Bruxelles chiama Mosca, colloqui tra funzionari per aprire al dialogo
AskaNews
di admin Administrator  
il 21/06/2026

Bruxelles chiama Mosca, colloqui tra funzionari per aprire al dialogo

Roma, 21 giu. (askanews) – ‘Eppure resta che qualcosa è accaduto, forse un niente che è tutto’, scriveva Montale (Satura, Xenia II). E le ultime indiscrezioni su una possibile apertura di un canale di comunicazione tra il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e il Cremlino sembrano dischiudere un flebile spiraglio per l’avvio di un dialogo tra Palazzo Europa e Mosca.

Mentre Mosca subisce il più grave attacco di droni dall’inizio della guerra, segno di una crescente capacità offensiva di Kiev, la diplomazia europea pare muoversi in direzione della capitale russa per aprire alla possibilità di un tavolo tecnico tra le parti. Un’ipotesi che trova un contesto favorevole nell’unità emersa al G7 di Evian tra i leader occidentali. Unità posta subito sotto pressione dagli attacchi mossi venerdì dal presidente statunitense Donald Trump nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Se qualche preoccupazione era serpeggiata nelle cancellerie del Vecchio continente per la paura che, una volta terminata la guerra in Iran, il presidente Trump potesse tornare alla carica sul conflitto russo-ucraino, le convergenze riscontrate in Alta Savoia hanno dato nuovo respiro all’iniziativa europea in Ucraina. ‘Il momento Evian’, lo ha definito il presidente francese Emmanuel Macron, evidenziando la rinnovata sintonia del fronte transatlantico.

Tornando al retroscena che ha svelato per prima l’agenzia Bloomberg, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio europeo di questa settimana, il presidente Costa ha confermato l’iniziativa promossa dal proprio Ufficio, sottolineando l’esigenza di aprire un canale comunicativo con Mosca ‘per non dipendere solo da altri per interpretare i messaggi russi’.

‘Ciò che sto facendo attraverso il mio ufficio è stabilire un canale diplomatico, perché non possiamo dipendere solo da altri per interpretare i messaggi russi, e noi dobbiamo essere in grado di trasmettere direttamente alla Russia i nostri messaggi’, ha puntualizzato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, rispondendo ad una domanda in merito alla sua iniziativa di instaurare dei contatti diretti con il Cremlino. ‘In ogni caso, dobbiamo stabilire immediatamente questo contatto diretto, perché dobbiamo ascoltarli e dobbiamo convincerli’, ha evidenziato ancora Costa, spiegando che ‘tutti i leader ribadiscono che l’Unione europea deve essere seduta al tavolo di un futuro negoziato, ovviamente dobbiamo iniziare a parlare e avere un contatto diretto con la Russia’.

‘Per essere molto chiari, non vedo alcuna contraddizione né competizione tra attori e formati diversi. Sono complementari. Solo l’Ucraina può negoziare a nome dell’Ucraina’, ha specificato Costa, rispondendo indirettamente alle affermazioni del presidente Macron e del cancelliere Merz, i quali hanno riaffermato la necessità di rimanere al fianco dell’Ucraina non come parti terze, bensì come alleati di Kiev.

‘Sicuramente la coalizione dei volenterosi e i suoi leader avranno un ruolo per quanto riguarda le garanzie di sicurezza. Ma per quanto riguarda gli interessi dell’Unione Europea, questi devono essere difesi dalle istituzioni dell’UE in conformità con i Trattati’, ha ulteriormente precisato Costa.

Il promotore di questi contatti è stato Pedro Lourtie, capo di gabinetto del presidente Costa, che ha avuto colloqui telefonici con un alto funzionario vicino a Putin. ‘Nelle scorse settimane ci sono stati brevi contatti per aprire canali di comunicazione, ma non si è discusso di nulla di sostanziale’, hanno affermato fonti Ue. ‘In qualsiasi scenario futuro, l’Unione europea ha interessi specifici che dovranno essere difesi, pertanto è importante aver stabilito canali diplomatici con la Russia’.

Da qui la scelta di superare la linea del completo rifiuto di qualsiasi contatto con il Cremlino, che da parte sua ha dichiarato di essere aperto al dialogo, a condizione che questo avvenga senza logiche pregiudiziali o impostazioni basate su ultimatum.

Tuttavia, come successo per i tentativi promossi dalla diplomazia francese, il proposito di Costa deve fare i conti con l’assenza di un vero mandato in seno all’Unione europea. A tal proposito, è emerso in un retroscena riportato da Politico, che durante la cena di giovedì sera, il presidente Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, insieme ai rappresentanti di Danimarca, Paesi Bassi ed Estonia, avrebbero rappresentato il proprio disappunto per l’operazione orchestrata dall’Ufficio di Costa.

In particolare, alcuni leader europei ritengono che eventuali contatti con la Russia dovrebbero essere gestiti dal formato E3 (Francia, Germania e Regno Unito) e non da un rappresentante delle istituzioni europee privo di un mandato esplicito. Posizione che Macron e Merz hanno ribadito al termine del Consiglio europeo. La postura di Parigi e Berlino, tuttavia, non sarebbe condivisa da una parte significativa degli Stati membri, che guarderebbero con maggiore favore all’iniziativa di Costa.

Tra i sostenitori della sortita dell’entourage di Costa c’è il cancelliere austriaco Christian Stocker che ha dichiarato al Financial Times che è tempo di aprire il dialogo con il presidente russo Vladimir Putin.

Il cancelliere austriaco ha affermato che l’Ue dovrebbe sfruttare lo ‘slancio’ generato dai colloqui di pace per il Medo Oriente e portare avanti gli sforzi, ancora in fase iniziale, per riaprire i negoziati con Vladimir Putin.

‘Sono pienamente d’accordo. Le guerre non finiscono con le armi, ma con una diplomazia efficace. E perché la diplomazia abbia successo, servono dialoghi, servono negoziati, e questi canali devono essere aperti prima di tutto’, ha affermato Stocker nell’intervista, aggiungendo che ‘ora c’è slancio’, a proposito dei colloqui di pace, citando il cessate il fuoco in Iran che per mesi sembrava aver distratto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo team dalla guerra in Ucraina.

‘La situazione in Medio Oriente… sono un po’ ottimista sul fatto che, se lì troveremo una soluzione, l’attenzione si sposterà sull’Ucraina’, ha aggiunto il cancelliere austriaco. ‘Putin deve capire chiaramente che è nel suo interesse avviare i negoziati. Che otterrà di più al tavolo delle trattative che sul campo di battaglia’, ha specificato ancora Stocker.

Dello stesso avviso è stato il sempre attivo primo ministro belga Bart De Wever che, in un siparietto con Costa alla fine della giornata di lavori di giovedì, ha dichiarato ad un giornalista che lo stava intervistando che il presidente del Consiglio europeo è la migliore scelta per rappresentare Bruxelles con Mosca. ‘Stavo giusto parlando di te, Antonio! Che sei l’unico che può rappresentarci e che ti manderemo a Mosca il prima possibile’, ha sottolineato De Wever al presidente europeo, il quale ha prontamente risposto: ‘perché non mi volete a Bruxelles!’.

Cercando di ribadire la necessaria unità del fronte europeo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto coesione ai leader europei nel corso del suo intervento al Consiglio europeo a Bruxelles, evidenziando l’esigenza di non cadere in disaccordi che potrebbero avvantaggiare la Russia di Putin.

‘L’Europa deve essere, in un modo o nell’altro, al tavolo dei negoziati. Senza l’Europa non possono esserci negoziati con la Russia. Per questo dobbiamo parlarne e, credo, concentrarci su questo punto, per evitare di creare caos nei contatti con i russi. Tutti capiscono che ci sarà una qualche forma di contatto, ma non dobbiamo trasformarlo in disordine. E, naturalmente, Putin sarà molto contento se l’Europa e l’Unione europea saranno divise, soprattutto su questi contatti. Lui può giocare a questi giochi, sente di potersi permettere di farlo, e lo ha già fatto più volte. Questo è il nostro messaggio’, ha dichiarato Zelensky nel suo intervento ai partecipanti alla riunione del Consiglio europeo.

Il ‘toto mediatore’ europeo per gli eventuali colloqui di pace con la Russia è ormai uno dei temi centrali che dominano le pagine dei quotidiani europei. Tra i principali nomi figurano l’ex presidente del Consiglio italiano Mario Draghi e l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel: figure di primo piano che, tuttavia, non hanno ancora raccolto una convergenza unanime. Accanto a questi ‘pesi massimi’, sono circolate anche altre ipotesi, tra cui quella del presidente finlandese Alexander Stubb, apprezzato per la sua vicinanza all’amministrazione Trump, e dell’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas, che però non incontra il favore di tutti gli Stati membri, anche per via di una linea considerata da alcuni eccessivamente intransigente nei confronti di Mosca.

Resta invece escluso a priori il nome dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, indicato da Vladimir Putin ma privo di un reale sostegno a livello europeo, fatta eccezione per il primo ministro slovacco Robert Fico, suo unico sponsor dichiarato nel panorama Ue.

Dal canto suo, Roma – dopo aver lasciato trapelare la suggestione Draghi, attribuita al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari – non ha ancora indicato un nome ufficiale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del G7 di Evian, ha però indicato che il possibile negoziatore europeo dovrebbe provenire da una delle ‘medie potenze’ del Continente.

‘Io penso che se si vuole arrivare a un risultato su questo tema, credo che sarebbe molto difficile riuscire a proporre una persona che viene da uno dei grandi paesi europei’, quindi ha proseguito Meloni durante la conferenza stampa ad Evian ‘mi rivolgerei verso le medio potenze dell’Unione europea’.

La guerra in Ucraina potrebbe essere ad un punto di svolta, con Kiev che sta ampliando sempre di più le proprie capacità di colpire in profondità il territorio russo e Mosca che, per la prima volta, sente sulla pelle le conseguenze della guerra. Un momento chiave che potrebbe portare a due possibili svolte: una verso la pace, un’altra verso un ulteriore livello di escalation. Confidiamo nella prima.

Di Lorenzo Della Corte

[L’iniziativa di Costa divide l’Europa, Berlino e Parigi sono contrarie|PN_20260621_00007|nl50| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/06/20260621_101020_24E67C63.jpg |21/06/2026 10:10:24|Bruxelles chiama Mosca, colloqui tra funzionari per aprire al dialogo|Ucraina|Politica, Europa Building]

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