Codice d’argento al Parini, la Regione frena: «La presa in carico degli anziani fragili esiste già»
L'ingresso del pronto soccorso dell'Ospedale Parini
Sanità
di Erika David  
il 14/07/2026

Codice d’argento al Parini, la Regione frena: «La presa in carico degli anziani fragili esiste già»

Con due interpellanze Lega Vda e Avs hanno chiesto l'introduzione del codice d'argento al pronto soccorso dell'ospedale regionale

Il “codice d’argento” per gli over 75 al Pronto soccorso dell’ospedale Parini non arriverà, almeno per ora.

Il Governo regionale ritiene infatti che il sistema valdostano sia già strutturato per garantire una presa in carico personalizzata dei pazienti anziani e fragili e che importare un modello nato in realtà sanitarie molto diverse non rappresenti la soluzione più adatta.

Due interpellanze sul codice d’argento

Andrea Manfrin (Lega VdA)

L’argomento è approdato oggi in Consiglio Valle con due interpellanze, una della Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine, illustrata da Andrea Manfrin, e una di Alleanza Verdi e Sinistra, presentata da Chiara Minelli.

Entrambe prendono spunto dalla proposta avanzata lo scorso marzo dai sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil e Savt Retraités, che chiedono di introdurre anche ad Aosta un percorso dedicato agli anziani fragili per ridurre i tempi di attesa e garantire una presa in carico più rapida.

Il cosiddetto “codice d’argento”, nato nel 2009 come progetto sperimentale del Ministero della Salute e già adottato in diverse realtà italiane, prevede un percorso specifico per i pazienti over 75 o particolarmente fragili, valutando non soltanto la gravità clinica ma anche patologie croniche, condizioni sociali e livello di autonomia.

Manfrin ha ricordato come il modello sia ormai consolidato in diverse regioni e non rappresenti un’esperienza isolata. Minelli ha sottolineato che la proposta non è nuova ed è stata avanzata unitariamente dalle organizzazioni dei pensionati, evidenziando come una revisione del triage permetterebbe di individuare fin dall’accesso i pazienti più fragili, evitando loro lunghe attese spesso incompatibili con le loro condizioni.

Marzi: «Da noi il percorso esiste già»

L’assessore alla Sanità, Carlo Marzi

A rispondere è stato l’assessore alla Sanità Carlo Marzi, che ha ricordato di avere incontrato i rappresentanti dei pensionati già nel mese di maggio.

Secondo l’assessore, il modello organizzativo del Pronto soccorso del Parini già oggi tiene conto della fragilità della persona.

«Il nostro sistema di triage si fonda su una valutazione personalizzata – ha spiegato -. L’infermiere non considera soltanto il sintomo, ma anche età e condizioni complessive del paziente. Di fatto esiste già un percorso assimilabile al codice d’argento, anche se non è identificato con un braccialetto di quel colore».

Marzi ha inoltre evidenziato come il tempo medio di attesa per gli anziani sia contenuto entro le due ore e ha ricordato il lavoro svolto dal bed management per ridurre la permanenza dei pazienti in attesa di ricovero, organizzando più rapidamente i posti letto disponibili.

Ma la vera sfida, secondo l’assessore, è evitare che gli anziani arrivino in Pronto soccorso se non nei casi realmente urgenti.

Da qui il richiamo al modello territoriale valdostano, che punta sulla valutazione multidimensionale attraverso le Unità di valutazione multidimensionale (Uvmd), sull’integrazione tra specialisti e sul potenziamento dell’assistenza domiciliare, che oggi segue oltre 3.200 persone direttamente nelle loro abitazioni con l’obiettivo di prevenire riacutizzazioni e ricoveri.

«Monitoriamo con attenzione le esperienze del codice d’argento – ha aggiunto Marzi – ma non possiamo copiarle automaticamente. La Valle d’Aosta ha un solo ospedale e un solo Pronto soccorso: non possiamo applicare modelli pensati per grandi realtà metropolitane. Ogni nuova procedura comporta inoltre un aggravio di lavoro per un personale già fortemente impegnato.»

Le opposizioni: «Non basta dire che esiste già»

Le spiegazioni dell’assessore non hanno convinto i proponenti.

Manfrin ha evidenziato una contraddizione nella risposta della Giunta: «Ci è stato detto contemporaneamente che il codice d’argento già esiste e che non può essere introdotto perché inadatto alla nostra realtà. O c’è oppure non c’è. Se davvero funziona, perché non formalizzarlo?».

Chiara Minelli (Avs)

Il consigliere ha inoltre osservato che il dato del tempo medio di attesa non descrive le singole situazioni e che un percorso dedicato potrebbe ulteriormente ridurre le attese per gli anziani più fragili.

Anche Minelli ha insistito sulla necessità di approfondire la proposta.

«La prevenzione territoriale è fondamentale, ma non evita gli accessi al Pronto soccorso per cadute o traumi», ha osservato, raccontando di avere trascorso personalmente 18 ore al Parini, dove ha potuto constatare sia il grande lavoro del personale sanitario sia le difficoltà vissute da molti anziani costretti ad attendere a lungo, spesso senza il supporto di familiari.

Per la consigliera di Avs, assistenza domiciliare e codice d’argento non sono strumenti alternativi ma complementari.

«Nessuno chiede di copiare un modello identico a quello di altri ospedali – ha concluso -. Si tratta piuttosto di riflettere su come adattare anche in Valle d’Aosta un percorso dedicato alle persone più fragili, valorizzando quanto già funziona ma introducendo ulteriori miglioramenti».

(erika david)

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