Commissione Ue multa AliExpress per 550 mln per violazione Dsa
Bruxelles, 20 lug. (askanews) – La Commissione europea ha annunciato, oggi a Bruxelles, di aver multato AliExpress per 550 milioni di euro per violazione del regolamento Ue sui servizi finanziari (“Digital Services Act – Dsa), e in particolare per non aver rispettato gli obllighi in materia di valutazione e mitigazione dei rischi relativi alla vendita di prodotti illegali, pericolosi o contraffatti sulla sua piattaforma di e-commerce. La Commissione ha ordinato alla piattaforma di adottare le misure necessarie.
Si tratta della terza multa comminata dalla Commissione da quando è il vigore il Dsa, e della più alta. Nei due casi precedenti, X era stato multato per 120 milioni di euro e Temu per 200 milioni.
Secondo una nota della Commissione, “AliExpress non ha valutato correttamente se disponesse di personale sufficiente per esaminare i prodotti potenzialmente illegali. L’azienda ha sovrastimato l’efficacia del suo sistema di rilevamento e rimozione dei prodotti illegali”; pertanto, “non ha tenuto conto in modo realistico della sproporzione tra il numero di moderatori umani e il loro carico di lavoro”. AliExpress, inoltre, “non ha valutato adeguatamente in che modo i suoi sistemi di raccomandazione e pubblicità contribuiscano alla diffusione di prodotti illegali. I test effettuati dai servizi della Commissione hanno dimostrato che molti prodotti illegali venivano raccomandati o pubblicizzati ai consumatori prima di essere effettivamente rimossi”.
Sempre secondo la Commissione, poi, AliExpress non ha utilizzato abbastanza dei parametri quantitativi nella sua valutazione. “Si è basata su un solo indicatore quantitativo, che tuttavia non misurava adeguatamente l’efficacia del suo sistema di moderazione nel prevenire la comparsa o la ricomparsa di prodotti illegali in forme simili. Questa constatazione è supportata anche dai test effettuati dai servizi della Commissione, che hanno dimostrato come un elevato volume di prodotti illegali continuasse a circolare nonostante gli sforzi di moderazione di AliExpress”.
La Commissione accusa anche AliExpress di non aver adottato misure efficaci per ridurre il rischio di diffusione di prodotti illegali. “Molti prodotti illegali, dai prodotti contraffatti ai giocattoli pericolosi e ai cosmetici nocivi, circolavano sulla piattaforma e, anche se individuati, rimanevano online per diverse settimane”. Anche perché la piattaforma “non applicava correttamente la sua politica sanzionatoria nei confronti dei venditori di prodotti illegali. La politica sanzionatoria non veniva attuata in modo adeguato e i negozi che vendevano prodotti illegali potevano rimanere attivi su AliExpress, nonostante le sanzioni”.
In particolare, “i controlli di conformità dei prodotti di AliExpress potevano essere facilmente aggirati tramite la loro classificazione errata”, anche a causa del personale insufficiente. “Pertanto, i venditori disonesti inserivano intenzionalmente i prodotti nella categoria sbagliata per beneficiare di requisiti più flessibili, consentendo la libera circolazione di prodotti non conformi sulla piattaforma”.
AliExpress, che è una delle principali piattaforme dell’e-commerce mondiale di proprietà del colosso cinese Alibaba, e che al contrario di altre piattaforme (come Amazon), non possiede i prodotti che vende ma agisce solo da intermediario, non è riuscita insomma a prevenire adeguatamente la diffusione di prodotti contraffatti. Questo, secondo la Commissione, “rappresenta un rischio significativo per AliExpress. Oltre alle potenziali conseguenze per i diritti dei consumatori, i venditori di tali prodotti danneggiano le aziende legittime che investono in design, test di sicurezza e innovazione, costringendole a competere con prodotti che aggirano questi investimenti”.
“Il sistema obbligatorio di ‘autorizzazione del marchio’ di AliExpress, concepito per prevenire la vendita di prodotti contraffatti, si è rivelato inefficace” e, ancora una volta, “con personale insufficiente”, rileva l’Esecutivo comunitario. “Pertanto, i venditori hanno facilmente aggirato questo sistema e pubblicato molti prodotti che sono stati rimossi solo in seguito perché contraffatti”.
“La sanzione pecuniaria inflitta oggi è stata calcolata – spiega la Commissione – tenendo conto della natura delle infrazioni, della loro gravità in termini di utenti Ue interessati e della loro durata, che si è protratta almeno fino a giugno 2025, data in cui la Commissione ha emesso le conclusioni preliminari nei confronti di AliExpress. La mancata effettuazione di adeguate valutazioni del rischio e la mancata mitigazione efficace dei rischi sistemici costituiscono violazioni particolarmente gravi del Dsa”. Tuttavia, nel calcolo della sanzione, che nel Dsa può arrivare fino al 6% del fatturato globale della società multata, la Commissione “ha tenuto conto anche di circostanze attenuanti a favore di AliExpress”. Secondo fonti comunitarie, in questo caso la multa corrisponde a circa l’1% del fatturato.
