Biennale Danza, McGregor: fiero dei College e delle nuove produzioni
Venezia, 25 lug. (askanews) – Per Sir Wayne McGregor il 2026 è l’ultimo anno alla direzione artistica della Biennale Danza di Venezia, un percorso che dal 2021 lo ha visto esplorare campi diversi, dalla dimensione dell’umano agli stati di alterazione, dal ragionamento sui limiti da superare alla creazione di mitologie contemporanee. Fino al discorso sul tempo non lineare di questa ultima Biennale. Abbiamo tracciato con lui un piccolo bilancio della sua esperienza di direttore.
“Credo che alcuni dei nostri successi – ha detto McGregor ad askanews – derivino dallo straordinario lavoro svolto con Biennale College e con questi giovani artisti pronti a intraprendere il proprio percorso coreografico e la propria vita; ne vado davvero molto fiero. Ma penso anche di aver dato visibilità a molti artisti che altrimenti non sarebbero stati notati, non solo in Italia ma in tutta Europa, e questo per me è stato fondamentale. C’è poi l’aspetto della creazione e dell’investimento in nuove opere: abbiamo dedicato molto tempo a sostenere produzioni originali anziché limitarci ad acquistare spettacoli già pronti, e credo che questo abbia avuto un impatto significativo a livello globale”.
In un momento non semplice per l’istituzione Biennale di Venezia i festival di danza, teatro e musica sembrano occasioni per rimettere la ricerca al centro, facendolo attraverso i corpi, le nuove leve di artisti e una prospettiva che da particolare si fa universale, come abbiamo imparato anche dagli anni di direzione di McGregor, in attesa di conoscere chi arriverà dopo di lui.


