Trump porta Meloni sulle montagne russe (e la spinge verso l’Europa)
AskaNews
di admin Administrator  
il 21/06/2026

Trump porta Meloni sulle montagne russe (e la spinge verso l’Europa)

Roma, 21 giu. (askanews) – “Montagne russe allo stato puro”. Così nell’entourage di Palazzo Chigi qualcuno ha descritto la manciata di ore che questa settimana dal G7 di Evian al Consiglio europeo di Bruxelles ha visto Donald Trump e Giorgia Meloni passare da una presunta riappacificazione a suon di sorrisi e pacche sulle spalle alla rissa da bar (politicamente, si intende). Un vero e proprio ottovolante lanciato alla massima velocità e senza cinture di sicurezza. Come, del resto, è abitudine del tycoon.

Ma facciamo un passo indietro. Ormai sono passati alcuni mesi da quando tra Trump e Meloni dalla “special relation” si era passati al ‘grande freddo’. Prima, in gennaio, erano arrivate le accuse contro i militari alleati, anche italiani, in Afghanistan. Poi, ad aprile, gli attacchi a papa Leone XIV. Un susseguirsi di colpi sferrati che aveva portato Meloni a fare una riflessione, anche spinta da coloro che – nello staff, tra i parlamentari più vicini, nel governo – la invitavano a considerare il bassissimo consenso che il presidente Usa ha in Italia e, di conseguenza, i rischi che comportava restare attaccati al treno MAGA. “Alla fine con le sue uscite ci ha fatto un favore – rifletteva ad aprile con Europa Building un parlamentare Fdi di primo livello – anche Giorgia si è convinta che non ci si può fidare di lui”.

E invece, al G7 di Evian, Meloni ha tentato un nuovo riavvicinamento, anche esibito nella comunicazione, nelle foto che li ritraevano vicini, nei video dei siparietti tra i due. In uno si vedeva la premier sorridente, dirgli “Noi siamo sempre stati amici”, approfittando di un assist del presidente del Consiglio Ue Antonio Costa (“Siete di nuovo amici”), testimone anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz. “Sono stato abbandonato”, si lamentava lui. “Non lo sei”, la risposta allegra della premier. Insomma una riappacificazione in piena regola, o semplicemente un ritrovarsi, come aveva detto la premier ai giornalisti. Il rapporto è “immutato, non c’è stato tra noi neanche bisogno di parlare, non è che ci sono state recriminazioni o che abbiamo parlato di quello che è successo nelle ultime settimane”, assicurava.

Parole sbriciolate nel giro di 24 ore: neanche il tempo di rilassarsi e di cullare il proposito – anticipato da Askanews – di un “blitz” alla Casa Bianca, che Trump, in appena una trentina di secondi al telefono con La7, ci è passato sopra come un tir in corsa. “She begged me for a picture! She wanted a picture with me so badly. I would haven’t done it, but I felt sorry for her!” Ovvero: “Mi ha implorato di fare una foto! Voleva tantissimo una foto con me. L’avrei anche non fatta, ma mi dispiaceva per lei!”, ha detto. Certo poi si può discutere sulle traduzioni, più o meno accurate, diffuse, qualcuno ha tradotto “mi dispiaceva per lei” con “mi ha fatto pietà”. Ma in realtà il senso è chiaro: sminuire Meloni e il suo ruolo, trattandola come una fan a caccia di selfie.

Palazzo Chigi fin dalla notte di giovedì era informato dell’esistenza dell’intervista, registrata, e del fatto che non fosse benevola. Ma il contenuto esatto non era conosciuto. Per questo quando le frasi sono state rilanciate dalle agenzie e sono arrivate a Meloni, in quel momento impegnata nei lavori del Consiglio europeo a Bruxelles, la prima reazione è stata uno choc, con un misto di stupore e rabbia. Lo staff si è messo a cercare la registrazione originale, di cui però la Casa Bianca non aveva autorizzato la diffusione. Ma in realtà – come è detto – il senso del “discorso” di Trump era ben chiaro.

La risposta è stata immediata: mentre Tajani annullava la sua missione a Miami da Marco Rubio, il potente sottosegretario a Palazzo Chigi Giovanbattista Fazzolari diramava una durissima nota e infine la stessa Meloni pubblicava sui social un video, dal taglio artigianale, che mostrava tutta la rabbia del momento. “Certe cose – dice nel breve filmato – meritano una risposta immediata: le dichiarazioni di Trump sono totalmente inventate. Sono francamente allibita, non so perché il presidente Usa si comporti così con gli alleati. Non è la prima volta che accade: posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’occidente, con i nemici degli Usa, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Una cosa se la deve ricordare: io e l’Italia non imploriamo mai”. Poche parole ma molto pesanti, addirittura adombrando un trattamento migliore riservato a dittatori e autocrati vari (Putin? Netanyahu?).

La domanda, sul momento e anche ora, è: perché lo ha fatto? E’ spacconeria, voglia di protagonismo o vero desiderio di vendetta? Forse la risposta giusta (la terza, spoiler) l’ha data lo stesso Trump che nella stessa sera è tornato sulla questione alla Nbc. “Meloni era una mia grande fan, ma non la voglio come fan perché non era presente – insieme al gruppo della Nato – quando si è discusso dello Stretto” di Hormuz. Insomma, la questione è che Trump non vuole alleati e neanche amici, ma servitori tanto che basta una leggera presa di distanza, come è il caso della premier, per rompere il rapporto e annientare attaccare il nuovo nemico. Ma del resto, questo atteggiamento era stato ben chiaro a molti praticamente fin dall’inizio del secondo mandato. “Più volte le avevo detto che il voler a tutti i costi coltivare un rapporto stretto l’avrebbe trascinata a terra, alla fine così è stato, nel modo peggiore. Almeno adesso la questione pare definitivamente chiusa”, rivela un esponente del governo.

Adesso non c’è da far altro che riconoscere che il famoso ruolo di “ponte” tra le due sponde dell’Atlantico, se mai è esistito, è crollato, e che l’attuale Amministrazione americana guarda all’Italia esattamente come guarda agli altri Paesi europei: fastidiosi ostacoli. Adesso a Meloni, che sin qui aveva testardamente tenuto i piedi in due staffe, non resta quindi nient’altro da fare che riavvicinarsi all’Europa. E’ quello che dicono i moderati europeisti del centrodestra, come Forza Italia e Maurizio Lupi che considera le parole del presidente Usa “una spinta a rafforzare il ruolo dell’Unione europea”. E magari anche a spostare verso il centro l’asse dell’alleanza, lontano da Roberto Vannacci. Insomma, forse vale ancora oggi, e forse di più, quel commento: Trump “ci ha fatto un favore”. Meloni saprà coglierlo?

Di Alberto Ferrarese e Lorenzo Consoli

[In poche ore dalla riappacificazione all’attacco frontale del tycoon|PN_20260621_00009|nl50| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/06/20260621_104041_0DBAEC62.jpg |21/06/2026 10:40:49|Trump porta Meloni sulle montagne russe (e la spinge verso l’Europa)|Italia-Usa|Politica, Europa Building]

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