Courmayeur: basta crescita immobiliare indiscriminata, stop temporaneo al Piano casa
Il consiglio comunale di Courmayeur in un'immagine di repertorio
comuni
di Alessandro Bianchet  
il 02/07/2026

Courmayeur: basta crescita immobiliare indiscriminata, stop temporaneo al Piano casa

Il consiglio comunale di Courmayeur ha votato all'unanimità lo stop per 24 mesi alla legge regionale che consente ampliamenti (20% o 35% in caso di demolizione e ricostruzione) per ridefinire le regole. Rimangono consentiti ampliamenti del 20% per prime case dei residenti

Basta crescita immobiliare indiscriminata. Courmayeur dice (parzialmente) stop, per un massimo di 24 mesi, agli ampliamenti previsti dal Piano casa regionale e si dà 6 mesi di tempo per definire paletti diversi dal «liberi tutti» avvenuto finora.

Courmayeur: stop al Piano casa

Questo il succo del consiglio comunale di Courmayeur, che giovedì pomeriggio, all’unanimità, ha sostanzialmente stoppato gli aumenti volumetrici (20% e 35% in caso di abbattimento e ricostruzione) previsti dalla legge regionale 4 del 2009, cosiddetta Piano casa.

A spiegare le motivazioni alla base della scelta è stato l’assessore all’Urbanistica, Alberto Motta, che ha ricostruito la situazione.

«Nell’ultimo ventennio è stato evidente l’aumento dell’attività edilizia su un territorio il cui piano regolatore consentirebbe solamente nuove volumetrie per ricettività e abitazioni per residenti – ha spiegato in aula -. Dal 2009 al 2024 l’incremento volumetrico è stato di 79 mila metri cubi, con 159 pratiche edilizie, di cui solo il 14,8% è relativo a prime case. Dal 2025 a oggi, poi, ci sono stati altri 3.800 metri cubi di ampliamenti per 52 pratiche. Inoltre, ci sono stati ulteriori aumenti legati a sfruttamento di fondi, frazionamenti e spostamenti di edifici su altri sedimi».

Piano casa: effetti pesanti sul territorio

Insomma, una situazione non più sostenibile.

«Le nuove realtà hanno portato a una sottrazione di verde (già saturo), a un aumento di abitazioni e a disagi in corrispondenza dei picchi estivi» ha aggiunto Motta, evidenziando dal 2009 anche un calo demografico del 16,7% (da 3059 a 2558 residenti), con dinamiche di mercato incentrate sulle seconde case.

«Le quotazioni immobiliari sono salite a un livello a cui i residenti non possono accedere, spingendoli a trasferire la residenza in comuni più a Valle – ha sottolineato ancora l’assessore -. Il Piano casa ha minato un piano regolatore improntato a modesta crescita edilizia», portando a conseguenze anche per il servizio idrico integrato (il prelievo idrico è salito del 38,4% dal 2009 al 2025, gli utenti aumentati del 58,11%).

Inoltre, sono sorte unità immobiliari con fabbisogno energetico superiore a quello di una normale abitazione ed è aumentato il carico sulle fognature, tanto da rendere necessarie spese sui sottoservizi per «oltre 10 milioni di euro – ha rilevato Alberto Motta -. Il crescente impegno economico non trova copertura con gli oneri edilizi, ridotti del 50% dal Piano casa».

Ma le criticità si sono riversate anche su parcheggi non più sufficienti, difficoltà nella gestione dei rifiuti, inefficienza del trasporto pubblico, della rete elettrica, «che necessita di potenziamento», nonché in problematiche più generiche.

Queste hanno portato alla legge regionale 17/2025 e alla delibera di Giunta del 28 maggio 2026, che consentono ai Comuni turistici di sospendere il Piano casa per un massimo di 24 mesi.

Courmayeur: stop al Piano casa

Da qui, la decisione del Comune di Courmayeur «procedere alla limitazione dell’applicazione del Piano casa per 24 mesi» ha sottolineato Alberto Motta, con 6 mesi destinati ad approfondimenti e monitoraggi e 18 in cui il Consiglio si riserverà di «rimodulare e definire le limitazioni».

Nella delibera approvata dal consiglio comunale, poi, è previsto che nei primi 6 mesi saranno consentiti solamente interventi di ampliamento del 20% per immobili destinati ad abitazione principale di residenti, nonché l’evasione di domande pervenute entro l’entrata in vigore della deliberazione stessa.

«Rimangono escluse dagli attuali vincoli le domande che necessitano integrazione documentale» ha aggiunto Motta.

Insomma, una piccola rivoluzione.

«I numeri degli ultimi anni sono importanti e rendono necessarie delle decisioni – ha spiegato in aula il sindaco Roberto Rota -. Si è andati in direzione opposta rispetto allo spirito del Piano casa, che avrebbe voluto nuove abitazioni. Non vogliamo bloccare tutto, ma solo darci tempo per definire regole il più possibile condivise con portatori di interesse e popolazione. Serve una sintesi tra pubblico e privato».

Stop al Piano casa, arriva una commissione

Per avviare il periodo di studio, il Comune di Courmayeur ha così deciso di istituire una commissione consiliare, composta dal sindaco Rota, dall’assessore Motta (entrambi senza diritto di voto) e dalle consigliere Sauvage Rolla, Nicole Passino e Lavinia Brigada.

«Il compito sarà quello di analizzare gli effetti del Piano casa, approfondire le criticità sul Comune, predisporre nuove limitazioni a interventi consentiti e altri ulteriormente limitati – ha concluso Rota -. Si potranno sentire tecnici comunali, funzionari regionali, esperti e portatori di interesse, tutto per arrivare alla decisione migliore e più condivisa possibile».

(alessandro bianchet)

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