Nuova accusa di doping per Schwazer: procedimento in Germania
Roma, 22 giu. (askanews) – Nuova vicenda giudiziaria e sportiva per Alex Schwazer. Il 41enne altoatesino è finito nuovamente sotto accusa per doping dopo che l’agenzia antidoping tedesca ha avviato un procedimento nei suoi confronti per una presunta positività all’eritropoietina (Epo).
Secondo quanto emerso, il controllo sarebbe collegato ai Campionati tedeschi di marcia su strada disputati il 26 aprile scorso, gara nella quale Schwazer aveva conquistato la vittoria facendo segnare il tempo di 3h01’55”, indicato come record italiano e tra le migliori prestazioni mondiali stagionali.
L’atleta sarebbe risultato positivo sia ai test ematici sia a quelli urinari per l’assunzione di eritropoietina, la stessa sostanza per la quale era stato squalificato dopo i Giochi Olimpici di London 2012 Summer Olympics. In attesa della definizione del procedimento, nei suoi confronti è stata disposta una sospensione provvisoria.
La documentazione è stata inoltre trasmessa alla magistratura ordinaria tedesca. In Germania, come in Italia, il doping costituisce infatti anche un reato penale, oltre a rappresentare una violazione delle norme sportive.
Schwazer ha convocato una conferenza stampa nel pomeriggio per fornire la propria versione dei fatti. Si tratta di una nuova svolta in una vicenda che accompagna la carriera del marciatore da oltre un decennio. Dopo la prima squalifica del 2012 e il lungo contenzioso legato alla successiva positività del 2016, l’atleta aveva sempre sostenuto di essere stato vittima di un complotto internazionale. Una storia che negli anni ha diviso opinione pubblica e mondo sportivo, fino a diventare oggetto di un documentario distribuito da Netflix.
L’eventuale conferma della positività rappresenterebbe la terza contestazione per doping nella carriera dell’olimpionico di Beijing 2008 Summer Olympics, tornato all’attività agonistica dopo aver scontato una squalifica di otto anni.
