Piano per la qualità dell’aria: via libera al testo, tra le azioni la cabina di regia e l’osservatorio permanente
Il documento è stato approvato con i voti favorevoli della maggioranza; astenuta l'opposizione
Semaforo verde per il piano regionale per la qualità dell’aria, approvato dal consiglio regionale con i 20 voti della maggiornaza e le 15 astensioni dell’opposizione. Il testo prevede tra le azioni principali una cabina di regia e l’osservatorio permanente sulla qualità dell’aria. Il piano era stato presentato dalla giunta il 12 gennaio e approvato a giugno dalla terza commissione.
Il piano per la qualità dell’aria
In aula sono stati accolti due emendamenti della terza commissione. Respinti in blocco, invece, i 17 emendamenti presentati da Avs. Il Piano, che è stato approvato nel tardo pomeriggio, rappresenta lo strumento strategico attraverso cui la Regione analizza lo stato dell’ambiente atmosferico, individua le principali fonti di emissione e definisce obiettivi e azioni per migliorare la qualità dell’aria e tutelare la salute dei cittadini.
Il dettaglio
«Il Piano introduce un sistema di aggiornamento continuo attraverso il confronto con gli altri strumenti regionali e prevede nuovi sistemi di governance e monitoraggio – ha spiegato l’assessore regionale al Territorio e ambiente, Davide Sapinet -. Tra le principali azioni figurano una cabina di regia regionale, l’osservatorio permanente sulla qualità dell’aria, il potenziamento dei modelli previsionali e dell’inventario delle emissioni, il monitoraggio dei metalli nelle polveri sottili e l’adeguamento della rete di rilevamento agli standard della nuova direttiva europea. Sono inoltre previsti successivi strumenti attuativi per definire interventi specifici, anche attraverso incentivi regionali. La durata del Piano è fissata al 2031, con un monitoraggio intermedio finalizzato a valutarne l’efficacia, introdurre eventuali correttivi e prevenire possibili procedure di infrazione».
Sapinet: «Previsti interventi per rendere più efficiente il settore del riscaldamento»
Sapinet ha ricordato che la Valle d’Aosta è «tra le poche regioni italiane non soggette alla procedura di infrazione europea per il mancato rispetto dei limiti. Il nuovo Piano punta a raggiungere entro il 2030 gli obiettivi fissati dalla nuova direttiva europea, attraverso interventi mirati, in particolare nel settore dell’utilizzo delle biomasse. Per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dell’aria, il Piano si integra con altri strumenti di pianificazione regionale, in particolare il Piano energetico ambientale regionale e il Piano regionale dei trasporti, le cui misure contribuiscono anche alla riduzione delle emissioni. Sono previsti interventi per rendere più efficiente il settore del riscaldamento, riducendo consumi ed emissioni attraverso la riqualificazione energetica degli edifici, la sostituzione degli impianti più inquinanti e la diffusione di sistemi più sostenibili. Sono inoltre promossi comportamenti virtuosi».
Corrado Jordan: «Il piano dimostra attenzione verso la qualità dell’aria»
Il presidente della terza Commissione, Corrado Jordan ha rimarcato «un Piano che dimostra l’attenzione della Regione per la qualità dell’aria e, quindi, per la qualità della vita dei valdostani. La tutela dell’ambiente non deve essere vista come un freno allo sviluppo, ma il presupposto per un’economia forte e durevole, che consenta alle persone di vivere e lavorare nella nostra regione. L’obiettivo è consolidare questo risultato e affrontare le criticità legate alle polveri sottili, anche in vista dei nuovi limiti europei previsti dal 2030».
Michel Martinet: «Piano frutto di confronto»
«Amministrare con coscienza significa prevenire, non limitarsi a gestire i problemi quando ormai sono emersi – ha detto Michel Martinet, vicecapogruppo UV -. Per questo motivo, con questo Piano riteniamo di portarci avanti. La particolare conformazione della Valle d’Aosta, con il ristagno degli inquinanti nel fondovalle durante i mesi invernali, richiede politiche mirate, diversificate e di lungo periodo. Questo Piano non nasce al chiuso degli uffici, ma è il frutto di un confronto approfondito a dimostrazione di una visione complessiva della gestione del territorio della nostra regione, che contempla ambiente e antropizzazione».
Chiara Minelli: «Si può andare oltre il minimo previsto dalla normativa»
Avs si è astenuta. «Il piano potrebbe essere ancora più ambizioso – ha ribadito la capogruppo Chiara Minelli -. È vero che la Valle d’Aosta non è sottoposta a procedure di infrazione, ma riteniamo si possa andare oltre il minimo richiesto dalla normativa europea, anche alla luce dei limiti previsti per il 2030 e dell’obiettivo strategico, fissato anni fa, di rendere la Valle d’Aosta una regione fossil fuel free entro il 2040. In quest’ottica, abbiamo presentato una serie di emendamenti che non rappresentano modifiche ideologiche o pretestuose ma interventi capaci di accompagnare realmente la regione nel percorso di decarbonizzazione e di miglioramento della qualità dell’aria, che per noi va di pari passo con il miglioramento della qualità della vita».
Marco Carrel: «Piano ben strutturato, ma mancano le risorse per raggiungere gli obiettivi»
«È un piano ben strutturato, che affonda le sue radici nella scorsa legislatura, ma che al momento non dispone delle risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi fissati dalla normativa europea per il 2030 – ha osservato il capogruppo degli Autonomisti di Centro, Marco Carrel -. Il rischio è che il Piano resti un documento corposo, ma incapace di tradursi in azioni concrete e di coinvolgere i cittadini, che sono i primi a dover credere in questi obiettivi».
Fulvio Centoz: «Ci aspettavamo un minimo di apertura»
Il consigliere del Pd-Federalisti Progressisti VdA Fulvio Centoz ha affermato che «ci aspettavamo, su alcuni emendamenti, un minimo di apertura che avrebbe potuto favorire una maggiore condivisione. Apprezziamo il lavoro svolto, e ci auguriamo che nelle prossime variazioni di bilancio vengano stanziate le risorse necessarie per dare concreta attuazione al Piano».
Simone Perron: «Riconosciamo gli aspetti positivi»
Chiusura affidata al vicecapogruppo della Lega, Simone Perron. «Su piani di questo tipo e di questa complessità, l’opposizione non ha mai il quadro completo dell’attività svolta dalla maggioranza – ha detto -. Riconosciamo gli aspetti positivi del documento e abbiamo condiviso anche alcune proposte volte a dare un maggiore impulso a temi specifici».
(re.aostanews.it)
