Lega all’attacco sui 260 mila euro per la promozione dell’École Hôtelière; Grosjacques: «Investimento sul turismo, non semplice pubblicità»
Il consigliere Corrado Bellora ha sollevato il caso con un'interpellanza discussa martedì 14 luglio, definendo «esorbitante» la cifra sborsata per una Fondazione finanziata per larga parte con risorse pubbliche
Duecentosessantamila euro destinati a promozione e marketing dell’École Hôtelière de la Vallée d’Aoste finiscono al centro dello scontro politico in Consiglio Valle.
A sollevare il caso è stato il consigliere della Lega Vallée d’Aoste Corrado Bellora, che ha definito la cifra «esorbitante» per una Fondazione finanziata in larga parte con risorse pubbliche.
La Giunta, per voce dell’assessore al Turismo Giulio Grosjacques, rivendica invece l’autonomia gestionale dell’ente e difende la scelta come un investimento strategico sul futuro del comparto turistico valdostano.
L’interpellanza, discussa nella seduta del 14 luglio, prende le mosse dall’annuncio fatto dallo stesso assessore nei mesi scorsi sull’inserimento, nel bilancio di previsione della Fondazione per la formazione professionale e turistica, di uno stanziamento di 260 mila euro destinato alle attività di promozione e marketing.
Secondo Bellora si tratta di una «cifra esorbitante, pari a oltre il 5% del bilancio della Fondazione», che nel 2025 ammontava a poco più di 5,3 milioni di euro e che è sostenuta per oltre il 90% da fondi pubblici, tra contributi regionali e Fondo sociale europeo.
Da qui la richiesta di chiarire se la Giunta condivida questa scelta, quale sia la posizione del revisore dei conti e se siano previsti ulteriori finanziamenti regionali destinati alla promozione della scuola.
L’autonomia della Fondazione
Nella risposta, Grosjacques ha ricordato che la legge regionale attribuisce al Consiglio di amministrazione della Fondazione piena autonomia nella definizione delle scelte gestionali e di bilancio.
«La Giunta regionale non interviene nell’attività concreta e nelle decisioni della Fondazione – ha spiegato – se non attraverso la nomina di alcuni componenti del Consiglio di amministrazione e del revisore dei conti, oltre all’esame della relazione annuale sull’attività svolta».
L’assessore ha inoltre precisato che il revisore è pienamente a conoscenza della destinazione delle risorse, essendo presente durante l’approvazione del bilancio 2026, ma che il suo ruolo riguarda esclusivamente il controllo amministrativo, contabile e di legittimità, senza entrare nel merito delle scelte gestionali adottate dal Cda.
Sul fronte delle risorse, Grosjacques ha escluso, almeno per il momento, nuovi finanziamenti regionali oltre al contributo ordinario previsto dalla legge.
«Non è pubblicità, ma un investimento»
L’assessore ha però respinto la lettura del consigliere Bellora, sostenendo che ridurre quelle spese a una semplice campagna pubblicitaria significhi non cogliere il ruolo strategico dell’École Hôtelière.
«Parliamo di una delle principali infrastrutture formative al servizio del turismo valdostano – ha affermato – che prepara cuochi, maître, addetti all’accoglienza e professionisti destinati a operare in uno dei settori economici più importanti della regione. Investire sulla scuola significa investire sul sistema turistico della Valle d’Aosta».
Secondo Grosjacques, le attività di promozione servono anche a contrastare il calo demografico e la diminuzione delle iscrizioni che sta interessando molte scuole alberghiere italiane, oltre a valorizzare un modello che vede coinvolte, nella governance della Fondazione, anche le principali categorie economiche del settore.
La replica della Lega
Bellora si è detto poco convinto dalle spiegazioni dell’assessore, sostenendo che la Regione non possa limitarsi a rivendicare l’autonomia della Fondazione quando ne finanzia quasi integralmente l’attività.
«Prendo atto che, per la prima volta, lei prende le distanze dalle scelte del Consiglio di amministrazione della scuola. Ciò detto, questa favoletta del Cda autonomo nelle sue scelte mi sembra un po’ deboluccia: la Regione finanzia per più del 90% la scuola e poi non si preoccupa di come i soldi vengano spesi?» ha replicato il consigliere Bellora.
«Inoltre, nelle altre scuole paritarie valdostane, come il Liceo linguistico di Courmayeur, l’Institut agricole régional o il Don Bosco, si spendono dai 22 ai 26 mila euro in promozione e marketing. Perché alla scuola alberghiera questa cifra raggiunge i 260 mila euro, dopo che sono state anche aumentate le rette di iscrizione, con un esborso complessivo aggiuntivo per l’insieme delle famiglie di circa 26 mila euro all’anno? Il Cda della scuola non percepisce lo stipendio, ma io preferirei pagare qualcuno di più oculato nella gestione delle risorse».
(re.aostanews.it)
