Nella notte il discorso di Trump, rilancerà il rischio di interferenze elettorali
New York, 16 lug. (askanews) – A meno di quatto mesi dalle elezioni di metà mandato, da cui dipende il controllo del Congresso attualmente nelle mani dei repubblicani, Donald Trump ha deciso di parlare alla nazione. In un raro discorso in prime-time, il presidente americano si presenterà davanti alle telecamere piazzate nella East Room della Casa Bianca quando in Italia saranno le 3 di notte. Formalmente indicazioni sul tema dell’intervento non sono state fornite. La portavoce Karoline Leavitt si è limitata a dire che “nessuno sa ancora cosa alla fine dirà” il presidente americano. Tuttavia, lui stesso ha indicato il tema principale: la sicurezza delle elezioni. “Senza elezioni libere e giuste non c’e’ un paese”, ha detto ieri preannunciando un “annuncio molto grande” ma spiegando anche che “discuteremo anche di altre cose”.
E’ da giorni che la stampa americana sostiene che Trump svelerà materiale declassificato sui tentativi di interferenza della Cina nelle elezioni del 2020 per aiutare Joe Biden a vincere. Stando a fonti del governo sentite da Reuters, l’intelligence non ha mostrato che Pechino ha manipolato o cambiato i voti. Non è tuttavia chiaro se e quale intelligence Trump diffonderà. Il timore è che sia fuorviante.
In vista dell’appuntamento, alcuni democratici tra cui la deputata Alexandria Ocasio-Cortez spingono sulle emittenti TV affinché non trasmettano in diretta il discorso. Per loro sarà usato per ripetere tesi smontate sulle elezioni. D’altra parte, Trump ha trascorso anni a gettare dubbi sui risultati elettorali, specialmente quelli delle elezioni presidenziali del 2020 da lui perse a favore del democratico Biden. Solo ieri in un’audizione parlamentare per la conferma della sua nomina a direttore dell’Intelligence nazionale, Jay Clayton ha detto che Biden è stato “certificato” come presidente, come a dire che non è stato eletto pur avendo detto di non essere “un negazionista delle elezioni”. Trump pensa anche che le macchine che hanno contato i voti non abbiano funzionato alla perfezione, tesi gonfiata pure da Fox News che alla fine nel 2023 ha dovuto pagare 787 milioni di dollari a Dominion Voting Systems per evitare di andare a processo. Trump è anche convinto che il voto per posta sia pieno di frodi e che il voto da parte di persone prive di cittadinanza Usa sia molto diffuso, tesi a loro volta non comprovate dai fatti.
Il tutto avviene dopo che Trump ha silurato due dei tre membri dell’Election Assistance Commission (entrambe democratici), mossa che ha portato l’unico repubblicano a dimettersi dall’ente preposto per aiutare nello svolgimento delle elezioni. Inoltre, il presidente Usa spinge per il Save America Act, che imporre nette restrizioni al voto e che è in stallo da tempo al Senato.
Alcuni tra i repubblicani preferirebbero che Trump guardasse al futuro, non al 2020, concentrandosi sui temi cari agli americani, in primis il costo della vita in aumento anche per colpa di una guerra (quella contro l’Iran) altamente impopolare. I democratici sperano: devono strappare al GOP tre seggi per prendere il controllo della Camera. Per il Senato, la battaglia è più incerta. In vista dell’appuntamento elettorale, in parti dell’America si teme che Trump stia preparando il terreno a contestarne l’esito se non fosse di suo gradimento.
