente con autismo e difficoltà motorie, ad esempio, è stata identificata una mutazione del gene KALRN, fondamentale per lo sviluppo dei neuroni e delle loro connessioni. Questo potrebbe permettere di inserire il gene tra quelli associati ai disturbi del neurosviluppo.

Insomma, questo lavoro potrebbe servire per rivalutare pazienti in passato risultati negativi alle analisi genetiche, offrendo risposte più precise alle persone che in futuro riceveranno una diagnosi di disturbo del neurosviluppo.

Disturbi del neurosviluppo: «Lavoro particolarmente significativo»

Laure Obino

È ovviamente soddisfatta per il peso del lavoro Laure Obino, direttrice della Struttura complessa di Neuropsichiatria Infantile dell’Usl Vda.

«Questo lavoro è stato particolarmente significativo, poiché, per un numero rilevante di famiglie, abbiamo potuto giungere a una diagnosi genetica finora non disponibile – sottolinea Obino -. Un traguardo che non solo fornisce risposte attese da tempo, ma consente anche una più accurata definizione del rischio genetico e talvolta una migliore pianificazione dei percorsi di cura e di follow-up».

Stefano Gustincich

Sulla stessa linea Stefano Gustincich, direttore del Center for Clinical and Computational Genomics dell’Istituto italiano di tecnologia di Aosta.

«Siamo molto orgogliosi di questa collaborazione tra il C3G dell’IIT e l’AUSL Valle d’Aosta, poiché rappresenta un risultato di grande rilievo sia dal punto di vista clinico che scientifico – evidenzia Gustincich -. Abbiamo potuto integrare la genomica avanzata nell’assistenza sanitaria, contribuendo a rendere la medicina sempre più personalizzata, predittiva e orientata ai bisogni delle persone».

(al.bi.)

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