Trump rincara dose contro Meloni, dura la replica ma premier chiude faida
AskaNews
di admin Administrator  
il 20/06/2026

Trump rincara dose contro Meloni, dura la replica ma premier chiude faida

Roma, 20 giu. (askanews) – Si inasprisce lo scontro tra Italia e Stati Uniti all’indomani della crisi aperta dalle parole del presidente americano Donald Trump secondo cui al G7 di Evian, Giorgia Meloni lo avrebbe “implorato” per una foto insieme. Dopo la dura risposta della presidente del Consiglio (sono allibita, è tutto inventato, l’Italia non implora nessuno) il tycoon, oggi rincara la dose attraverso il social Truth.

Confermando l’insistenza italiana per uno scatto a margine del summit francese, osserva (storpiando il nome in “Gigiorgia”, poi corretto) che “Meloni vuole tornare ad essere amica per aumentare i suoi consensi”, “dopo la vittoria militare degli Usa sull’Iran”. La risposta del magnate è un secco “No, grazie” accompagnato da tre punti esclamativi. Dopo i dubbi di qualche esponente della maggioranza, come il leghista Claudio Borghi, circa il tono usato da Trump nella conversazione con il giornalista di La7 Daniele Compatangelo, conversazione di cui la Casa Bianca non ha autorizzato la diffusione dell’audio, il post nero su bianco è lungo e non si presta a equivoci. Secondo Trump a muovere la leader di Fdi verso un riavvicinamento a Washington sarebbe la sua “scarsa” popolarità in Italia. Il presidente Usa ricorda anche il rifiuto di usare la base italiana di Sigonella per le operazioni in Iran “nonostante gli Stati Uniti contribuiscano con centinaia di miliardi di dollari all’anno alla protezione dell’Italia”. Un’accusa estesa anche agli altri paesi Nato definiti “cosiddetti” (le virgolette sono originali) alleati.

Dopo il video di ieri registrato a Bruxelles, la replica di Meloni stavolta è scritta in un post Istagram, in inglese, direttamente rivolta al “Presidente Trump”. Definendo gli attacchi “immotivati” e “insensati”, gli fa notare che essere sua amica non ha certo aiutato la sua popolarità che comunque “non ti riguarda. Ti suggerisco di concentrarti sulla tua”. Quanto all’uso delle basi americane in Italia, Meloni ricorda “è regolato da accordi che abbiamo sempre rispettato e che non possono essere violati finché sarò Primo Ministro” sentendo la necessità di puntualizzare che “l’Italia è e resta un paese sovrano”. La premier assicura che si tratta dell’ultima volta che risponde perché “lo spettacolo non è all’altezza del nostro compito”, che è quello, in cui lei continua a credere, di tenere unito l’Occidente.

L’annullamento della missione del ministro degli Esteri Antonio Tajani prevista per il 21 e 22 giugno a Miami per il Business forum Italia-Usa dove avrebbe incontrato il segretario di stato Rubio è stata ieri la prima conseguenza della nuova crisi. Quanto alla possibilità che il governo diserti il tradizionale ricevimento a Villa Taverna, residenza dell’ambasciatore Usa a Roma, per l’Indipendence day è presto per dirlo. Si vedrà più avanti, quanto filtra da Palazzo Chigi. Il ritardo nell’invio degli inviti – dovuto a ragioni precedenti e indipendenti dallo scontro – tuttavia aiuta a prendere tempo. E se, in estrema ipotesi, Meloni dovesse decidere che nessuno a livello di governo parteciperà, l’opzione sarebbe quella di limitare la presenza italiana al segretario generale della Farnesina.

Interpellato sulla questione il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, si schermisce: “La mia agenda la faccio settimana per settimana”. Ribadendo che “chi attacca Meloni attacca il governo e l’Italia” dice però di non essere pentito di aver sostenuto Trump: “È chiaro che le sue sono parole gratuite, inutili, sgradevoli ma non c’è una guerra fra Italia e Stati Uniti”.

Allo stesso modo la pensa il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi secondo il quale la “faida”, come la definisce la Cnn, non avrà invece conseguenze diplomatiche. La polemica con Trump, secondo il titolare del Viminale, ha fornito “l’opportunità di far vedere che Meloni ha la schiena dritta” ma, è convinto, “non inciderà per nulla sul rapporto di amicizia” tra Italia e Usa “molto forte, storico, strutturale”. Insomma, è il ragionamento, “un conto è il popolo degli Stati Uniti, gli Stati Uniti come paese molto importante per noi”, un conto il suo presidente che è solito essere “un po’ brutale” nelle relazioni diplomatiche.

[Per Salvini e Piantedosi rapporto Italia-Usa solido. Si prende tempo su Indipendence day|PN_20260620_00037|in02| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/06/20260620_202934_60959280.jpg |20/06/2026 20:29:41|Trump rincara dose contro Meloni, dura la replica ma premier chiude faida|Italia-Usa|Politica]

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