Confindustria: le imprese rossonere tengono e ritrovano un timido ottimismo nel terzo trimestre
L'indagine condotta da Confindustria Valle d'Aosta su oltre 300 imprese rossonere regala segnali migliori rispetto alla primavera, ma non mancano i segnali di allarme legati alla continua instabilità in Medio Oriente
Nonostante l’incertezza geopolitica e l’instabilità in Medio Oriente, torna un vento di lieve ottimismo nella imprese valdostane. O almeno questo è quello che emerge dall’indagine previsionale di Confindustria Valle d’Aosta, relativa al terzo trimestre 2026 e realizzata tra oltre 300 imprese associate.
Confindustria, Turcato: «In pochi mesi abbiamo reagito»
Mette in evidenza la resilienza delle imprese rossonere il presidente di Confindustria Valle d’Aosta Francesco Turcato, che sottolinea indicatori in miglioramento dopo il buio primaverile.
«In un contesto così complesso a livello geopolitico, gli imprenditori valdostani continuano a credere nelle proprie aziende, immettendo risorse per innovare processi e prodotti e mantenendo stabili i livelli occupazionali – sottolinea il presidente di Confindustria VdA -. In pochi mesi abbiamo saputo reagire e guardiamo anche al 2027 con moderato ottimismo».
Per Francesco Turcato «non mancano le sfide – evidenzia ancora il presidente -, a cominciare dal costo dell’energia e dall’inevitabile riforma dei meccanismi che oggi ne compongono il prezzo, a cominciare dagli Ets. Va poi ribadita la centralità della manifattura nella cultura anche politica in Europa come in Italia, l’intero sistema di Confindustria è impegnato in un pressing costante sia sul Governo che in Europa, così come facciamo e continueremo a fare noi nel nostro territorio».
Confindustria, i dati del terzo trimestre
Entrando nel dettaglio dei dati, per il terzo trimestre migliora quello relativo alla produzione, con il saldo ottimisti-pessimisti che sale a +22,92% (+15,91% del secondo trimestre).
Sorride anche il dato sui nuovi ordinativi (+19,15% contro +9,09%).
Circa il 60% delle aziende, poi, dichiara un andamento costante dell’export, mentre il 30% evidenzia un aumento, facendo lievitare il saldo ottimisti/pessimisti (+18,75%, contro lo 0 del trimestre scorso).
A livello di ordini, diminuiscono le aziende che possiedono un carnet sufficiente per meno di un mese (dal 34,29% al 18,42%), mentre il 52,63% dichiara ordinativi sufficienti da uno a tre mesi; diminuiscono gli ordini con visibilità oltre i tre mesi (28,95%).
Costante l’andamento degli investimenti per ampliamenti (da +34,21% a +36,11%) e per sostituzioni (da +34,21% a 30,56%).
Nel settore manifatturiero, grande crescita degli investimenti per ampliamenti (da +38,89% a +50%), mentre cala il tasso di utilizzo degli impianti (+70,95%, contro il +75,15%).
Confindustria: lieve calo per l’occupazione, sorrisi dalla Cig
Per quanto concerne le previsioni occupazionali, il saldo ottimisti-pessimisti porta un lieve calo, passando dal +14,58% al +10,20%, in calo rispetto all’ottimismo del trimestre precedente che registrava un +14,58%.
Buono il dato sulla Cassa integrazione guadagni, con tutte le aziende ad assicurare di non fare ricorso.
La media complessiva dei tempi di pagamento è di 58 giorni e di 56 giorni per la pubblica amministrazione.
Infine, migliora il dato sui tempi di incasso (il 29% rileva un ritardo, con il 41% del trimestre precedente).
Confindustria: le aziende edili
Passando alle aziende edili iscritte a Confindustria, il dato mostra una tenuta sul trimestre precedente, ma comunque un quadro non così roseo, con il saldo ottimisti-pessimisti sulle previsioni occupazionali in diminuzione (0% rispetto al +11,11%), ma alcun ricorso alla cassa integrazione.
In aumento le attese sulla produzione (0% rispetto al -12,50%, mentre calano le attese per le nuove commesse (-16,67% contro il +14,29%).
Per gli investimenti, passano da un 25% a un 16% le aziende che dichiarano investimenti per ampliamenti e da un 25% allo 0% le aziende che dichiarano investimenti per sostituzioni.
Stabile l’utilizzo degli impianti (+65%), così come i tempi di pagamento (50 giorni e 45 giorni per la pubblica amministrazione). Per il ritardo nei tempi di pagamento, si passa dal 14,29% al 12,50%.
(al.bi.)
