Una mostra diffusa per i 70 anni dei Badochys de Courmayeur
Una delle foto in mostra per i 70 anni dei Badochys de Courmayeur
ATTUALITA', CULTURA, Tradizioni
di Erika David  
il 15/07/2026

Una mostra diffusa per i 70 anni dei Badochys de Courmayeur

L'esposizione celebrativa dell'anniversario dei Badochys, gruppo folkloristico di Courmayeur, sarà inaugurata sabato 18 luglio alle 18 al Jardin de l'Ange e rimarrà visitabile fino al 21 agosto

Memoria in movimento. Les Badochys de Courmayeur festeggiano 70 anni di storia e di tradizioni trasmesse di generazione in generazione attraverso danze, gesti, rituali e quel costume che colorerà il paese in occasione della mostra diffusa inaugurata sabato 18 luglio.

Les Badochys de Courmayeur: 70 ans de mémoire en mouvement è un progetto fotografico che racconta una tradizione viva, dinamica e profondamente radicata nel presente.

La fondazione nel 1955 per salvaguardare danze e canti della tradizione

Cesarina Berthod prima capogruppo dei Badochys

L’atto costitutivo del gruppo folkloristico risale alla fine del 1955, grazie all’impegno dell’allora sindaco Mario Sincero, del presidente dell’Azienda di soggiorno di Courmayeur Piero Peraldo, della prima capogruppo Cesarina Berthod, del maestro di musica Alberti e dell’insegnante di danza Livia Garlaschelli.

L’obiettivo era salvaguardare i balli e le musiche che scandivano i momenti di festa nei villaggi, mantenere viva la tradizione e tramandarla ai giovani che, via via, si avvicinavano al gruppo.

Un’eredità raccolta e portata avanti ancora oggi da una cinquantina di elementi: dalla più âgée, Daniela Scalvino, classe 1954, alla più giovane, Altea Bazzana, classe 2020.

«Negli ultimi dieci anni siamo cresciuti tanto grazie ai più vecchi, che non hanno mai mollato, ai bimbi che alimentano il gruppo dei Petit Badochys, ma anche grazie ad alcuni nuovi ingressi di adolescenti – spiega la presidente Marta Borettaz, nel gruppo da oltre 35 anni -. Abbiamo investito molto sul gruppo e sul nostro benessere, con attività e trasferte, come quella in Sicilia, dove abbiamo ballato davanti a circa duemila persone e che ha contribuito a cementare i rapporti».

Il costume dei Badochys nasconde segreti d’amore

I Badochys di Courmayeur indossano un costume che riprende i colori della bandiera della Valle d’Aosta.

Un abito ricco, con il pizzo di Cogne a rifinire il collo della camicia bianca, il grembiule di seta sulla gonna rossa bordata di nero, il gilet e la giacchetta rossa.

Le donne indossano un nastro che, il giorno del matrimonio, donano al gruppo appendendolo all’alabarda e una cuffia nera che raccontava molto della disponibilità, o meno, a essere corteggiate.

«Se la si indossava dritta – ricorda Borettaz – si diceva che all’interno ci fosse la lettera del fidanzato».

Il costume degli uomini prevede invece una giacca rossa con la coda, pantaloni neri, papillon e mezza tuba.Lo svolazzare di gonne e code ha animato, nelle ultime settimane, diversi angoli caratteristici del paese, trasformati in uno speciale set fotografico per dare vita alla mostra.

La sfilata dei Badochys per il loro sessantennale

La mostra: Les Badochys de Courmayeur: 70 ans de mémoire en mouvement

Realizzata dal Comune di Courmayeur e da Courmayeur Turismo con il sostegno del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, l’esposizione en plein air sarà inaugurata sabato 18 luglio alle 18 al Jardin de l’Ange e sarà visitabile gratuitamente fino al 21 agosto.

Ci sarà poi un altro momento di festa, l’11 ottobre, quando i Badochys si ritroveranno insieme ad alcuni gruppi ospiti per celebrare l’importante anniversario.

Dietro l’obiettivo c’è l’occhio del fotografo di Courmayeur Ricardo Vitorino Espinheira, guidato dalla direzione artistica di Courmayeur Turismo, che propone uno sguardo inedito sui Badochys: sui pattini da ghiaccio del Courmayeur Sport Center, impegnati a giocare a tennis, sulle piste di fondo della Val Ferret e su quelle da sci del comprensorio.

«L’obiettivo è documentare i settant’anni di attività dei Badochys non come una celebrazione statica, ma come la testimonianza di una realtà in continua evoluzione. Bambini, adolescenti e adulti partecipano insieme alla costruzione di un’identità collettiva che attraversa le generazioni, dimostrando come la tradizione possa continuare a essere vissuta, reinterpretata e trasmessa senza perdere il proprio significato», spiega Courmayeur Turismo.

Una mostra diffusa con il cuore al Jardin de l’Ange e in altri due punti del centro del paese, per poi allungarsi nelle frazioni di Dolonne, Entrèves, La Saxe e Villair, estendendo il racconto al territorio e invitando residenti e visitatori a scoprirlo attraverso una passeggiata a cielo aperto.

«Partecipare alla creazione di questa mostra è stata una bellissima esperienza, per noi del tutto nuova – dice la presidente -. È stato molto bello ed emozionante portare il nostro costume nei contesti più diversi del paese».

A impreziosire ulteriormente l’esposizione sarà l’opera L’amore in testa – L’Amoù én téiha dell’artista valdostana Chicco Margaroli, esposta nella Biblioteca comunale.

Invitata dal gruppo a realizzare il manifesto celebrativo per l’importante anniversario, l’artista ha scelto di donare quest’opera ai Badochys e di metterla a disposizione dei visitatori, che potranno interagire con essa.

(erika david)

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