Progetto Cusio 2030: nel lago d’Orta specie aliene in aumento
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il 22/06/2026

Progetto Cusio 2030: nel lago d’Orta specie aliene in aumento

Milano, 22 giu. (askanews) – Conservare, valorizzare e sostenere la biodiversità acquatica del Lago d’Orta: questi gli obiettivi del progetto “Cusio 2030”, avviato nel 2023 e conclusosi quest’anno, dedicato a rafforzare il processo di recupero dello stato ecologico del lago d’Orta, quinto lago del Nord Italia. Sono stati coinvolti: Provincia di Novara come ente capofila, Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, l’Istituto di Ricerca sulle Acque IRSA (CNR) di Verbania e l’Associazione Amici del Fermi. L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. Promosso grazie al bando “Simbiosi. Insieme alla natura per il futuro del Pianeta” della Fondazione Compagnia di San Paolo con un sostegno pari a 340 mila euro, il progetto ha raggiunto diversi risultati di ripristino e valorizzazione della biodiversità acquatica autoctona del Lago d’Orta creando le condizioni per conservarla nel tempo.

Il progetto Cusio 2030 e tutti gli interventi previsti si collocano all’interno del “Contratto di Lago del Cusio” uno dei più partecipati contratti di lago realizzati in Italia: ha coinvolto 140 realtà territoriali tra cui tutte le istituzioni, molte tra le più importanti aziende del territorio e tante associazioni, con cui si sono definiti obiettivi a lungo periodo e sinergie per la tutela del lago.

Dalle analisi compiute durante il triennio è emerso come l’incremento progressivo della temperatura dell’acqua, che dagli anni ’70 è stato di 2 gradi, sia una delle condizioni che favorisce la proliferazione di specie aliene invasive tra cui il gambero della Louisiana, in grado di ledere l’ecosistema originale. L’analisi ha constatato un aumento dell’impatto antropico sulle zone costiere rispetto al primo censimento del 2010 e una riduzione progressiva delle zone umide e dei canneti che sono un habitat naturale per la nidificazione dei pesci. Infine, l’attività di ripopolamento ittico – supportata dal CNR IRSA di Verbania in collaborazione con le associazioni di pescatori – ha consentito il reinserimento di quattro specie ittiche scomparse da tempo (agone, trota marmorata, luccio italico e pigo) partendo da riproduttori provenienti dal grande bacino del Lago Maggiore, per un totale di totale di 430.000 esemplari di specie scomparse tra uova embrionate, avannotti e giovanili.

Grazie al posizionamento di diverse legnaie nel 2025, i pesci hanno potuto nidificare con più facilità o trovare un rifugio sicuro. Infine, l’analisi delle microplastiche realizzata nei piccoli corsi d’acqua di immissione del lago ne conferma la presenza ma in quantità sotto la soglia di allarme, pari a quella presente in altri bacini italiani.

“Cusio 2030 dimostra che il recupero ambientale funziona quando scienza, istituzioni e comunità lavorano insieme”, sottolinea Giuseppe Maio per la Provincia di Novara. “Il Lago d’Orta è un unicum biologico europeo e oggi torna a essere un laboratorio a cielo aperto per la tutela degli ecosistemi acquatici”.

Queste attività si integrano con le azioni attivate con altri tre progetti del Contratto di Lago del Cusio: l’installazione di webcam in punti panoramici attorno al lago, l’uso di una speciale telecamera subacquea visionabile dal pubblico in grado di monitorare in tempo reale le attività dei pesci nei siti di nidificazione e il reinserimento della cozza di acqua dolce, grazie al progetto Ris-Orta, con finalità di bio-monitoraggio del livello di inquinamento del lago, in quanto particolarmente reattiva alla presenza di metalli pesanti nell’acqua.

Pietro Volta, coordinatore del progetto CUSIO 2030 per IRSA CNR, dichiara: “Il lago si presenta come un paziente speciale, un ambiente ancora molto delicato che non può essere lasciato a sé stesso. Tanto c’è ancora da fare, sia nel monitoraggio ambientale in un contesto di cambiamento climatico sempre più pressante sia negli interventi necessari per ripristinare una comunità di organismi resiliente che sappia affrontare i cambiamenti ambientali profondi che ci interesseranno nei prossimi anni coniugando conservazione della biodiversità e uso sostenibile delle risorse acquatiche. Un lago che sta bene è una risorsa per tutto il territorio”.

Nel corso del triennio 2024-2026, sono state realizzate attività di educazione ambientale con le scuole del territorio, e progetti divulgativi che hanno coinvolto cittadini e stakeholders, gestiti da Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone insieme all’associazione “Amici del Fermi”.

Giovanni De Bernardi, presidente di Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone dichiara: “La realizzazione di questo progetto rappresenta un importante passo in avanti per il riequilibrio della parte biologica del lago che è ancora bisognosa di cure dopo il liming. Oltre all’immissione di pesce autoctoni sono stati predisposti strumenti che riescono a garantire un miglior controllo del lago nel suo insieme. Molto altro rimane da fare e speriamo che nel futuro con altri progetti riusciremo a completare e a ristabilire un assetto della natura migliore di quanto c’è oggi”.

[Tra le cause, l’aumento delle temperature|PN_20260622_00112|gn00 ma00 rg13| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/06/20260622_190242_247BDEAF.jpg |22/06/2026 19:02:54|Progetto Cusio 2030: nel lago d’Orta specie aliene in aumento|Ambiente|Cronaca, Piemonte]

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